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A002foto by: Luis Ferreira Fotografia

La vita fa male perché per vivere
c’è bisogno di essere intelligenti,
attenti.

Se vivi in maniera inconscia
la vita è destinata
a essere un’esperienza dolorosa,
un’agonia.

La vita può essere anche estatica,
ma solo se sei sveglio,
consapevole.

La vita è un’opportunità,
ma richiede moltissimo.

È una sfida, è un’avventura,
un’avventura momento per momento
in un territorio senza mappe.
(Osho)

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foto Abilio Dias – http://www.olhares.com

<Le redini della propria vita>

(di Maria Castiglione)

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Ognuno porta in sé il seme di ciò che può diventare. Crescendo, spesso, finiamo col dimenticare chi siamo, di cosa siamo capaci e “ci peridiamo per strada”. Ma ritrovarci e realizzare il nostro progetto di vita è possibile.

Il “piccolo” dell’uomo nasce e da subito dimostra il suo temperamento giacché nei primi mesi di vita e anche nei primi anni, il suo contatto con il Sé è stretto e fluido ed egli manifesta peculiarità, attitudini, qualità, vocazioni le quali – se si prestasse loro la dovuta attenzione e il rispetto- sarebbero i sicuri segnali del suo progetto di vita.

Poi, come in tutte le favole, qualcosa succede e sulla strada del piccolo eroe compaiono gli ostacoli; quando è fortunato non si tratta di grandi violenze, ma di piccole continue interferenze col suo naturale funzionamento. Si sa, il bambino deve essere educato, i genitori da subito si sentono investiti dal sacro compito. Ciò che nessuno ha insegnato loro è che non dovrebbero assolutizzare niente e far notare al bambino che quanto gli comunicano è ciò che nella loro famiglia si trasmette di generazione in generazione, ma che in altre famiglie si fa in un altro modo e offrire esempi di un modo diverso di vivere e al bambino fare intravedere la possibilità di cambiare – quando sarà abbastanza grande da poterlo fare- ciò che riterrà opportuno senza incorrere nella disapprovazione di coloro che ama.

E invece a poco a poco i “no”, le ingiunzioni”, i “devi” lo allontanano dalla sua vera natura e lo disorientano, sì proprio così perché il Sé è essenzialmente orientamento, agisce come un radar che sa quali onde catturare per cui quando il piccolo viene allontanato dalla sua essenza, invece di andare nel mondo tranquillo e sicuro, annaspa, incespica di continuo, avanza tentoni come chi è afflitto da un handicap. E in molti casi il mondo diventa nemico e nascono paure di ogni tipo.

Quel bambino cresce conformandosi o ribellandosi ma non seguendo se stesso; a un certo punto però, diventato adulto, entra in crisi, l’anima bussa, chiede il conto.

Questo ipotetico cammino ci riguarda un po’ tutti, molti di noi in un certo momento della vita sentiranno un’intensa insoddisfazione e inizieranno quell’opera di riorientamento che impegnerà gran parte delle nostre forze e ci porterà a ritornare in noi stessi stesso e a ridefinirci. Guadagneremo un modo di stare nel mondo più consono alla nostra natura e di conseguenza serenità e gioia.

Da dove cominciare?

1. Tagliare i codici che hanno informato la nostra vita, ovviamente se l’hanno resa poco godibile. E’ disimparare, è disfarsi di cattive abitudini, dei maestri, è partire da sé, per passare da un’etica impersonale appresa a un’etica personale del volere e della responsabilità, per scoprire il mondo dei propri valori individuandoli a partire dai propri bisogni, desideri e ideali. Questa è la strada per individuarsi, differenziarsi, vivere.

Partire da sé è lottare per affermare le proprie posizioni perché tra i nostri” vicini” ci sarà sempre qualcuno che tenterà di depistarci, manipolarci in nome magari dell’amore o per fini egoistici. In tutti i miti l’eroe afferma se stesso lottando, superando numerosi ostacoli sul suo cammino; la via dell’eroe è la metafora di ogni vita che è forte e vuole risposte forti da ogni uomo e da ogni donna.

2. Taglio ma anche piega: nel lavoro di riordino della nostra personalità è basilare il “ritorno a Casa” ovvero piegarsi verso se stessi e,quasi atto medico, aver cura di sé, capire la forma che si desidera darsi, la forma che dirà dei nostri più intimi e personali desideri.

3. Interrogare continuamente l’esperienza. Importanti le domande empiriche che sapremo rivolgerci. Ogni volta che un evento parla il linguaggio del disagio, provare ad estrarre dalla situazione il sentimento particolare che si è provato invidia, gelosia, vergogna e chiedersi: Quando e perché lo incontro, chi o che cosa mi evoca un tal sentimento? Che ha a che fare con la mia vita?

Quando un evento parla il linguaggio del benessere si fa la stessa cosa in modo da rendere ripetibile a volontà, e non casualmente, l’esperienza. Per le cose che avvengono per caso chiedersi: Ma quante cose avevo prima lasciato accadere?
Per le cose che facciamo deliberatamente senza però ottenere gli effetti desiderati: Mi sono interrogato sulle mie motivazioni e l’intenzione qual era?

4. Coltivare le figure del cuore ovvero i valori personali di cui si diceva sopra e poi quelle configurazioni fatte di pensieri, sentimenti che sono il distillato, il portato di esperienze benefiche e ancora: nello spazio della nostra interiorità ci sono varie immagini di noi,alcune sono purtroppo costrittive e ostacolanti il nostro sviluppo, altre ci regalano invece un senso di espansione e libertà, fare di quest’ultime figure del cuore, e cioè richiamarle spesso alla coscienza, arricchirle, farne tesoro.

Tanto altro ancora si può fare, l’importante è non dimenticare che l’identità è in cammino per tutto il tempo del nostro percorso esistenziale. Ciò dà speranza.

fonte: postato il Lista Sadhana – Guido da Todi

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Dai Colore alla tua Vita
Il segreto per vivere meglio

Un invito a compiere il viaggio più bello: vivere una vita piena e autentica, di successo. Se non possiamo cambiare la direzione del vento… possiamo sempre regolare le vele e raggiungere la meta prefissata!

Sviluppare le nostre qualità e realizzare i nostri desideri più profondi non è questione di fortuna. Si tratta di un lungo cammino, o meglio di un viaggio, fatto di preparazione e allenamento, sconfitte e vittorie. Non tutti, non sempre, hanno il coraggio o anche solo la motivazione per affrontarlo perché questo percorso richiede costanza, ma soprattutto una valida guida che “spiani la strada”.

Questo libro insegna attraverso divertenti esercizi ad acquisire la tecnica vincente per abbandonare la vecchia visione di noi stessi, sentirsi liberi di intraprendere il cambiamento e crearsi un proprio percorso di vita vincente. A volte costruire obiettivi ambiziosi ci distrae da ciò che conta veramente: il presente.

L’autore ci invita a non correre questo rischio: la nostra esistenza merita di essere vissuta momento per momento, godendo ogni attimo del percorso. Tutto è già in noi; le nostre menti e i nostri cuori sono i porti da cui salpare.
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001-27

Quanto più ti affidi all’energia interiore, tanto più libero potrai essere nella vita

Che cosa pensiamo della vita? Per anni trovare una risposta a tali interrogativi ha implicato scavare in noi stessi. Ma che cosa significa esattamente ciò? Ognuno di noi possiede un’Energia Interiore che gli consente di mantenersi in buona salute, instaurare rapporti interpersonali soddisfacenti, fare una carriera brillante e godere, nella vita, di ogni prosperità.

Per raggiungere tali obiettivi, è innanzitutto necessario credere che sia possibile farlo e, in seguito, eliminare quei fattori che, nella vita, ci impongono situazioni indesiderate. A tale scopo scaviamo in noi stessi ricercando l’aiuto dell’Energia Interiore, capace di indicarci che cosa sia meglio per noi. Se siamo disposti a cambiare la nostra vita affidandola a tale Energia, che ci ama e ci sostiene, possiamo vivere circondati da amore e benessere.

La nostra mente è sempre correlata, mediante l’lo Superiore o Energia Interiore, alla Mente Infinita, all’Energia Universale che ci ha creato, da cui trae conoscenza e saggezza.

L’Energia Universale ama tutte le Sue creature, è un’Entità benefica che dirige la nostra vita: non conosce odio, menzogna né punizione, è amore, libertà, comprensione, pietà. E’ dunque importante affidare la nostra vita all’Io Superiore poiché, in tal modo, possiamo ricevere ogni bene.

Ovviamente, possiamo decidere di usare l’Energia in qualsiasi modo: decidendo di vivere nel passato e di riassestare quanto di negativo è avvenuto nella nostra esistenza, rimaniamo semplicemente al punto di prima. Se, viceversa, intendiamo non esserne vittime e andare avanti creandoci una nuova vita, veniamo sostenuti dall’Energia che ci procura nuove e più felici esperienze.

Personalmente, non credo nell’esistenza di due energie, ritengo esista un solo Spirito Infinito. E’ troppo semplicistico dire: “E’ il diavolo” oppure “sono loro”; siamo noi, ed abbiamo di fronte solamente due alternative: utilizzare l’energia con saggezza o con sconsideratezza. Esiste il diavolo nel nostro cuore? Condanniamo gli altri perché sono differenti da noi? Che cosa scegliamo?

<Responsabilità e colpa>

Con i pensieri e i sentimenti contribuiamo a determinare tutte le situazioni, buone o cattive, che caratterizzano la nostra esistenza; i pensieri generano le sensazioni in base a cui impostiamo la vita. Ciò non significa darci la colpa per gli sbagli compiuti: vi è infatti una differenza notevole fra essere responsabile e incolpare se stessi o gli altri.

Essere responsabile significa possedere l’energia, incolpare o incolparsi implica gettarla via. La responsabilità ci consente di operare dei cambiamenti nella vita; se, viceversa, ci assumiamo il ruolo di vittime, sprechiamo l’energia. Accettando la responsabilità, non perdiamo tempo a incolpare qualcuno o Qualcos’altro; alcuni si sentono in colpa per aver causato malattia, povertà o problemi agli altri interpretando, in tal modo, la responsabilità come colpa. (I mass media hanno definito il fenomeno la Colpa della Nuova Era.)

Queste persone provano una sensazione di colpa perché ritengono di avere, in certo qual modo, fallito; esse prendono tutto come colpa trovando così un “alibi” ulteriore per criticarsi. Questo atteggiamento è ben diverso da quello che intendo. Se consideriamo problemi e malattie come un’opportunità per cambiare la nostra vita, possediamo l’energia.

Numerose persone affette da patologie gravi hanno affermato, una volta guarite, che queste sono state l’esperienza più bella in quanto hanno consentito loro di cambiare ottica di vita.

Altre, invece, insistono nel ripetere: “Sono disgraziato! Povero me! Dottore, mi aiuti!” Credo che, anche guarendo o dovendo affrontare problemi minori, tali persone non abbiano una vita facile.

La responsabilità è la capacità di rispondere ad una situazione. Abbiamo sempre la possibilità di scelta: ciò non significa negare quello che siamo disprezzando quanto abbiamo nella vita, bensì riconoscere che siamo giunti dove siamo; in base a nostre scelte.

Assumendoci la responsabilità, possiamo cambiare. Quando chiediamo: “Che cosa posso fare per modificare questa situazione?”, dobbiamo pensare che possediamo sempre l’energia necessaria per attuare cambiamenti. Dipende solo da noi come utilizzarla.

Tutte le esperienze da noi vissute fino ad ora sono state determinate dai pensieri elaborati in passato: non guardiamo alla nostra vita con vergogna, ma consideriamo il passato come parte ricca e importante della nostra esistenza. Senza di esso, infatti, non saremmo qui oggi. Non c’è ragione di martoriarci perché non abbiamo fatto di meglio: abbiamo comunque fatto tutto quello che potevamo.

Consideriamo il passato nella luce dell’amore e siamogli grati per questa nuova consapevolezza. Il passato esiste solo nella nostra mente e nel modo in cui decidiamo di considerarlo. Questo è il momento in cui stiamo vivendo; questo è il momento in cui stiamo percependo sensazioni, questo è il momento in cui stiamo facendo esperienze. Ciò che facciamo oggi costituisce la base del domani; pertanto, questo è il momento di prendere una decisione. Non possiamo fare nulla domani né cambiare quanto avvenuto ieri, ma possiamo agire oggi.

E’ dunque determinante quello che decidiamo di pensare e di dire in questo momento. Quando iniziamo ad assumerci la responsabilità dei nostri pensieri e delle nostre parole, abbiamo uno strumento valido nelle nostre mani. Potrà sembrare banale, ma è così: l’energia scaturisce sempre dal presente.

E’ importante comprendere che la nostra mente non ci controlla e che, viceversa, siamo noi e, più esattamente, il nostro lo Superiore a controllarla. E’ possibile arrestare i vecchi pensieri: quando questi cercano di farsi strada, suggerendo che “è così difficile cambiare!”, è bene prendere il controllo della situazione convincendosi che “da ora in poi sarà facile operare dei cambiamenti”.

Può essere necessario ripetere più volte questo dialogo con la propria mente prima che riconosca che noi la controlliamo e che siamo convinti di quello che abbiamo detto.

Spesso mi dicono: “Non riesco a non pensare a questa cosa”, ed io rispondo: “Invece, puoi riuscirci”.

Quante volte abbiamo cercato di rimuovere un pensiero positivo? E’ sufficiente adottare lo stesso sistema per quelli negativi impedendo alla mente di elaborarli; questo non significa che, in fase di cambiamento, bisogna combattere i propri pensieri. Se un pensiero negativo si fa strada, basta dire: “Grazie per la compagnia!”.

In questo modo non neghiamo ciò che esiste,né rischiamo di usare malamente la nostra energia. E’ importante ripetere a noi stessi che non cederemo più alla negatività; anche in questo caso, non si tratta di combattere i propri pensieri, ma di riconoscerli come tali e di superarli.

Non anneghiamo nel mare della negatività se possiamo farci trasportare dall’oceano della vita! La vita, di cui tutti noi siamo una magnifica espressione, attende che ci apriamo ad essa dimostrandoci degni dei suoi beni.

La saggezza e l’intelligenza dell’Universo sono a nostra disposizione, la Vita è pronta ad aiutarci. Quando abbiamo paura, è utile pensare al nostro respiro, l’elemento più prezioso donatoci dalla vita: lo accettiamo senza nemmeno riflettere sul suo valore, e poi dubitiamo che la vita possa farci mancare tutto il resto di cui abbiamo bisogno. A questo punto è bene conoscere l’energia e quello che siamo capaci di fare. Esploriamo noi stessi per capire chi siamo.

Ogni volta che diciamo: “Non so” chiudiamo la porta in faccia alla nostra saggezza.

Se riceviamo messaggi negativi, significa che stiamo operando a livello del nostro ego e della nostra mente, talora a quello dell’immaginazione, anche se, normalmente, sono proprio immaginazione e sogni a trasmetterci messaggi positivi.

Aiutiamoci effettuando le scelte giuste per noi; in caso di dubbio, chiediamoci: “E’ una decisione adeguata per me? E’ una decisione giusta per me in questo momento? ” Questo sistema andrebbe adottato sempre prima di prendere qualsiasi decisione.

Imparando ad amare noi stessi ad avere fiducia nel nostro Io Superiore, diventiamo co-creatori, insieme allo Spirito Infinito, di un mondo di amore. L’amore che abbiamo per noi stessi ci trasforma da vittime in vincitori; non avete mai notato che le persone che stanno bene con se stesse risultano naturalmente attraenti? Esse hanno infatti una qualità semplicemente meravigliosa: sono contente della loro vita. Pertanto, possono affrontare con successo qualsiasi ostacolo e difficoltà.

Molto tempo fa ho imparato che Dio dimora in me; la sua saggezza e la sua comprensione mi guidano dunque in tutte le mie azioni sulla terra. Come le stelle e i pianeti seguono la loro orbita, così anch’io seguo il mio ordine divino. Per quanto non riesca a capire tutto con la mia mente umana limitata, so che, a livello cosmico, sono nel posto giusto, al momento giusto, e che sto facendo la cosa giusta. La mia esperienza attuale mi porterà a superare il passato e a scoprire nuove possibilità per il futuro.

“Molti di noi si rendono conto solo a distanza di tempo che, durante l’infanzia e l’adolescenza, le condizioni di vita familiare hanno influenzato negativamente la concezione della propria personalità e l’atteggiamento nei confronti della vita. La mia infanzia, ad esempio, è stata permeata dalla violenza, inclusa quella sessuale; non ho mai ricevuto,né amore, né affetto e non ho mai avuto stima nei confronti di me stessa. Dopo aver abbandonato la famiglia all’età di 15 anni, ho continuato a subire diversi tipi di violenza senza rendermi conto che gli schemi mentali ed emozionali acquisiti nei primi anni di vita mi avevano condizionata a subire violenze.

I bambini rispondono spesso all’atmosfera mentale creata dagli adulti che li circondano; io ho imparato precocemente a conoscere la paura e la violenza e, una volta adulta, a riprodurre certe esperienze per me stessa. Sicuramente, non avevo ancora capito che possedevo l’energia per cambiare tutto ciò; ero spietata nei confronti di me stessa, poiché interpretavo la mancanza di amore e di affetto come una conseguenza del mio essere una persona spregevole.

Immaginiamo che i nostri pensieri siano gocce d’acqua: un pensiero, o una goccia d’acqua, non ha molta importanza. Tuttavia, goccia dopo goccia, si forma dapprima una piccola pozzanghera, poi uno stagno, poi un lago e, infine, un oceano. Che tipo di oceano state creando? Inquinato e tossico, oppure limpido, chiaro e rinfrescante?

In proposito le opinioni sono differenti: voi avete diritto di pensare ciò che volete, io ho il diritto di credere a ciò che ritengo più giusto per me.
Indipendentemente da quello che succede, l’unico elemento a cui attenersi è stabilire che cosa sia giusto per noi; a tal fine è necessario prendere contatto con la nostra guida interiore. E’ infatti la saggezza a darci le risposte. Non è tuttavia facile ascoltare noi stessi quando amici e familiari ci dicono che cosa dobbiamo fare; eppure, tutte le risposte sono dentro di noi.

Chi siamo? Che cosa vogliamo imparare? Che cosa vogliamo insegnare? Abbiamo tutti un unico scopo; non siamo semplicemente un insieme di personalità, problemi, paure e malattie: siamo tutti correlati ai nostri simili ed alle altre forme di vita. Siamo spirito, luce, energia, vibrazione ed amore; possediamo tutti l’energia per dare scopo e significato alla nostra vita.

(Louise Hay) – Tratto da Lista Sadhana – http://it.groups.yahoo.com/group/lista_sadhana/ (Guido da Todi)

Percorrere con successo il cammino dell’esistenza
alla luce del pensiero positivo

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Nella solitaria oscurità, riuscivo quasi a sentire la limitatezza della vita e la sua preziosità. La diamo per scontata , ma è fragile, precaria, incerta, e può cessare da un momento all’altro senza preavviso. Mi veniva ricordato quel che dovrebbe essere ovvio ma troppo spesso non lo è, che ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, meritano di essere vissuti bene.
(“Io & Marley” – John Grogan)

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La vita è una ricchezza che non svanisce,
nella memoria del vissuto che ci ha accompagnato,
nelle linee sottili della speranza che giorno per giorno
alimenta la lampada della nostra attesa.

La vita sei tu, nella lacrima
che sfiora silenziosa la tua gota,
nel sorriso di un tempo e nell’abbraccio
di parole che non conoscono confine.

Anche oggi, in questa mia gratitudine
per quello che tu sei, che resta scolpito
oltre il tempo e apre uno squarcio
tra le nuvole delle tue paure.

Oltre le parole anche il silenzio
intinge il colore nella serenità
di questa speranza sempre viva…per te!

10.02.2009 Poetyca http://poetycamente.ning.com/

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portici_morro_alba1Per stare vicini a una persona morente, senza sentirci arrabbiati, delusi o impotenti, è importante sviluppare un diverso atteggiamento nei confronti della morte, la cosa più naturale che può capitare, come la nascita.

Andando a fare un giro in un terreno incolto, noteremo la rigogliosità della natura, noteremo anche piante e alberi morti, secchi, caduti, altri in putrefazione. Ma se andiamo a vedere nel dettaglio cosa c’è vicino, dentro, sotto, noteremo dell’altra vita che sta per nascere: piccole erbe, formiche
che scavano il legno, germogli, altri insetti che freneticamente si muovono, l’aria che si muove, le piccole gocce di rugiada…

In ogni cosa che finisce c’è l’inizio di qualcos’altro. La morte non è in opposizione alla vita, non c’è dualità in questo, come invece noi pensiamo. La morte è complementare alla nascita, almeno in questo mondo. Dove c’è la nascita c’è anche la morte, e la vita include tutto questo. La vita in
qualche modo è eterna, perché è il ciclo della nascita e della morte, tutti i cicli compongono ed appartengono alla vita. Come la nostra anima, che appartiene alla vita, non solo dalla nascita e fino alla morte.

– Mentre scrivo questa frase, il correttore del programma di scrittura mi suggerisce di usare anziché “fino alla morte” la frase “fino all’ultimo”: sembra che sia veramente insito nel mondo occidentale la paura della morte, anche solo nominarla può dare fastidio -.

Vediamo la morte come momento disperato, perché ci identifichiamo con il corpo, con gli oggetti e gli affetti che sono esterni a noi. Pensiamo che con la morte perdiamo tutto questo, ed  effettivamente è vero, ma la casa, l’auto, i parenti, il lavoro non siamo noi. Nella vita diamo molto peso alle cose materiali, ci identifichiamo con queste, e trascuriamo il valore della vita interiore. Per questo motivo la morte ci spaventa, pensiamo che sia una perdita totale, l’annullamento completo di noi.

Ed in parte è così, con la morte se ne va l’ego, ma noi non siamo solo il nostro ego, siamo molto di più, siamo quello che è stato con noi fin dal momento della nascita e che ci accompagnerà anche nella morte. Questo non è l’ego, perché quando nasciamo non abbiamo nessuna esperienza personale, eppure ci siamo, esistiamo e da subito diamo il nostro contributo alla vita.

Non è necessario avere “fede” per comprendere queste cose, non è necessario seguire una religione, basta fare un viaggio dentro di noi, per scoprire e sperimentare il nostro collegamento con l’anima, quella parte di noi che può sopravvivere in ogni circostanza, quella dimensione trascendentale che è
insita in noi stessi.

Nel ricordare che dobbiamo morire, ricordiamo anche che abbiamo una dimensione invisibile, non collegata al corpo, ricordiamo la nostra pura essenza, che va oltre i nomi e le forme. Ricordiamo che abbiamo la possibilità di scegliere in questa vita: possiamo decidere se vivere in conformità alle regole, all’educazione, alla socializzazione che ha formato il nostro ego, oppure vivere in collegamento diretto con la nostra anima, con quella parte più profonda che è venuta sulla terra per evolversi, per completare fino alla fine il suo compito.

Le persone che hanno avuto esperienze di premorte, sanno come ci si sente senza corpo: non è la fine del mondo, è l’inizio di qualche cosa di diverso, che non possiamo nemmeno immaginare se rimaniamo sempre ancorati alla nostra realtà.

Se ci dimentichiamo chi siamo veramente, affronteremo la morte con paura, rabbia e dolore, e penseremo che è la fine di tutto. Questo ci porta ad essere a disagio per tutta la vita, perché la morte prima o poi si avvicina a noi, attraverso la scomparsa di qualche persona cara, di qualche
famigliare o anche attraverso gravi perdite della vita, quali divorzi, fallimenti, perdita di beni, etc.

Sapere affrontare la morte con serenità aiuta moltissimo ad affrontare la vita con serenità, ogni attimo diventa quello buono per non lasciare niente in sospeso, di inconcluso, per terminare ogni giorno con una profonda pace.

Dobbiamo morire, perciò il nostro ego è destinato ad andarsene, come tutte le forme cui lo abbiamo associato, come le relazioni sociali con cui ci siamo identificati. Imparare a morire, a lasciare andare le cose, sapere che possono avere una fine, ci aiuta anche nella vita pratica quotidiana. Ogni piccola sconfitta può essere vista come una piccola morte, come la conclusione di un ciclo, all’interno del ciclo della nostra vita. Potremo pensare che sia penoso, perché sentiamo la perdita, il disorientamento dentro di noi, avere dei dubbi “chi siamo veramente”, senza quella determinata cosa.

Abbiamo la possibilità invece di affrontare ogni piccola perdita con la cognizione che è necessario accedere dalla nostra parte più profonda per poter rinascere. Dentro alla nostra anima c’è la vera forza della vita, c’è la pura essenza che non ha bisogno di identificarsi con la materia e le
emozioni, c’è la possibilità di rinascere, di ricominciare in ogni momento dall’inizio, ed attingere al potere di guarigione, che è in collegamento con tutto l’universo, e necessario nella nostra vita.

Se siamo vicini ad una persona morente, non ci dobbiamo sentire arrabbiati, delusi, impotenti. La morte non è un evento anomalo ed eccezionale, come ci fa credere la nostra società, è la cosa più naturale che possa capitare, come la nascita. Perciò stiamo vicini alle persone che muoiono con
naturalezza, accettando che un ciclo sia completato, lasciando da parte il dolore, richiamando la calma e la serenità: le anime, la nostra e quella del morente, sanno che non è la fine di tutto.

(di Nello Ceccon) – tratto da Lista Sadhana yahoo.it

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nonna

Avete abbastanza amore nella vostra vita? Se non lo avete, dove state andando per trovarlo?

Amate la vostra vita, il vostro lavoro, la vostra famiglia, i vostri amici?
Amate voi stessi?

Così tanti vostri sforzi sono concentrati sull’ottenere l’amore, basati  sulla credenza che esso sia un elemento limitato, disponibile solo per pochi fortunati che sono capaci in qualche modo di portarlo
a loro stessi.

Ma l’Amore è Energia universale, liberamente disponibile per chiunque, sempre.
Se credete di non avere abbastanza amore nella vita, forse state guardando nel posto sbagliato.

L’amore non viene infatti a voi da fonti esterne e non è solo basato su relazioni romantiche.

Eppure considerate quanto sforzo la gente faccia per trovarlo.

I siti di Internet hanno come protagonisti migliaia di persone che stanno “ricercando l’amore”, che vogliono trovare quella persona speciale che li  amerà e li farà sentire completi.

Ma il vero amore incondizionato non è un’emozione, è uno stato d’essere. E  non proviene da una relazione con altri, proviene dall’interno di voi stessi.

Se non amate ogni parte della vostra vita, per come essa è al presente, non sarete capaci di trovare l’amore che state ricercando. Anche se seguite le  Leggi Universali non potete infatti manifestare quanto non credete già di  possedere.
Quando siete “in amore” voi sentite gioia e la vita è meravigliosa. Ma  questo è uno stato emotivo e può essere temporaneo, cosicché quando se ne va, se ne  va pure la gioia.

Se la vostra percezione di amore è invece uno stato di essere, voi potete attrarre amore a voi in modo illimitato e in tutte le aree della vostra  vita.
Se, per esempio, non amate il vostro lavoro, non avete gioia quando  lavorate.
Forse avete un lavoro che non va bene per voi, oppure lavorate per  un’impresa che non è adatta per voi o fate una carriera che non è valida per voi. Credete di meritare di avere un posto di lavoro che vi apporta gioia e che potete avere?

Lo stesso è valido per ogni parte della vostra vita – amore è parte del  flusso universale e, se dovete lavorare duro per ottenere amore e gioia, voi state guardando nei posti sbagliati e state rivolgendovi al posto di lavoro da una prospettiva sbagliata.

Quando siete nello stato di amore, potete rilasciare quello che non vi  serve, portare a voi gioia, e sapere che l’Universo vi fornirà qualcosa che è più appropriato per il vostro Bene più elevato. Potreste amare la vostra  famiglia, ma avere una relazione difficile con loro.

L’amore incondizionato vi consente di amarli, senza giudizio, e di condurre nella vostra vita delle persone che vi rispetteranno, onoreranno e ameranno, fornendovi del supporto emotivo che non ricevete dai membri della vostra famiglia.

Potreste trovarvi in una relazione romantica che non vi rende felici. Quando potete cessare di ricercare amore da chi non può darvi, o non vi dà, amore, voi siete in grado di creare una nuova relazione con qualcuno che corrisponde ai vostri bisogni di amore.

Creare amore in tutte le aree della vostra vita inizia con il credere che l’amore è tutto attorno a voi, è liberamente disponibile per voi ed è già vostro. Non potete trovare l’amore che cercate in qualcun altro o in  un’altra situazione se sono limitate le vostre convinzioni in merito alla  disponibilità
dell’amore. Oppure se ritenete che l’amore è uno stato emotivo.
L’amore incondizionato è l’Energia che tiene assieme l’Universo ed è sempre disponibile per voi. Se non ritenete di avere abbastanza amore nella vostra vita, riflettete su quanto credete in merito  all’amore e a quanto di esso pensate di meritare. Poi iniziate ad amare voi stessi, la vostra vita e
ognuno e ogni cosa in essa.

E’ solo quando siete in grado di amare una situazione che voi potete  cambiarla, è solo quando siete capaci di accettare ogni cosa, senza giudizio, che  potete stare nel potere dell’amore e attrarre a voi amore in tutte le aree della  vita.

Il Cambiamento vi sta chiamando a prestare attenzione alle aree della vostra vita dove c’è mancanza e a cambiare le vostre credenze in modo che possiate creare qualcosa di nuovo.

Durante questa settimana esprimete il vostro amore per ogni cosa della  vostra vita, perfino e specialmente per quelle cose che stanno causandovi pena o difficoltà.

E osservate poi i miracoli che vi porterà il sapere che l’amore  incondizionato è tutto attorno a voi.

<Solo quando sarete in grado di amare una situazione, la potrete cambiare>

(di Uriel)

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