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<IL KARMA YOGA>

– di Guido da Todihttp://www.guruji.it

(Ogni pensiero e azione del passato ci legano inesorabilmente al nostro karma odierno, tuttavia proprio attraverso la stessa azione, quando è compresa ed agita in modo corretto, è possibile ricongiungersi con il Tutto…)

Vivekananda considerava l’essenza del Karma Yoga la più nobile delle Vie Spirituali. La Bagavadh Gita è un compendio praticamente esclusivo di questo Yoga. Perché? In effetti, una delle caratteristiche fondamentali degli insegnamenti indù è il buon senso e la praticità immediata, anche se ciò non invalida l’altissima natura delle loro tradizioni.

Non è possibile afferrare il significato della legge del karma, se almeno non si è – in misura bastevole – intuita la natura delle cose universali: che è unità fondamentale, olismo ininterrotto, identificazione totale dell’apparente frammento con il tutto. La ripercussione di ogni atto e di ogni pensiero prodotti da noi avviene e si risolve, alla fine, in noi stessi solo per il fatto che non esiste soluzione di continuità fra l’illusione di una vita distaccata dal resto dell’esistenza e quest’ultima. Il gioco sottile e complesso della legge del karma, tuttavia, non costituisce lo scopo principale del presente articolo; dovrà, forse, venire rimandata ad uno dei prossimi.

Uno degli aspetti del buon senso della filosofia indiana si riferisce al suo modo di interpretare la celata fisionomia del presente ambientale d’ognuno di noi. La legge della reincarnazione costituisce il formidabile serbatoio di una totale fecondazione di cause, da parte dell’individuo, che si annodano agli effetti evidenti di questo suo presente ambientale. In poche parole, l’io è il motore di ogni propria azione; ma, una volta data la spinta che la produce, l’azione stessa diviene il motore dell’io. Si tratta di un gioco delle parti assolutamente irrinunciabile.

Ecco, se potessimo scattare l’istantanea della vita di uno qualsiasi tra di noi, quanto verrebbe alla luce – esotericamente parlando – sarebbe un prodotto complesso e molto difficile da scomporre, nei suoi elementi costituenti. Immaginate una pesca acerba, e supponete di volere distaccare con le vostre stesse mani il suo nocciolo dalla polpa ancora verde. Il risultato di questo atto mostrerebbe la parte dura e centrale del frutto, ma con massicci frammenti di polpa che fanno un tutt’uno con esso; tanto è praticamente impossibile separare il centro dalla periferia, quando i tempi non sono quelli giusti. L’esempio – evidentemente grossolano – indica, con una certa precisione, il rapporto che ognuno di noi ha con il suo attuale karma. Volere rinunciare ad esso, in modo inconsulto, violento ed irrazionale costituirebbe un’azione simile a quella che abbiamo appena immaginato, in riferimento alla pesca acerba.

Il nostro karma attuale costituisce il baricentro ultimo delle forze e delle azioni emesse in un passato, più o meno lontano, e la spinta trainante che conduce gran parte della nostra esistenza. Il dharma, invece, è l’atto mentale che ne riconosce la fisionomia e si adatta ad essa, con il proprio comportamento quotidiano. In effetti, questa è già una notevole indicazione per l’individuo che voglia intervenire nel proprio destino.

Qualunque malumore, generato dalla nostra insoddisfazione per la vita che conduciamo, per il lavoro che facciamo, per l’ambiente in cui viviamo rappresenta un’energia inutilmente sprecata. In modo giusto, o errato, siamo stati noi gli unici responsabili di quella soluzione latente di forze, che stanno rapprendendosi attorno a noi ed in noi. Non è possibile liberarcene, almeno in modo violento.

A questo punto non risulta inutile un cenno a quelle azioni ribelli, che molti commettono sovente. Essi abbandonano, all’improvviso, la compagna, o il compagno; i figli; il lavoro che li delude. Insomma, staccano il contatto con la ruota che gira in una determinata direzione, e – come un elettrone che cambia orbita – si incasellano in un altro vortice di vita; nella creazione di nuove abitudini, di una nuova esistenza. Ma, la ruota continua a girare… Essi non hanno il potere di interrompere quel flusso di energia in cristallizzazione operativa di quanto hanno creato nel loro passato. In tal modo, provocano altro karma; ma, non eludono quello antico; che si ripresenterà, prima o poi. E la loro fuga si sarà risolta in un bel nulla di fatto.

Cosa dice, allora, in proposito, la filosofia indiana del Karma Yoga? Cosa dice Vivekananda? E cosa insegna la Gita? Intanto – e ciò è un fondamento di altissima rilevanza spirituale – che non importa, nella vita, desiderare disperatamente un destino di suprema nobiltà formale; e neppure temere di esprimerci in azioni che consideriamo mediocri e prive di smalto e di significati profondi. Nella vita importa solo capire e compiere ciò che è giusto fare, in quel momento.

La suprema nobiltà formale, lo smalto e cos’altro si possa desiderare, magari, diverranno una conseguenza di quanto è opportuno, per il momento, realizzare, nella giusta direzione, ora e adesso. Solo in tal modo riusciremo a costruire quel canale in cui rosolerà e si consumerà la pietra da macina che portiamo appesa al collo: il nostro karma pesante e, spesso, doloroso… Attenzione, ciò non vuol dire accettare e subire passivamente, ed in modo beota, qualunque costrizione la vita ci stia imponendo. Indica solo la saggezza e l’abilità di saperci svincolare, nell’unico modo armonico e sano, da una stretta soffocante, che rischia, spesso, di annientarci, nel corso di questa nostra esistenza.

Tuttavia, abbiamo parlato di unità del tutto. Il Karma Yoga afferma che ognuno di noi rappresenta una tessera parziale di un universo illimitato. Chi si oppone a questo dato di fatto, oppure non lo conosce, è destinato ad una espressione tronca del Sé: in poche parole, all’infelicità.

L’intera tradizione del vero spiritualismo tende alla sperimentazione della Vita Totale. Aderire al nostro dharma, ed accettarlo con cristallina consapevolezza delle motivazioni cosmiche che si trovano dietro ad esso, per incanto ci unifica alla Vita Totale; verso la quale non opponiamo più, di conseguenza, alcuna resistenza attiva, o passiva. Ogni senso delle dimensioni, allora, risulta impossibile a comporsi. Non esiste, qui, un più grande, o un più piccolo. Esiste solo quel componente che, saldandosi con l’intero, fa confluire in esso ogni tensione ed ogni opposizione personale. La parte si accorge di essere divenuta un’ accentuazione palpitante del tutto. Di essere il tutto. E di gioire, tramite l’esecuzione di un agire personale, della gioia impersonale, che possiede delle risonanze prive di limite e di estensione.

Il karma yoghi vive in discesa ogni suo atto quotidiano; ossia, senza opporsi ai doveri che incombono sulla propria vita, e che egli ha tutti riconosciuti, nell’attimo della sua originaria espansione di coscienza. In tal modo, non soltanto esaurisce e scioglie tutti i legami reincarnativi che lo avvincevano ai tre mondi dell’illusione formale, ma, pure, salda ed unisce la tessera che rappresenta il frammento personale del mosaico al grande affresco cosmico, di cui quella è parte costituente.

Potrei esprimervi la mia personale esperienza, in proposito. Non credo possa esistere gioia più acuta e indicibile del sentimento che invade l’animo, quando si osserva il proprio io, mentre, con la massima partecipazione, aderisce all’intero dharma della sua vita: dalle minime incombenze, all’arco totale del proprio complesso ciclo reincarnativo.

Si narra di un giovane yoghi indù, il quale passò degli anni in meditazione, nel folto di una foresta. Un bel giorno, egli guardò con fastidio un uccello, che lo disturbava con il suo canto. Ed il volatile cadde a terra fulminato. Lo yoghi stabilì, allora, di aver raggiunto dei poteri straordinari, e che era giunto il momento di tornarsene fra gli uomini. A sera, giunto ai limitare di un paese, bussò ad una casa modesta, per chiedere da mangiare. La donna anziana che gli aprì gli disse subito:” Attendete, sadhu, che io mi occupi dei bisogni del mio sposo. Tra poco tornerò a voi, e vi offrirò la cena…” La risposta parve poco rispettosa allo yoghi, che, evidentemente, si attendeva la priorità su tutto e tutti, visto il rango spirituale che riteneva di essersi guadagnato. E, senza accorgersene, guardò con sguardo seccato la donna.

“Non crediate che io sia un uccello, per potermi fulminare, sadhu! – gli ribatté quella – “Ho dei doveri da compiere. Ma state pur tranquillo, che immediatamente dopo toccherà a voi…” L’uomo rimase folgorato. Come sapeva quella anziana signora la storia dell’uccello? A cena, con cautela, glielo domandò. “Vedete, sadhu, il mio maestro mi ha insegnato che, compiendo esattamente tutti i miei doveri con gioia e con dedizione, mi sarei fusa con l’universale. Questa è la ragione per cui ho raggiunto la luce e l’unione con Dio…”  La storia continua, ma voglio interromperla per indicare che l’essenza del Karma Yoga è tutta qui. Quando se n’è afferrato lo spirito, ognuno di noi diviene consapevole del canotto minuscolo che rappresenta il suo io, circoscritto dal proprio karma reincarnativo. Egli sente e vede i confini di questo karma, con una vivezza incredibile.

Aderendo al suo dharma, con gioia e distacco, vive, allora, una tra le massime esperienze metafisiche. Pur se ancora stretto ai legami dei tre mondi, prova già intensamente la completa liberazione da essi e da tutto ciò che è relativo. Ogni minuto della sua giornata è, in lui, un atto sacro di meditazione, di congiungimento a Dio, di eucaristico rapporto con la Realtà Una. Egli è oramai un karma yoghi. Egli è un liberato!

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Trascendere il passato per trasformare il futuro

Ti è mai capitato di vivere un flash, un’impressione, un sogno o il ricordo di te stesso, ma in una situazione estranea alla tua esperienza, eppure stranamente familiare? Oppure di incontrare una persona e già dal primo incontro provare la sensazione di conoscerla da sempre?

Tutto ciò potrebbe essere causato da brevi lampi di consapevolezza provenienti dalla memoria di vite precedenti.

Rapporti karmici, anime compagne e karma di gruppo spesso sono alla base delle situazioni che ci troviamo ad affrontare nella nostra esistenza, e che hanno radici profonde in vite precedenti.

Riconoscere come agisce la legge del karma, o legge di causa ed effetto, ci permette di vedere sotto un’altra luce gli eventi che viviamo e di agire in maniera più adeguata, allo scopo di porre fine ai legami karmici negativi e di mettere in essere azioni positive che ci portino a nuovi e più stimolanti scenari in una vita futura.

La comprensione della legge del karma e la conseguente azione consapevole possono diventare una vera e propria tecnica in grado di accrescere la nostra consapevolezza e di farci vivere in maniera più distaccata e armoniosa eventi che altrimenti non troverebbero spiegazione.

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Comprendere il Passato, trarre Vantaggio dal Presente e Rendere Migliore il Futuro
Cosa può fare ciascuno di noi per influenzare positivamente il proprio futuro? L’autrice, psicoterapista, guaritrice e sensitiva propone consigli, tecniche, esperienze di vita ed esercizi veramente eccezionali per forgiarsi un buon karma e vivere serenamente.

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Cos’ è il Karma?

Cosa avviene nello stadio tra la morte e la rinascita?

Cosa ci spinge ad agire e cosa ci fa rinascere?

Siamo i creatori della nostra vita o subiamo gli ineluttabili eventi del destino? Come incidono le nostre azioni su una vita futura?

Cosa si reincarna?

Pandit Rajmani Tigunait spiega nei minimi dettagli le dinamiche del karma, i segreti della Legge Cosmica di azione e reazione che governano l’universo e offre le basi per comprendere anche la differenza tra rinascita, reincarnazione e Nascita Divina.

Uno studio filosofico-scientifico reso ancor più interessante e piacevole dalla chiarezza di alcuni aneddoti tratti dalle Antiche Scritture vediche dei Purana che illustrano come si formano e come germogliano le impressioni nella mente inconscia che produrranno il karma e in che modo incidono sul nostro destino.

Ogni azione genera una reazione: la vita è un terreno in cui fruttificano le nostre azioni passate e in questo terreno continuiamo a seminare, raccogliere e seminare ancora.

Questo manuale ci offre la soluzione per districarci da questo fatale ciclo di azione e reazione grazie ai segreti dell’antica scienza yogica, tramandata da millenni, che insegnano a fluire nella vita evitando i vortici karmici:

la libertà dal karma significa proprio saper interrompere questo ciclo vizioso

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Ogni azione genera una reazione: la vita è un terreno in cui fruttificano le nostre azioni passate e in questo terreno continuiamo a seminare, raccogliere e seminare ancora.

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Un individuo arriva dal nulla? E l’orientamento che la sua vita prende sin dagli albori, dipende dal caso o da un bagaglio ereditario di pensieri, desideri ed azioni che sta fruttificando? Un viaggio nel percorso esistenziale dell’uomo alla luce della cultura vedica, che ha elaborato, spiegato e sviluppato il fenomeno della trasmigrazione in maniera rigorosa e scientifica.

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L’uomo non è impotente e non è controllato da una Forza esterna che ci governa senza che noi possiamo opporci.

Il principio del karma ci dice che è proprio l’opposto, perché questa Forza, quando viene compresa, ci obbedisce e ci conduce dove noi vogliamo.

Cos’è il Karma? Di quali strumenti dispone l’uomo per determinare il proprio destino? Come possiamo emanciparci dalle forze che ci tengono prigionieri e raggiungere uno stato di serenità perfetta e di irremovibile coraggio?

Annie Besant ci spiega tutto questo e molto altro e lo fa con la premura e la semplicità di chi si rivolge all’uomo e alla donna comuni, desiderosi di comprendere, conoscere e agire per migliorare se stessi e il mondo. Le parole di questa donna straordinaria guidano il lettore di oggi e stupiscono per l’attualità dei temi trattati e per l’universalità del messaggio trasmesso. Viviamo infatti in una società scossa da catastrofi naturali, delitti atroci e apparentemente inspiegabili, in cui dominano egoismo e brama di ricchezza materiale. Comprendere la Legge del Karma e il rapporto tra la dimensione umana e quella cosmica consente di trovare spiegazioni e vie concrete per costruire un destino individuale e collettivo colmo di speranza e di valori positivi, inserendo i singoli avvenimenti in un più ampio quadro esistenziale che si svolge in più reincarnazioni successive.

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L’enigma del proprio destino

L’uomo non è impotente e non è controllato da una Forza esterna che ci governa senza che noi possiamo opporci. Il principio del karma ci dice che è proprio l’opposto, perché questa Forza, quando viene compresa, ci obbedisce e ci conduce dove noi vogliamo.

Cos’è il Karma? Di quali strumenti dispone l’uomo per determinare il proprio destino? Come possiamo emanciparci dalle forze che ci tengono prigionieri e raggiungere uno stato di serenità perfetta e di irremovibile coraggio?

Annie Besant ci spiega tutto questo e molto altro e lo fa con la premura e la semplicità di chi si rivolge all’uomo e alla donna comuni, desiderosi di comprendere, conoscere e agire per migliorare se stessi e il mondo. Le parole di questa donna straordinaria guidano il lettore di oggi e stupiscono per l’attualità dei temi trattati e per l’universalità del messaggio trasmesso. Viviamo infatti in una società scossa da catastrofi naturali, delitti atroci e apparentemente inspiegabili, in cui dominano egoismo e brama di ricchezza materiale.

Comprendere la Legge del Karma e il rapporto tra la dimensione umana e quella cosmica consente di trovare spiegazioni e vie concrete per costruire un destino individuale e collettivo colmo di speranza e di valori positivi, inserendo i singoli avvenimenti in un più ampio quadro esistenziale che si svolge in più reincarnazioni successive.

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Legge del Karma e Reincarnazione
Il Karma Yoga è il servizio altruistico e disinteressato che serve a purificare la mente dell’uomo. Il lavoro è adorazione di Dio e va fatto senza desiderare il frutto delle azioni. Nel libro viene spiegata la Legge del Karma e la Reincarnazione, i diversi tipi di karma e le operazioni dei tre guna – per combinare azione e meditazione, e realizzare Dio.

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Il nostro nome è un simbolo caratterizzato da una particolare grafica (i caratteri alfabetici) e da un suono che lo contraddistingue. Ogni volta che qualcuno ci chiama per nome, veniamo investiti da un’onda di energia che ci ricorda chi siamo e perché siamo qui, anche se a livello inconscio.

L’insieme del nome e del cognome ha un’energia che ci influenza ogni volta che lo scriviamo dche qualcuno ci chiama. Inoltre ogni lettera dell’alfabeto è dotata di una particolare vibrazione, che viene trasferita alla parola di cui è l’iniziale. Per questo motivo le nostre iniziali sono i simboli che più ci influenzano nella vita.

L’iniziale del nostro nome indica un percorso da seguire in questa vita attuale, a volte ci da anche indicazioni preziose sul nostro karma personale, racchiude tutto ciò che siamo e che siamo stati e ci da le indicazioni da seguire per superare i nodi karmici, per correggere gli errori delle nostre vite precedenti, al karma ereditato dai nostri antenati e dal popolo o dall’etnia di cui facciamo parte. Il cognome sé riferisce principalmente al karma familiare e all’eredità spirituale che abbiamo ricevuto dalla nostra famiglia d’origine.

Nell’alfabeto si celano le sottili leggi del Karma e i suoi caratteri danno delle indicazioni preziose ad ogni uomo tramite il suo nome e cognome.

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La legge del Karma, infonde speranza per il futuro e rassegnazione per il passato.
Fa comprendere agli uomini che le cose del mondo,
le sue sfortune ed i suoi insuccessi,
non intaccano la dignità dell’anima.

(Mario Ingaramo)

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Tutti i disordini che affliggono l’uomo sono dovuti all’azione della “legge di causa ed effetto” detta anche “legge del Karma”. Questa legge è la stessa che noi conosciamo con il nome “legge di gravità” e supera il campo fisico per applicarsi a quello del comportamento. “Così come tu semini raccoglierai; così come tu misuri agli altri sarà misurato a te, disse Gesù di Nazareth, e la tua misura sarà piena, scossa e traboccante”.

Quanto esposto chiarisce la famosa massima: “Le macine del Signore macinano lente… ma fino all’ultimo granello”. La legge di causa ed effetto opera infatti affinché ognuno di noi abbia a raccogliere, vita dopo vita, ciò che ha seminato. Dio è legge e non punirà mai coloro a cui ha donato la vita. Sono le trasgressioni alla legge che hanno creato la situazione attuale, in cui esistono la sofferenza, la miseria e malattie.

Noi tutti, durante la nostra vita, abbiamo il libero arbitrio di accettare le cose brutte, come se fossero di “nostra competenza”, oppure imprecando contro un Dio ingiusto e vendicativo. Difficoltà, miserie e problemi sono infatti nostri e ci competono come risultato delle azioni compiute durante le nostre passate esistenze. Nella cultura orientale l’insieme di tali azioni, buone o cattive che siano, viene chiamato “karma individuale”.

Ogni conoscenza ed ogni esperienza rimangono per sempre, vita dopo vita, come possessi acquisiti, comprati e pagati. Questi possessi diciamo che sono acquisiti per “diritto di coscienza” e non possono né perdersi e tantomeno venire rubati. Nessuno, infatti, può togliere a qualcuno l’intelligenza, il talento, le facoltà e le conoscenze.

Nel nostro essere vi è una specie di registrazione dove, in essenza, vengono segnate tutte le cose acquisite. Il fatto ancor più straordinario è che tutto le cose che le esperienze ci hanno insegnato ad usare, sia esso un tavolo, le stoviglie, gli indumenti, i gioielli, il denaro, le coperte e perfino una scatola di fiammiferi, rimangono anch’esse registrate. Questa registrazione ci serve per portarle con noi vita dopo vita.

Questi oggetti, o strumenti come li potremmo chiamare, appaiono nelle nostre vite, sia che noi li desideriamo oppure no, ed è questo il motivo per cui alcune persone nascono nell’opulenza e altre nella miseria. Ognuno, infatti, nasce nella condizione in cui ha meritato di nascere per diritto di coscienza. La legge di causa ed effetto si incarica di attrarre ad ognuno ciò che gli compete ed il posto più opportuno. Non c’è ingiustizia nel piano della Verità.

A questa legge si riferì il maestro Gesù quando disse: “Non accumulate tesori sulla terra, dove la polvere li corrompe e dove i ladri minano e rubano, ma accumulate tesori nel cielo dove né la polvere danneggia, né la ruggine corrompe e neppure i ladri rubano e rovinano; perché dove sarà il vostro tesoro lì sarà pure il vostro cuore” (Mt. 6,19-21).

– Come funziona la legge del Karma (1) –

La filosofia esoterica insegna che esiste una specie di archivio dove sono contenuti i progetti di tutte le cose. Tale archivio viene chiamato “Mondo degli archetipi” e non è tangibile ai sensi in quanto è costituito della stessa sostanza di cui sono composti i nostri pensieri. L’uomo, a sua insaputa, lavora nel mondo degli archetipi mediante i suoi pensieri abituali e le sue modalità di vita. In tal modo egli getta i semi per un roseo futuro o un raccolto di tribolazioni. Tale fatto non gli è però facilmente comprensibile in quanto “getta i semi” in modo inconsapevole, così come un sonnambulo può causare dei danni di cui, al risveglio, non riuscirà a capacitarsi.

Si comprende allora l’avvertimento di san Giovanni Crisostomo quando dice: “Il primo convincimento da suscitare in noi è il concetto che nessuno si danneggia se non da se stesso” (“Quod nemo laeditur nisi a seipeo”, pag. 52/3).

Anche Giobbe, nella Bibbia, afferma: “Ciò di cui temo mi piomba addosso” (Gb, 3,25); altra indicazione di come le emozioni negative (in questo caso la paura) possono causare la realizzazione della situazione tanto temuta.

Troviamo in quanto esposto la legge di causa ed effetto in azione; essa è tanto dura da essere stata definita “la legge del taglione” e, qualora male interpretata, porta a concludere che Dio è tutt’altro che infinitamente buono, anzi, lo si suppone crudele al punto di chiedere di tagliarsi una mano a chi l’ha utilizzata per danneggiare il suo prossimo.

E’ infatti difficile, per l’uomo, comprendere che il supremo Creatore ha utilizzato delle leggi ben determinate con cui ha creato l’Universo e che Egli stesso ha estremo rispetto per le leggi che ha promulgate; l’ordine millenario con cui si muovono gli astri e vengono amministrati gli eventi della natura sono un chiaro esempio di tale immutabilità.

Tra le leggi esistenti quella di gravità è di certo una delle più importanti, ed è un vero peccato che l’uomo la consideri solo in relazione ai fenomeni fisici. Se la considerasse attentamente potrebbe scoprire che essa è legata alla sua esistenza più di quanto possa immaginare. La legge di gravità, nella fisica, implica che un oggetto lanciato in alto ritorni verso il basso; la stessa legge, nell’esoterismo, implica che ogni nostra azione o pensiero crei delle condizione che torneranno a noi. In questo caso prende il nome di “legge di causa ed effetto” o “legge del Karma”.

L’uomo difficilmente si rende conto di essere l’unico artefice del proprio destino perché le sue azioni non sempre provocano un effetto così immediato da evidenziare il collegamento con la loro causa. Questo fatto porta un individuo a cercare l’origine dei suoi mali all’infuori di sé stesso, ed alla conclusione che gli altri (e talvolta lo stesso Dio) siano l’unica causa delle sue tribolazioni.

– Nessuno può farvi alcun male (3) –

Nessuno può farvi del male se voi stessi, con le vostre azioni o i vostri pensieri, non ne avete creato la causa in questa vita o in quelle passate: è un debito in sospeso che deve essere pagato. Noi stessi siamo la causa dei nostri mali, non altri. Gli altri sono soltanto strumenti con i quali l’equilibrio naturale, erroneamente chiamato “Giustizia di Dio”, ci chiede di sistemare i conti che abbiamo aperto. Dobbiamo perciò pagare i debiti e nel contempo riscotiamo i crediti per il bene che abbiamo fatto.

Convincetevi che, se non avete debiti da pagare, sarete inattaccabili. Lo sarete anche se emanerete pensieri d’amore verso tutte le persone e tutte le cose. Essi, infatti, formeranno intorno a voi un’aura di luce che vi difenderà da ogni attacco malevolo.

– Karma collettivo e Karma individuale (4) –

(Il pensiero è la sola forza che dà vita o distrugge, a seconda che è diretta in bene o in male (Prentice Mulford)

L’umanità, attraverso i propri interessi, le proprie azioni ed i propri sogni di carattere benefico ed altruistico, crea poco a poco, un’entità bianca, mentre, con quelli di carattere egoistico e malevolo, crea un’entità nera, un demone potenziale. Sarà proprio la qualità dell’energia a far crescere una o l’altra di tali entità.

La creazione di queste due entità fa’ parte delle leggi che governano il nostro Universo. Quando l’umanità compie certe azioni, oppure pensa in un certo modo, contribuisce (nel Mondo astrale) alla formazione di una di queste due grandiose entità: è inevitabile.

Ogni pensiero ed emozione dell’uomo prende vita e forma nel suo universo individuale ma, nel momento in cui vi sono milioni di persone, che pensano e percepiscono come lui, significa che vi sono milioni di persone all’opera per creare nel Mondo astrale la medesima entità.

Quando l’entità nera ha raggiunto un certo grado di sviluppo cerca di scaricare l’energia accumulata, si creano allora i presupposti per l’inizio di una guerra, un massacro, un gesto fanatico o un cataclisma naturale di cui il terremoto è un classico esempio.

Non siamo puniti per i nostri peccati ma dai nostri peccati (4)

I Maestri ci osservano continuamente ma ciò non significa che Essi, vedendo che l’umanità si comporta molto male, emettano un verdetto seguito da una punizione. I Maestri non hanno bisogno di mettere in atto delle punizioni; non esiste nel nostro Universo nessuna punizione se non quella che l’umanità si crea da sola dando vita all’entità nera che abbiamo descritta.

Fintanto che le entità sviluppano la loro forma nel Mondo astrale, non vi è alcun problema per l’umanità o per la vita del pianeta. Rappresentano una situazione che assomiglia a quella del feto nel grembo materno, non crea problemi né per se stesso e neppure per la madre. Il bimbo si trova là, buono buono, non lo si sente piangere né gridare, non pretende nulla, si trova appartato e cresce pian piano.

Dopo la nascita, invece, subito dopo la nascita, il bimbo, che ora esiste nel mondo in modo tangibile, comincia a reclamare il suo diritto a mangiare, respirare, essere amato e riconosciuto; da quel momento diventa esigente. Allo stesso modo dopo un certo tempo la gestazione astrale dell’entità, nera o bianca che sia, arriverà a termine e si manifesterà nel Mondo fisico. E’ in quel momento che essa pretenderà ciò che gli è dovuto, proprio come un bambino appena nato e, se si trattasse di un’entità maligna, si produrranno grandi catastrofi.

Per provocare questi catastrofi, l’entità nera cercherà chi le assomiglia, esattamente così come fanno i bambini che, una volta grandicelli, cercano tra i loro piccoli amici quelli che sono più portati a fare le birichinate da loro ideate. L’idea distruttiva di questa entità sarà innanzitutto recepita dalle persone che, a loro insaputa, le hanno dato vita e fornito l’energia necessaria al suo sviluppo.

E’ per questo motivo che si può vedere qualcuno arruolarsi nell’Esercito mentre pensa tra sé: “Non ho più nulla da perdere, allora mi unirò a coloro che cercano di salvare il mio Paese”, oppure “Non ho motivo per vivere, così cercherò di esistere per la mia Patria, per una nobile causa”. In realtà questa offerta di sé mostra come vi siano delle persone che nello stesso tempo collaborano al piano guerrafondaio di un’entità nera e, con il loro sacrificio, cercano di riscattare la parte di energie negative che hanno offerto all’entità stessa per autogenerarsi.

Quindi, esiste un’attrazione tra questa entità e le persone che l’hanno creata, anche se nel momento in cui esse muoiono sembrano esserne le povere vittime. Ogni volta che vedete accadere delle cose nefaste, orrori dovuti alla guerra o al fanatismo, oppure catastrofi ambientali (terremoti, alluvioni, incendi, ecc.), sappiate che dietro ogni evento vi è stato un accumulo di energia che, scaricandosi, lo l’ha generato.

– Come superare il Karma negativo (2) –

La maniera migliore per non aggravare il vostro Karma è di accettare il destino e lasciare che si compia, senza tentare di sfuggirgli. Penserete che questo è fatalismo. No, i fatalisti accettano gli avvenimenti perché “sta scritto”, e così non reagiscono. Si lasciano coinvolgere da ciò che accade come fanno gli animali, senza cercare di modificare la situazione con la volontà e l’azione.

I veri discepoli non sono fatalisti; essi decidono di assumere delle iniziative e dicono: “Ho com­messo degli errori nel passato, devo pagare, va bene. Ma per il fatto di aver sbagliato, devo rima­nere inerte a soffrire? Mi impegnerò piuttosto in una grande e nobile impresa, che non soltanto cancellerà tutto, ma mi porterà anche alla vera liberazione”. A che cosa serve pagare il Karma se è unicamente per soffrire senza evolvere?

– La felicità mediante la Legge di Causa ed Effetto (5) –

La felicità è nobile e nasce dalle cose costruttive. Il piacere, basato sulla vanità e sul desiderio, non dura e si tramuta sem­pre in pena (Dal “Nakulamata”)

I tipi materialisti ed intellettuali, dovrebbe­ro considerare la Legge di causa e di effet­to, così come considerano la Legge di gravità, la Terra attira tutto ciò che si allontana da lei, noi attiriamo tutto ciò che si è allontanato da noi. Tutte le religioni confermano questa grande Legge, ma citerò soltanto quanto ha detto Gesù di Nazareth: “Ciò che l’uomo semina, quello raccoglierà”.

Possiamo aggiungere: “Qualsiasi cosa un uomo raccoglie, quello è ciò che ha semi­nato nel suo passato”. In Cina questa legge è enunciata in questi termini: “Semina un frutto per raccogliere quel frutto, semina semi di zucca se vuoi raccogliere zucche”.

Lork Kilmur, primo ministro inglese, quando parlò alla Westminster Hall di Londra ad una udienza di magistrati e di avvocati inglesi ed americani, disse che per risolvere i mali che affliggono l’umanità non c’è che un mezzo: insegnare agli uo­mini come funziona la Legge di causa e di effetto e come creare buone cause al fine di raccogliere degli effetti benefici.

Tutti i nostri pensieri, le nostre emozioni e le nostre azioni appartengono ad una di queste due categorie:

1. ciò che determina armonia,
2. ciò che semina disarmonia.

Noi spargiamo i semi dell’armonia o della disarmonia in ogni momento della nostra vita quotidiana e, nella stessa precisa misura, raccogliamo armonia di disarmonia dalle persone che ci circondano e dalle situazioni che incontriamo.

Quando i nostri pensieri, le nostre emozio­ni e le nostre azioni sono incontrollate, ge­neralmente noi reagiamo in sintonia con gli stimoli che ci arrivano. Perciò, se qualcuno ci parla in modo critico di cose o persone noi, generalmente, ci uniamo a lui con il nostro risentimento e le nostre critiche, senza renderci conto che così facendo attiriamo disarmonia su noi stessi.

Poiché questa è la sola Legge che insegna a vivere, basterà controllare le cause per es­sere sicuri di controllare gli effetti.  Supponiamo che il Sig. X provochi disarmo­nia nel Sig. Y o che manchi ad un dovere ver­so di lui. Agendo in questo modo X ha creato una causa. Y, con la sua reazione genererà una nuova causa: se reagisce armonica­mente alla provocazione di X egli cree­rà una causa armonica; se reagisce in malo modo, irritato e offeso, anch’egli seminerà una causa negativa e disarmonica.

Dobbiamo comprendere che questa Legge è tanto perfetta che anche la criti­ca del governo, del tempo atmosferico o dei cosiddetti oggetti ina­nimati, produce per noi dei semi di disarmonia. Quantunque la causa e l’effetto siano inse­parabili, così come il diritto e il rovescio di una moneta, ciò non significa che si possa constatare un effetto a tempo breve; qualche volta può accadere, ma in altri casi esso potrà realizzarsi molto più tardi, magari in una vita successiva.

In questa Legge possiamo perciò vedere quella che ci viene proposta come Giustizia di Dio. Questa Legge ci porta anche a comprendere che “noi non siamo mai puniti per i nostri peccati ma dai nostri peccati”.

– Quello che conta è il momento presente (5) –

Un sorriso che non dai, è un sorriso che non avrai.

Noi dobbiamo CREARE ARMONIA ORA. Dobbiamo sempre cercare di rispondere in modo positivo a qualsiasi situazione ci si presenti dinanzi. Con il con­trollo dei nostri pensieri e dei nostri senti­menti siamo libe­ri di attirarci cause armoniche o disarmonie in ogni istante della nostra vita.

Se impariamo ad osservare noi stessi e gli altri scopriremo ben presto che ognuno raccoglie ciò che semina. Controllando le nostre reazioni verso il mondo esterno, noi diventiamo padroni completi della nostra vita. Vivendo in armonia QUI e ORA, noi siamo in grado di equilibrare le energie negative che abbiamo creato nel passato e prepararci un futuro di pace e benessere.

Quando comprendiamo cos’è che genera le cause e gli effetti, cambia completamen­te la nostra attitudine verso coloro che provocano disarmonia in noi. Comprendiamo che essi stanno seminando una causa, mentre noi stiamo soltanto raccogliendo il frutto di ciò che abbiamo seminato nel pas­sato. Dovremmo sempre ringraziare coloro che ci fanno del male perché in questo modo ci permettono di chiudere un conto che abbiamo aperto tempo fa, magari in una vita passata. Scrisse a tal proposito Richard Bach: “Quando hai davanti un problema, guardagli nelle mani: vedrai che ha un regalo per te”.

Massime importanti

– Tutte le libertà scaturiscono dalla libertà mentale.
– Vivi nel presente, per il futuro, guidato dal passato.
– Nessuno è felice se non pensa di esserlo.
– Le responsabilità vengono attirate dalle spalle in grado di sopportarle.
– Il potere dell’amore, non l’amore del potere, può portare la pace.
– Per un uomo saggio, ogni giorno è una nuova vita.
– “Vai… e non peccare più.” – Gesù di Nazareth –

inviato il Lista Sadhana (yahoo) da Guido da Todi

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Riferimenti bibliografici
1) Mario Rizzi, scritti vari non pubblicati.
2) Omraam Mickhael Aivanhov, Un pensiero al giorno (ed. 1997),
Edizioni Prosveta, F.B.U. Casella postale 12019 – 20120, Milano.
3) Amadeus Voldben, I prodigi del pensiero positivo, pag. 72,
Edizioni Mediterranee, Roma, 1992.
4) Ghislaine Gualdi, Individualità, desiderio e volontà, (Quaderno n. 21).
Gruppo Teosofico Sarmoung, via Dietro Castello, 140 – Cavaglià (BI) – Tel e
Fax: 0163/966613
5) Joseph Pang Wai, La felicità per voi ora,
Bresci Editore, Edizioni l’Età dell’Acquario.
Letture per approfondire
Annie Besant, Il Karma o l’enigma del destino,
Edizioni Adyar, Settimo Vittone (TO).
Rudolf Steiner, L’azione del Karma,
Edizioni BIS (Blu International Studio).
Mario Ingarano, Il KARMA; del seminare e del raccogliere, Bresci Editore, Edizioni Età dell’Acquario. Quest’ultimo volume rispecchia i concetti fondamentali sul Karma che si trovano nel Brahmanesimo e nel Buddismo, chiarito dal pensiero di due grandi filosofi indiani moderni: Radhakrishnan e Aurobindo.

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