Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Yogananda’ Category

<L’eterna ricerca dell’uomo>

(di Paramahansa Yogananda)

—————

Piccoli dittatori.

Spesso troviamo che coloro che mantengono la famiglia col loro lavoro,
si tratti del padre, del figlio, talvolta della madre o della figlia,
mostrano una tendenza verso la crudeltà mentale a causa della consapevolezza
d’essere nella posizione di poter dettar legge nella famiglia. Tali
piccoli dittatori non dovrebbero scaricare liberamente i loro umori su
dipendenti innocenti e innocui, perdendo così l’intimo rispetto di coloro
che li circondano.

Quando un dittatore famigliare pensa di potersi
permettere di fare in casa propria ciò che vuole, egli comincia a farlo
gradualmente, anche fuori della famiglia, esprimendo umori sgradevoli o
caratteristiche cattive. Col tempo, si comporterà così, non importa
quando e dove. Se i piccoli tiranni famigliari non si controllano mentre
cedono a queste abitudini sadiche, diventano gradatamente alcolizzati
mentali; si comporteranno in modo immaturo e causeranno dispiaceri a
non finire non solo a coloro che sono strettamente o casualmente vicini a
loro, ma anche a se stessi.

Se siete un alcolizzato mentale, cercate di curarvi; ma intanto,
trattenetevi almeno dal contaminare o influenzare altre persone perché, che
vi riusciate o no, causereste probabilmente ulteriori dispiaceri a voi
stesso.

Pensate a quale pandemonio scoppierebbe se, all’improvviso, qualcuno
lasciasse cadere una puzzola nella vostra casa silenziosa dove state
tranquillamente meditando, o leggendo un libro vicino al fuoco. Voi e quelli
che vi circondano cerchereste senza dubbio di espellere la puzzola, e così
facendo vi impregnereste della sua sostanza maleodorante. Soffrirebbero
sia la famiglia che la puzzola.

Perciò non è saggio che una puzzola umana entri in un ambiente dove non sia
gradita. Probabilmente causerà guai a tutti intorno a sè, e alla fine potrà
essere trattata male. Per favore, ricordate che una moffetta umana che porti
con sè una vibrazione mentale di terribili umori e il riflesso di essi
sulla faccia, crea un danno incalcolabile in un ambiente pacifico; tale
bipede è sgradito ovunque.

E’ perfino meglio nascondere il proprio alcolismo mentale che cedere alla
sua influenza in pubblico. La continua, sfacciata indulgenza verso i propri
difetti è il suolo sul quale prosperano le tendenze prenatali o postnatali.

L’individuo che, per cause prenatali, è predisposto all’alcolismo mentale,
deve porre doppia attenzione a non vivere in un ambiente che sia favorevole
a far germogliare i semi psicologici delle sue cattive abitudini o dei
suoi cattivi umori.

Naturalmente, quando incontrate una persona che vi tratta con formalità e
dice con un sorriso falsamente vivace: “Come stai? Sono tanto contento di
vederti”, mentre pensa dentro di sé: “potrei tagliarti la testa
allegramente per avermi disturbato”, voi avvertite il suo sentimento
inespresso, e non vi piace. A me personalmente piace sapere in che rapporti
sono con le persone. Preferisco un trattamento brusco a un comportamento
ipocrita. Nessuno ama rischiare di vedere il serpente dell’insincerità
avventarsi su di lui sgusciando da sotto un rosaio di sorrisi.

Tuttavia, per un alcolizzato mentale, è meglio essere amichevole verso la
gente, sia pure in modo ipocrita, piuttosto che sfogare su gli altri il
proprio malumore. L’autocontrollo praticato giornalmente, anche in cose
insignificanti, aiuterà l’alcolizzato mentale a uscire a poco a poco
dalle sue ubriacature.

—————-

– Superare i malumori terribili –

(Primo tempio della Self Realization Fellowship di Encinitas,
California, 5 marzo 1939)

Non è facile definire i malumori, le “lune”; ma voi sapete cosa sono.

Quando “avete la luna”, il vostro comportamento non è naturale; non siete la
persona che dovreste essere. In conclusione, vi sentite in uno stato
abominevole. E quanto è sciocco essere infelici per colpa di cio che voi
stessi fate! L’infelicità non piace a nessuno. Perché non analizzarvi la
prossima volta che “avrete la luna”? Vedrete allora in che modo vi
rendete volontariamente infelici; e mentre lo fate, altri, intorno a voi,
avvertono il vostro sgradevole umore. Dovunque andiate, vi tradite senza
parlare, perché il vostro stato d’animo porta le sue vibrazioni ai vostri
occhi, e chiunque vi guardi è consapevole della negatività ch’essi
registrano.

Vedendo i sentimenti oscuri riflessi nei vostri occhi, gli altri
si sentono respinti; vogliono stare lontani da quelle vibrazioni che mettono
a disagio. Dovete togliere il cattivo umore dal vostro specchio mentale
prima di poterne togliere il riflesso dai vostri occhi.

– Noi viviamo in una vetrina –

In questo mondo voi vivete in una vetrina, e tutti gli altri vi guardano.
Non potete assumere pose artificiose; dovete vivere una vita naturale. E
allora perché non comportarvi in modo che gli altri possano prendervi
come modello? Perché non dovrebberro vedere la gioia nel vostro volto?
Tutte le vostre buone qualità vengono nascoste, dentro di voi, dal vostro
umor nero.

Come gli altri osservano la vostra condotta, così voi studiate la loro.

Poiché osservate quelli che vi circondano, tendete a fare confronti e
cadete in preda ai malumori. Oppure divenite tristi per le infinite
difficoltà che si incontrano in questo mondo. Le “lune” sono spesso il
risultato di influenze ambientali. Ognuno di noi viene influenzato, in
modo diverso, dal mondo che ci circonda. Ma voi non dovete permettere
a voi stessi di indulgere nel cattivo umore causato da condizioni esterne.

Perché dovreste addossarvi gli effetti prodotti dal vostro ambiente? Alcuni
ricorrono alla depressione nel tentativo di evitare qualche problema.

Ma la depressione non è una via di scampo, né una valvola di sicurezza
per le emozioni. Ogni tanto, è naturale cadere nel malumore, ma non
perseverate in esso!

Ogni tipo di irritabilità ha una causa specifica che giace nella vostra
mente stessa. Per eliminare un cattivo umore dovete rimuoverne la causa.

Ogni giorno si dovrebbe fare un’introspezione per capire la natura del
proprio umore e per vedere come correggerlo, se è dannoso. Può darsi che vi
troviate in uno stato d’animo d’indifferenza. Nulla vi interessa qualsiasi
cosa vi si suggerisca. E’ allora necessario fare uno sforzo cosciente
per creare qualche interesse positivo. Guardatevi dall’indifferenza; essa
ossifica il vostro progresso nella vita paralizzando la vostra volontà.

Può darsi che il vostro malumore sia causato dal fatto che vi sentite
scoraggiati per una malattia, per la sensazione che non riacquisterete mai
più la salute. Dovete allora cercare di applicare le leggi del giusto vivere
che portano a condurre una vita sana, attiva e morale, e dovete pregare
per aver maggiore fede nel potere risanante di Dio.

Supponete, invece, che il vostro malumore provenga dalla convinzione che
siete un fallito e che non potrete mai avere successo in alcuna cosa.

Analizzate il problema e osservate se avete realmente fatto ogni sforzo
possibile per riuscire. Considerate il duro lavoro del presidente degli
Stati Uniti. Egli deve cercare di piacere a tutti i quarantotto stati,
(al tempo in cui Paramahansaji fece questa osservazione, Alaska e Hawaii
non facevano ancora parte degli Stati Uniti) e anche alle
altre nazioni.

C’è da stupirsi al pensiero che un uomo possa comprendere
e intraprendere tante cose. E poiché c’è tanta differenza tra la capacità di
lavorare di un uomo comune e quella che ha il presidente, immaginiamo
quanto maggiore debba essere la differenza tra la capacità del presidente e
quella di Dio, che è infinitamente più attivo! Dio dirige tutto l’universo,
fino al minimo dettaglio; e noi siamo fatti a Sua immagine. Perciò non
possiamo trovare scuse per il nostro mancato successo. Non temete il
duro lavoro, questo non ha mai fatto male a nessuno. Tuttavia, si deve
imparare a lavorare e a pensare con calma. Quando siete attivi con
calma, potete compiere qualsiasi cosa intraprendiate, perché la mente è
chiara.

Le persone, in genere, non solo non lavorano con impegno sufficiente
per ottenere il successo, ma non mantengono la mente abbastanza attiva.

Passano troppo tempo a non pensare. Ciò è considerato rilassamento. Ma
non è così: nel vero rilassamento la mente è attiva in modo tranquillo, si
può riflettere su Dio, su una bella scena di pace, o su qualche esperienza
piacevole. Una calma attività mentale positiva è ravvivante. Eppure
molte persone associano erroneamente lo sforzo creativo alla fatica e vi si
accostano con un atteggiamento teso e nervoso.

– I malumori fanno presa su una mente vuota –

Pensare creativamente è il migliore antidoto contro i malumori. Questi
stati d’animo fanno presa sulla vostra coscienza, quando siete in uno stato
mentale negativo, o passivo. Il momento in cui la vostra mente è vuota è
proprio quello in cui vi “viene la luna”, e quando ciò accade, il diavolo
corre ad esercitare la sua influenza su di voi. Perciò sviluppate il
pensiero creativo. Ogni volta che non siete attivi sul piano fisico, fate
qualcosa di creativo nella vostra mente. Mantenetela così occupata da non
avere il tempo per darvi ai malumori.

Pensare creativamente è meraviglioso; è come vivere in un altro mondo.

Tutti dovrebbero sviluppare questa facoltà. Prima di venire qui, io
difficilmente predispongo una parola della mia conferenza, ma mi addentro
nella coscienza del soggetto che ho scelto, e la mia anima incomincia a
dirmi cose meravigliose. Quando pensate creativamente, non
sentite né il corpo, né le “lune”, vi mettete in sintonia con lo Spirito. La
nostra intelligenza umana è fatta nell’immagine della Sua intelligenza
creativa che rende possibile ogni cosa; e se non viviamo in questa
coscienza, diveniamo un fascio di stati d’animo negativi. Pensando
creativamente noi distruggiamo tali stati d’animo e in questo modo
troveremo le risposte a tutti i nostri problemi e a quelli altrui.

I cattivi umori sono come un cancro: corrodono la pace dell’anima.

Ecco perché l’uomo soggetto ai cambiamenti di umore non riesce a
liberarsi dei suoi guai. Ricordate: per quanto ogni cosa possa esservi
andata male, non avete il diritto d’essere di malumore. Nella vostra mente
potete essere vincitore. L’uomo soggetto a cambiamenti di umore,
quando è vinto, ammette la sconfitta; ma l’uomo la cui mente rimane
invitta, sia pure il mondo ridotto in cenere ai suoi piedi, è sempre il
vincitore.

Volete essere un prigioniero, o un conquistatore? Legandovi così
strettamente ai vostri stati d’animo, vi rendete incapace di continuare la
battaglia della vita. Non appena permettete ad essi di avviluppare la
vostra mente, la volontà vi si paralizza. I diversi cambiamenti di umore
annebbiano il cervello, sminuendo la facoltà di giudizio, cosicché i vostri
sforzi vengono sprecati.

Gli stati d’animo negativi sono i freni sulle ruote del vostro progresso.

Voi potete vincere i vostri malumori, per quanto terribili vi possano
sembrare. Dovete prendere la decisione di non cedere mai più a qualche
stato d’animo negativo; e se esso vi assale malgrado la vostra
determinazione, analizzatene la causa e fate qualcosa di costruttivo per
eliminarla.

Non continuate a fare le cose in uno stato d’indifferenza, se questo è il
vostro atteggiamento, perché l’indifferenza è il peggiore di tutti
gli stati d’animo.

In quei momenti, ricordatevi che non siete voi il creatore di voi stesso;
Dio vi ha creato, ed è Lui che governa l’universo per voi. Qualunque sia il
vostro lavoro, svolgetelo con entusiasmo, per Lui. Occupatevi di attività
creative, perché Egli vi ha dato un potere infinito. Come osate fare di voi
stessi un essere mentalmente fallito, solo per voler indulgere nei malumori
che vi avvelenano? Liberatevi da questi stati mentali distruttivi. Essi
sono, in realtà, i freni sulle ruote del vostro progresso. Finché non li
rimuovete, non potete avanzare. Ogni mattina, ricordatevi che siete figlio
di Dio e che, quali che siano le vostre difficoltà, avete il potere di
superarle. Erede del cosmico potere dello Spirito, siete più pericoloso del
pericolo!

Un ragazzo intelligente non si prende la briga di lavorare su problemi
semplici; egli gode a sfidare quelli difficili. Molte persone, invece,
vengono spaventate dai problemi della vita. Io non li ho mai temuti, perché
ho sempre pregato: “Signore, possa il Tuo potere crescere in me. Mantienimi
nella coscienza positiva che, col Tuo aiuto, potrò sempre superare
le mie difficoltà”. Pensate a un problema in modo costruttivo finché non
riuscite più a pensare. Quando sto risolvendo un problema, vado fino
all’ennesima potenza per coprire tutte le possibilità che portino alla
soluzione, finché, onestamente, posso dire: “Ho fatto del mio meglio, e
questo è tutto ciò che posso fare”. Poi lo dimentico.

Una persona che conserva nella propria coscienza la preoccupazione
per un problema diviene “lunatica”. Evitatelo. Quando si presenta un
problema, invece di soffermarvi su di esso pensate ad ogni possibile via
d’azione per liberarvene. Se siete incapaci di pensare, paragonate il vostro
guaio specifico a quelli, simili, di altre persone, e imparate dalle loro
esperienze a discernere quali vie portano al fallimento e quali conducono
al successo.

Scegliete le misure che sembrano logiche e pratiche, e poi
datevi da fare per porle in atto. L’intera biblioteca dell’universo è
nascosta dentro di voi. Tutte le cose che volete sapere sono dentro di voi.

Per portarle alla luce, pensate in modo creativo.

tratto da Lista Sadhana – Guido da Todi – http://www.guruji.it

Libri su “Come guarire dalla depressione” qui

Read Full Post »

samurai

Vivete in un mondo in continua competizione. Se siete decisi, la competizione non vi spaventerà, ma vi renderà più forti. Dovete fare del vostro meglio ogni giorno, in ogni circostanza, allora potrete avere successo. Ma molti esseri umani non si impegnano. Oppure pensano che a loro vada sempre tutto storto e si ritengono sfortunati. Perché le cose non dovrebbero andare male? Non si adoprano per far crescere i semi del successo racchiusi nelle loro menti; sono troppo impegnati con le cose inutili.

Molti pensano di non avere dentro di loro i semi del successo, ma voi li avete. Potete riuscire. Potete avere successo. Ma se pensate: “Sono finito”, siete finiti in quello stesso momento; avete già emesso la sentenza del vostro fallimento. Se invece siete positivi e pensate: “Va tutto bene, avrò successo”, e continuate a tentare, riuscirete nel vostro intento.

Non continuate a pensare agli insuccessi passati. Chi ha questa abitudine è persuaso che tutti i suoi progetti finiranno in un fallimento. Perché? Perché la sua mente è convinta che non avrebbero avuto successo. Più di una volta io mi sono trovato senza un centesimo mentre cercavo di provvedere a questa opera, ma ho sempre raggranellato i fondi necessari. Ci vuole coraggio, perché la mente dirà: “Dopo tutti questi anni, sei esattamente al punto di partenza”.

Ma io dico alla mente: “Taci. Ti farò lavorare. Vedremo chi comanda”. Dovete fare di tutto per conseguire il vostro scopo. Ogni insuccesso vi dà il privilegio d’imparare qualcosa di nuovo e soprattutto vi aiuta a non ripetere gli stessi errori. Quando la mente si indebolisce, anche il vostro corpo diventa debole e vi rifiutate di lavorare. Allora siete finiti, siete morti. Perciò non arrendetevi mai.

La vita è una grande partita. Fate di tutto per vincerla. Migliaia di persone al mondo soffrono, alcuni non hanno le mani o non hanno i piedi per camminare: come potete voi, con tutte le vostre facoltà perfettamente integre, ammettere il fallimento? Non dovete farlo! Quando vi tirate indietro, il vostro modo di vedere è così confuso da farvi pensare che il mondo intero stia retrocedendo. Ma continuerete a progredire se state realizzando qualcosa. Sviluppate il vostro potere mentale. Fate in modo che il mondo intero sia ai vostri ordini!

– Cercate la guida divina –

Organizzate la vostra vita. Non perdete tempo. Se conducete una vita sociale troppo intensa, non concluderete nulla. State da soli. Appartatevi e immergetevi profondamente in voi stessi. Domandatevi: “Come posso avere successo?”. Qualsiasi cosa vogliate fare, pensateci finché non sarete completamente immersi in quell’idea. Pensate, pensate, pensate e fate progetti. Poi concedetevi una pausa, non passate subito all’azione. Fate un primo passo, quindi pensateci ancora.

Qualcosa dentro di voi vi dirà che cosa dovete fare. Fatelo e riflettete ancora. Sarete ulteriormente guidati. Se imparerete a interiorizzarvi, unirete la vostra coscienza con la supercoscienza dell’anima; così, con forza di volontà, pazienza e intuizione infinite potrete far crescere quelle idee-seme del successo.

Mentre cercate di concretizzare ciò che avete in mente, chiedete sempre al Padre di guidarvi. Se il vostro ego è cieco e ha una voce forte, può soffocare l’intuizione e indurvi in errore. Ma se cercate soltanto di compiacere Dio nel vostro tentativo di fare qualcosa di utile, egli guiderà i vostri passi verso il bene. Il modo giusto di lavorare per ottenere il successo è quello di cercare di piacere a Dio, di fare del vostro meglio e poi di non preoccuparvi.

È così che dovete interpretare la vostra parte nel dramma di Dio; ma se vi immedesimate troppo nello spettacolo, vi renderete la vita impossibile. Saprete troppo tardi di aver sprecato del tempo. Perché non fate girare voi la ruota della vita anziché esserne travolti?

– Siete voi che create la vostra debolezza o la vostra forza –

Dovete essere capaci di realizzare qualsiasi cosa decidiate di fare. Quanti esseri umani si lasciano paralizzare dalle proprie cattive abitudini! Evitate le persone che vi inducono a fare del male. L’inerzia che sentite è causata solo da voi. La vostra mente debole è trattenuta proprio dai legami che vi siete creati con le cattive abitudini. Molti si lasciano ipnotizzare dall’ambiente, dalle brutte abitudini, dalle tendenze e dagli stati d’animo che derivano dalle vite passate. Permettere a queste limitazioni di ipnotizzarvi è un insulto alla vostra mente e all’immagine di Dio racchiusa
in voi. Dovete eliminare le cattive abitudini e sviluppare il potere della mente grazie al quale assumerete il controllo sulla vostra vita.

Cominciate a vivere correttamente. Fate esercizio fisico, nutritevi saggiamente e così via. Non pensate di uscirne impunemente se mangiate e vivete in modo sbagliato, anche se per ora non ne soffrite. I devastanti effetti del vostro comportamento si faranno sentire anche troppo presto.

Ricordo una studentessa che pesava più di novanta chili e aveva un aspetto poco giovanile e poco attraente. Mi domandò se poteva fare qualcosa per la sua salute.

“Certo che puoi”, le dissi, “a condizione che eserciti la volontà. Per troppo tempo hai pensato di non poter fare nulla per te stessa; hai ipnotizzato la tua volontà costringendola ad accettare questo pensiero”. Le dissi di fare lunghe passeggiate, di mangiare in abbondanza frutta, verdura e noci e di eliminare tutti i cibi ricchi di amido e i dolci. Le ricordai che all’inizio la mente l’avrebbe spinta a mangiare qualcosa di dolce e che sarebbe stata tentata di cedere. “Ma devi decidere di dimagrire e poi agire di conseguenza con molta volontà”, dissi. Parecchi mesi più tardi la rividi
e le domandai: “Ma sei proprio tu?”. “Sì”, rispose; “È meraviglioso”. Era veramente dimagrita e appariva molto più giovane e felice.

Avete controllato sul vostro conto corrente mentale se le entrate delle esperienze positive sono superiori alle uscite delle azioni negative? No. Vedreste che, in massima parte, le dispendiose abitudini cattive hanno divorato i profitti della felicità. Avevo l’abitudine di autoesaminarmi in questo modo per cercare di trasformare la mia vita come volevo che fosse.

Analizzate la vostra vita.

La mattina vi alzate, dite in fretta una breve preghiera poi fate colazione e andate a lavorare. Più tardi pranzate, poi lavorate ancora; quindi arriva l’ora di cena, seguita da qualche passatempo inutile e, poco dopo, siete già
a letto. La stessa, solita cosa ogni giorno! E ogni giorno la vostra volontà è indebolita dalle imposizioni delle abitudini e dell’ambiente.

Perché permettete questo?

Vi giustificate dicendo: “Un giorno o l’altro cercherò di fare le cose che so di dover fare”, ma quel giorno potrebbe non arrivare mai. Perché limitate le vostre capacità adattandovi al proverbio: “Non fare il passo più lungo
della gamba”? Io penso che dobbiate fare il passo più lungo della gamba e poi mantenerlo. Non siate inutili. Rendete la vostra vita degna di essere vissuta.

(di Paramahansa Yogananda) – da Lista Sadhana yahoo

Libri consigliati
Clicca sul libro per vedere la recensione

Read Full Post »

<Creare la propria felicità>

(di Paramhansa Yogananda,
East-West, 1933 e 1932)

——————-

Se vuoi essere amato, inizia con l’amare coloro che hanno bisogno del tuo amore. Se ti aspetti che gli altri siano onesti con te, comincia con  l’essere onesto tu stesso. Se non vuoi che gli altri siano malvagi, smetti di essere malvagio. Se vuoi che gli altri siano comprensivi con te, comincia con
l’essere comprensivo con chi ti circonda. Se vuoi essere rispettato, devi imparare ad essere rispettoso verso tutti, sia giovani che vecchi. Se vuoi una dimostrazione di pace dagli altri, devi essere pacifico. Se vuoi che gli altri siano religiosi, comincia con l’essere spirituale tu stesso. Ricorda, qualsiasi cosa vuoi che gli altri siano, devi prima esserla tu stesso, e vedrai che essi risponderanno nella stessa maniera.

È facile desiderare che gli altri si comportino perfettamente nei tuoi confronti ed è facile vedere le loro colpe; ma è molto difficile comportarsi correttamente e considerare i propri errori. Se puoi ricordarti di agire rettamente, gli altri cercheranno di seguire il tuo esempio. Se puoi riconoscere i tuoi errori senza sviluppare un complesso d’inferiorità e puoi tenerti occupato correggendoti, allora userai il tuo tempo in maniera più proficua che se lo trascorressi soltanto desiderando che gli altri fossero migliori. Il tuo buon esempio farà di più per cambiare gli altri dei tuoi desideri, della tua indignazione, o delle tue parole.

Più migliori te stesso, più eleverai gli altri intorno a te. La persona che migliora se stessa diviene sempre più felice; e più diventi felice, più felici saranno le persone intorno a te.

Le persone stagnanti sono infelici. Le persone estremamente ignoranti sanno a mala pena come ci si senta ad essere felici o infelici. Sono prive di sensibilità, come le pietre. È meglio sentirsi infelici della propria ignoranza piuttosto che morire felicemente con essa. Ovunque tu sia, rimani desto e attivo con il tuo pensiero, la tua percezione e la tua intuizione, sempre pronto, come un buon fotografo, a fotografare le condotte esemplari e ad ignorare i cattivi comportamenti. La tua massima felicità risiede  nell’essere sempre pronto a desiderare di imparare e di comportarti rettamente.

Se hai abbandonato la speranza di essere felice, rallegrati. Non scoraggiarti mai. La tua anima, essendo un riflesso dello Spirito sempre gioioso, è, in essenza, la felicità stessa. Se tieni chiusi gli occhi della tua concentrazione, non puoi vedere il sole della felicità che arde nel tuo petto. Ma non importa quanto tieni serrati gli occhi della tua attenzione: rimane il fatto che i raggi della felicità stanno cercando di penetrare le porte chiuse della tua mente. Apri il portale della calma e troverai
un’improvvisa esplosione dello splendente Sole di Gioia dal tuo stesso sé.

I gioiosi raggi dell’anima possono essere percepiti se interiorizzi la tua attenzione. Puoi farlo usando l’architetto della mente per godere del bellissimo panorama dei pensieri nell’invisibile, tangibile Regno dentro di te. Non cercare la felicità solo nei bei vestiti, in una casa linda, in deliziose cene e soffici cuscini e sedie. Questo imprigionerà la tua felicità dietro le sbarre delle apparenze e dell’esteriorità. Invece, con  l’aeroplano della visualizzazione, scivola silenzioso sopra le vaste distese della Fantasia, contemplando l’impero sconfinato dei pensieri.

Osserva quindi le catene montuose delle inviolate, nobili o spirituali aspirazioni, per migliorare te stesso e gli altri. Sorvola le profonde vallate della Compassione Universale. Vola oltre i geyser dell’entusiasmo e le cascate del Niagara della saggezza perpetua, tuffandoti dalle candide
vette della pace della tua anima.

Librati dalle sconfinate rive della percezione intuitiva fino al regno della Sua Onnipresenza. Lì, nel Suo Castello di Beatitudine, attingi alla Sua fonte di Sussurrante Saggezza e placa la sete dei tuoi desideri. Gusta con Lui i frutti del Divino Amore nel Banchetto dell’eternità. Se hai deciso di
trovare la gioia dentro di te, prima o poi la troverai. Cercala adesso, giornalmente, con la regolare, profonda e sempre più profonda meditazione, e troverai sicuramente la felicità senza fine. Sforzati costantemente di immergerti nel profondo del tuo essere e lì troverai la tua più grande felicità.

Read Full Post »

226Sri Daya Mata
SOLTANTO AMORE

Casa Editrice Astrolabio – Roma

Prefazione

di Chakravarthi V. Narasimhan
Sottosegretario Generale agli Affari e al Coordinamento
Inter-dipartimentali delle Nazioni Unite

Nel 1967 ho letto per la prima volta l’Autobiografia di uno yogi e sono venuto così a conoscenza di Paramahansa Yogananda e del movimento della Self-Realization Fellowship. Da allora ho seguito  da vicino l’opera di questa organizzazione. Ho avuto il privilegio di incontrare diverse volte Sri Daya Mataji e alcuni dei suoi più devoti collaboratori. Ho inoltre avuto l’opportunità di visitare il centro della Self-Realization Fellowship di Encinitas, in California, dove Paramahansa Yogananda visse per molti anni.

Come ho già detto, è stato per me un privilegio incontrare Sri Daya Mataji, perché in sua presenza non si può fare a meno di sentirsi avvolti nell’aura spirituale di pace e di serenità che irradia. Fin da giovanissima, Sri Daya Mata si sentì spinta a seguire gli insegnamenti di Paramahansa Yogananda; evidentemente, la scintilla divina dell’illuminazione sprigionata dal suo Guru l’aveva già toccata in giovane età. E’ stata una delle prime seguaci di Sri Yoganandaji e ne è ora la degna erede spirituale nel diffondere il suo messaggio non soltanto in questo Paese e nel mio, ma in tutto il mondo.

Questo messaggio di pace e di serenità interiore, che permette la formazione di una personalità ben equilibrata e completa, è della massima importanza ai nostri giorni. Viviamo in un’epoca  tumultuoso e il ritmo dei cambiamenti è davvero spaventoso. Persino nelle nazioni più progredite molti si sentono insicuri a livello individuale, mentre nel terzo mondo esistono povertà, bisogni e sofferenze inimmaginabili.

Per risolvere questi problemi è necessaria una filosofia nuova, fondata sull’interdipendenza e sulla solidarietà a livello mondiale. Questo richiede un atteggiamento decisamente diverso, non solo da parte degli organismi politici che operano attraverso un’organizzazione internazionale come le
Nazioni Unite – che io ho servito per oltre diciannove anni – ma soprattutto da parte dell’uomo comune.

Abbiamo bisogno, ora più che mai, di esseri umani dotati di una personalità equilibrata e la via della realizzazione del Sé è un modo semplice e sicuro per conseguirla.

Quando i primi astronauti arrivarono sulla luna, guardando verso la terra esclamarono: “E’ così bella!”. Da quella distanza vedevano il nostro pianeta nella sua totalità e non suddiviso in paesi, continenti o regioni abitati da persone di razze e colori differenti. Se noi non siamo capaci di
vedere il mondo nella sua totalità, è poiché i nostri pensieri sono poco elevati. Possiamo superare facilmente questa limitazione con un po’ di immaginazione che ci permetterà di sollevare lo sguardo al di sopra delle ristrette divisioni che tendono a separarci, e di seguire gli insegnamenti
dei grandi santi e dei saggi che ci esortano a mettere in pratica l’amore, la compassione e la tolleranza.

Il messaggio di Sri Daya Mataji è quindi di grande importanza e di particolare rilievo in un’epoca di dubbi e di scetticismo. I suoi discorsi pubblicati in questo libro si innalzano come un faro di fede e di speranza e proclamano non soltanto l’unità della razza umana, ma anche l’unità dell’uomo con Dio.

——————

[…]

<La comprensione reciproca >

Casa madre della Self-Realization Fellowship
Los Angeles, California, 14 dicembre 1965

Dobbiamo comportarci sempre secondo la nostra vera natura di figli divini di Dio.

Qualunque cosa gli altri facciano per ferirci, dobbiamo dare in cambio perdono e comprensione. Se ci comporteremo in questo modo avremo il potere di cambiare i sentimenti che gli altri hanno nei nostri confronti. Si dovrebbe offrire a tutti con sincerità la mano dell’amore e dell’amicizia. Quando quella mano viene colpita – ogni volta che viene colpita – dovrebbe essere offerta di nuovo. Se qualcuno continua a respingervi, tenetevi in disparte per un po’ di tempo, ma continuate a inviargli in silenzio pensieri amorevoli. Siate sempre pronti a tendere di nuovo la mano dell’amicizia, quando se ne presenti l’opportunità.
Accettate gli elogi e le critiche senza emozionarvi in nessuno dei due casi. Sebbene a volte possa essere difficile avere a che fare con persone che ci criticano, dovremmo tenere conto di quello che dicono, se è costruttivo. Certe volte è giusto cercare di spiegarsi, e fare ogni sforzo per giungere a un’intesa, ma spesso dilungarsi in spiegazioni che possono sembrare soltanto delle giustificazioni è una perdita di tempo. In questi casi è più saggio limitarsi ad accettare in silenzio la situazione.

Il comportamento migliore è quello dell’umiltà divina cui si riferiva San Francesco d’Assisi quando diceva: “Accetta in silenzio e senza vendicarti i rimproveri, le critiche e le accuse anche quando  sono falsi ed ingiustificati “. Anche se ciò che si dice di noi è falso, anche se sentiamo che è ingiusto, saremo spiritualmente nobilitati se lo accetteremo senza discussioni e senza rancore. Lasciate il giudizio a Dio. Chi vuole conoscere Dio deve prima di tutto sforzarsi di piacere a Lui, non agli uomini.

Il momento di spiegarsi, o il momento di tacere, dipende dalle circostanze. Ma, in nessuna occasione, è il momento di vendicarsi. Lasciate sempre che sia Dio a giudicare. Le Sue leggi sono giuste; quindi, nel senso  più alto, non abbiamo mai bisogno di difenderci.

Esisteranno sempre persone che ci lodano e ci capiscono, o che ci denigrano e ci fraintendono. Dobbiamo prendere entrambi i giudizi per quello che valgono. Il nostro ruolo è quello di sforzarci sempre di vivere la verità nel modo migliore. Se ci rendiamo conto di avere fatto uno sbaglio,
dobbiamo immediatamente chiedere al Divino di perdonarsi, e quindi cercare di correggerci.

E’ inutile tentare di nascondere a Dio i nostri errori. Egli li conosce comunque. Possiamo parlargliene con fiducia e cercare il Suo aiuto per correggerli. L’immanenza di Dio fa di Lui un compagno divino, costantemente
presente, cui possiamo liberamente confidare i nostri sentimenti. Egli ci vede così come siamo.

Come possiamo chiuderci nel nostro egocentrismo, quando sappiamo di non essere niente senza di Lui. Una volta compreso questo, ha inizio in noi una lotta continua per raggiungere ai suoi occhi la perfezione. Chi è soddisfatto di sé non cresce più spiritualmente. L’egotistico autocompiacimento è un grave peccato nei confronti del più alto Sé. Chiunque smetta di lottare per migliorarsi si impoverisce spiritualmente.

Quando abbiamo torto, ammettiamolo. Non pensiamo di dovere avere sempre ragione. Questo non è onesto verso noi stessi. Avere una determinata opinione non la rende necessariamente giusta. Se qualcuno ci dimostra che abbiamo torto, dovremmo essere pronti e disposti a cambiare. Questo è il
modo per crescere e per diventare comprensivi. Non sono necessarie lunghe spiegazioni sui motivi del nostro sbaglio. Occorre semplicemente dire: “Mi dispiace, avevo capito in un altro modo”.

<Le incomprensioni aumentano quando non si comunica<

Quando qualcuno non ci comprende ed è arrabbiato, nulla di quello che possiamo dire servirà a fargli vedere chiaramente le cose mentre si trova in preda all’emozione. E’ meglio attendere finchè il nostro presunto antagonista sia calmo, e poi cercare di intendersi. Quando le persone smettono di comunicare fra loro, aumenta l’incomprensione. Finchè c’è un dialogo – non una polemica, ma una discussione aperta – c’è la speranza di coltivare la comprensione e l’armonia.

E’ importante non avere mai una mentalità ristretta. Il nostro Gurudeva Paramahansa Yogananda non lo tollerava in coloro che cercavano la sua guida. Chiunque desiderava stargli vicino doveva dimostrare di avere una mentalità aperta e di essere ragionevole.

Nel cercare di comunicare con gli altri, dovremmo sempre controllare i nostri moventi. Se col pretesto di cercare comprensione intendiamo soltanto imporre le nostre idee, il movente non è onesto, e quindi è sbagliato. Dovremmo sempre cercare sinceramente di comprendere gli altri, mettendo momentaneamente da parte il nostro personale punto di vista per immedesimarci nel loro modo di pensare. Dobbiamo comportarci così se intendiamo comunicare efficacemente con gli altri.

Se cerchiamo la verità, e non semplici giustificazioni delle nostre convinzioni, dobbiamo essere capaci di abbandonare temporaneamente ciò che crediamo sia giusto, e vedere la questione con gli occhi dell’altro. Lasciate che si spieghi. Poi, dopo aver ascoltato la sua versione ed averla considerata imparzialmente dal suo punto di vista, potremo fare presente il nostro parere. In altre parole, deve esistere un aperto scambio di idee. E’ probabile allora che entrambe le parti riconoscano di aver sbagliato, e si rendano conto che la verità si trova ad un punto intermedio tra le loro posizioni opposte.

Purtroppo, la maggior parte di noi si dà così tanto da fare per mettere in evidenza il proprio punto di vista e per convincere l’interlocutore, da non lasciargli neppure l’opportunità di esprimersi. Quando vi trovate in difficoltà con qualcuno, dimostrategli sufficiente rispetto tanto da permettergli di sfogarsi. Per quanto malevolo sia, per quanto si lasci sopraffare dall’emozione, non interrompetelo. Lasciate che si sfoghi. Poi rispondete con calma e gentilezza. Anche se stesse dicendo le cose più
sgarbate sul vostro conto, ascoltate rispettosamente e dite interiormente a  Dio: “E’ così? Devo sapere la verità. Signore, se davvero sono così devi aiutarmi a superare il mio difetto e a cambiare”. Ma se quella persona dovesse trascendere al punto di perdere la dignità ed offendere i principi
spirituali, e non soltanto il vostro orgoglio e il vostro ego, dovete resistere, dovete diventare d’acciaio. Offendere i principi divini è offendere Dio, e non dobbiamo mai rendercene complici. Gesù non difese mai
sé stesso, ma si mostrava forte, con le parole e coi fatti, quando la giustizia era calpestata.

Per concludere, il nostro dovere quali figli di Dio in questo mondo è di cercare la comprensione: comprendere noi stessi, gli altri, la vita e, soprattutto, Dio. Questo mondo potrà essere un posto migliore soltanto quando la comprensione regnerà nel cuore e nella mente dell’uomo. Gli esseri
umani devono imparare ad andare d’accordo gli uni con gli altri prima che anche le nazioni possano sperare di farlo.

Come cambiare gli altri
Ashram della Self-Realization Fellowship
Hollywood, California, 19 maggio 1965

Non dobbiamo mai permettere che il comportamento degli altri ci privi della nostra pace mentale. E’ difficile rimanere mentalmente calmi e frenare la lingua quando si è irritati dagli altri, ma nessuno può percorrere il sentiero della vita con successo se continua a dire a tutti coloro che lo
infastidiscono come devono comportarsi. I consigli non richiesti creano dei risentimenti terribili. Non dobbiamo cercare di imporre la nostra volontà o le nostre idee a coloro che ci stanno attorno, a meno che essi stessi non chiedano il nostro consiglio.

I neofiti sul sentiero spirituale appena provano un certo entusiasmo per la ricerca di Dio, spesso fanno l’errore di voler cambiare il mondo intero. Danno inizio a una rivoluzione spirituale in famiglia e compiono uno sforzo imponente per convertire il marito, la moglie e i figli. E’ molto
bello avere questo genere di fervore, ma provoca quasi sempre un senso di antagonismo.

Paramahansaji diceva invariabilmente a tali entusiasti: “Prima cambiate voi stessi; trasformate voi stessi e trasformerete migliaia di persone”. Nessuno vuole che gli si dica cosa deve fare, o meno che lui stesso non cerchi aiuto. A nessuno piace essere costretto ad ascoltare dei consigli. Quando è
pronto per ricevere un consiglio, lo chiederà, e lo vorrà da coloro con cui vive o che ama ed ammira, se si rende conto che nella vita di quelle persone si è determinato un cambiamento positivo. Ma, finchè il cambiamento si tradurrà soltanto in parole, o in pie azioni superficiali, il dubbioso
opporrà resistenza.

Siate un esempio di ciò che volete siano gli altri. Se avete la tendenza a perdere le staffe, a  rispondere male o ad usare parole aspre, se rimproverate i figli in maniera irragionevole, se siete nervosi e facilmente irritabili, pronti ad urlare e a parlare sgarbatamente, cambiate! Questo è
il modo migliore di cambiare chi ci sta attorno. E’ difficile, ma ci si può riuscire. I nostri sforzi dovrebbero essere diretti a fare di noi una persona stimata e rispettata, le cui parole abbiano un peso, una persona che parli mossa da saggezza e comprensione vere, mai dall’ira, dal nervosismo,
dall’invidia o dal desiderio di vendicarsi quando è stata offesa.
In India, un industriale di grande successo mi disse: “Sono scoraggiato e turbato; ho ulteriori problemi con mia moglie e con i miei dipendenti. Con loro uso sempre un tono brusco. Che cosa devo fare?”.

“Vuole la verità, o vuole che le dica ciò che spera di sentirsi dire?”.

“Voglio la verità”.

“Bene”, risposi, “Deve cominciare da se stesso. Lei è considerato un tiranno, sia dai familiari che dagli impiegati. In conclusione, gli altri le obbediscono non per amore, o per rispetto, ma perché usa la frusta. Di
conseguenza, non ottiene da loro il lavoro e la collaborazione che potrebbe ottenere. Deve imparare a rilassarsi: smetta di essere così teso. Dedichi un po’ di tempo ogni giorno a rilassarsi; si conceda un po’ di tempo per pensare a Dio. Supponga che fra un istante la vita le sia tolta, o immagini
di essere già morto”.

E’ un esperimento dei più interessanti. Vi accorgerete all’improvviso che tutte le vostre responsabilità non sono più vostre. Capirete quanto sia importante preoccuparsi un po’ di più del vostro futuro con Dio.

Poi gli dissi: “Se lo desidera, mentre sono qui, venga ogni pomeriggio ad ascoltare il satsanga1 e a meditare con noi”. Venne ogni giorno, e meditammo e parlammo di Dio.

Due anni dopo – ero di nuovo in India – uno dei suoi impiegati mi disse: “E’ un altro uomo; molto più calmo e più paziente. Per questo ora c’è maggiore distensione e maggiore armonia tra noi; riusciamo a lavorare meglio, perché non siamo sempre tesi e nervosi”. Questo è un esempio
meraviglioso di quello che il nostro Guru insegna sul sentiero della Self- Realization Fellowship.

Finchè sarete nervosi e tesi con vostro marito, vostra moglie o i vostri figli, essi reagiranno e si comporteranno in maniera analoga. Non può essere altrimenti. Quindi, se volete un’atmosfera diversa a casa, sta a voi prendere l’iniziativa. Non aspettatevi un cambiamento dall’oggi al domani
nell’ambito familiare; ciò accade raramente. Il cambiamento è un lento processo naturale. Ed anche se non avvenisse mai, non sentitevi scoraggiati o esageratamente preoccupati.

Guruji ci diceva: “Dio ha dato ad ogni essere umano un dono splendido: il segreto dei suoi pensieri. Nel pensiero egli può vivere e creare silenziosamente con Dio un rapporto di amicizia e di  comprensione che comincerà pian piano a manifestarsi nella sua vita intera, riflettendosi nei
suoi rapporti con la famiglia, la comunità, il mondo”.

Anche se chi vi circonda non cambia in maniera percettibile, il cambiamento che ha preso forma in voi vi rende meno vulnerabili al cattivo comportamento degli altri.

[] il Libro Soltanto Amore lo trovi su Ibs … qui

Read Full Post »

185Attraverso le prove noi impariamo le lezioni della vita. Le prove non sono  fatte per distruggerci: sono fatte per sviluppare il nostro potere. Esse fanno parte della naturale legge dell’evoluzione e sono necessarie per noi per avanzare da un livello più basso ad uno superiore. Tu sei molto più forte di tutte le tue prove. Se non lo capisci adesso, dovrai capirlo più
tardi.

Dio ti ha dato il potere di controllare la tua mente e il tuo corpo e così liberarti dai dolori e dai dispiaceri. Non dire mai “sono finito”. Non inquinare la tua mente pensando che se cammini un po’ di più ti sforzerai troppo o che se non puoi avere un certo tipo di cibo soffrirai, e così via.

Non permettere mai alla tua mente di ospitare pensieri di malattia o di limitazione: vedrai che il tuo corpo cambierà in meglio.

Ricorda che la mente è il potere che governa questo corpo, quindi se la mente è debole anche il corpo diventa debole. Non intrististi o preoccuparti di nulla. Se rafforzi la tua mente non sentirai sofferenze fisiche. Non importa cosa succede, devi essere assolutamente libero nella tua mente.

Come in un sogno puoi pensare che stai male e svegliandoti di colpo vedi che non è vero, così nello stato di veglia devi sapere che la vita non è altro che un sogno.

La mente non ha alcun legame con il corpo se non quello che tu gli dai. Quando la mente potrà rimanere distaccata dal corpo a tuo piacimento, tu sarai libero. Ricorda che sei immortale. Per poter superare le prove della vita avrai bisogno di ringiovanire sia il corpo che la mente. Dovrai sviluppare l’elasticità mentale. Se non puoi fare fronte alle prove della vita, sarai indifeso quando i problemi e le tribolazioni arriveranno.

A volte la vita sembra un gioco crudele. La sola giustificazione per questo è che la realtà è solo un sogno. Hai avuto molte esperienze attraverso molte incarnazioni e ne avrai altre in futuro, ma non dovrebbero impaurirti. Devi recitare tutte le parti in questo film della vita, dicendo a te stesso “Io sono Spirito”.

Questa è la grande consolazione che la saggezza ci dà. Realizza la presenza dell’infinito. Guarda Dio, tuo Padre, il tuo Spirito, dietro le ombre. Nel profondo del tuo essere realizza questo, indipendentemente da ciò che i tuoi pensieri comandano.

Non lasciare sedere nessuno sul trono del tuo cuore se non Dio. Se ami la creazione di Dio più di Dio stesso, sarai deluso. Dio deve essere il primo e l’ultimo, sempre. Non seguire i dettami dei tuoi sogni terreni, perché qualche volta i sogni si trasformano in incubi. Distruggi queste illusioni risvegliandoti in Dio e sarai salvo per sempre.

(di Paramhansa Yogananda, Inner Culture, aprile 1941)



Dalai Lama

Il Valore della Sofferenza

Cogliendo il vero tormento di chi ignora il significato del dolore e attualizzando l’insegnamento del Buddha sul valore della sofferenza, il Dalai Lama, in questo breve ma intenso libro (già pubblicato con il titolo di Le Quattro Sante Verità), resoconto di una serie di conferenze tenute a Londra nel 1996, spiega e interpreta per l’uomo di oggi le Quattro Sante Verità: l’esistenza, l’origine, l’estinzione del dolore e la via da seguire per sopprimerlo.
Nel rivolgersi con la sua saggezza senza tempo e la sua semplicità disarmante a un pubblico occidentale, il Dalai Lama usa un linguaggio che supera i confini nazionali e culturali e, proponendo la compassione come unica via praticabile per tutti coloro che sono alla ricerca della felicità, lancia un messaggio d’amore e di speranza per tutte le genti.

Lo trovi su Macrolibrarsi

Read Full Post »