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Posts Tagged ‘luce’

001-57

Era un dotto, molto versato inletteratuni antica e amava citare gli antichi, per dare un tocco finale ai suoi propri pensieri. Veniva fatto di chiedersi se avesse realmente pensieri indipendenti dai libri. Naturalmente, non c’è pensiero indipendente; ogni pensiero è dipendente, condizionato. Il pensiero è la verbalizzazione delle influenze. Pensare è essere dipendenti; il pensiero non può mai essere libero.

Ma quell’uomo era tutto preso dalla cultura; era gravido di sapere e lo portava con orgoglio. Cominciò a parlare direttamente in sanscrito e fu molto sorpreso e in certo qual modo scandalizzato nello scoprire che il sanscrito non era capito. Non riusciva a crederlo. «Ciò che dite nelle vostre conferenze mostra che o avete letto estesamente in sanscrito o avete studiato le traduzioni di alcuni tra i grandi maestri» egli disse. Quando dovette constatare che non era così e che non c’erano state letture di opere religiose, filosofiche o psicologiche, si mostrò apertamente incredulo.

È strano quanta importanza diamo alla parola stampata, ai cosiddetti libri sacri. I dotti, come i profani, sono grammofoni; continuano a ripetere, per quanto spesso i dischi possano essere cambiati. Sta loro a cuore il sapere e non la sperimentazione. Il sapere è un ostacolo alla sperimentazione. Ma il sapere è un porto sicuro, il rifugio di una minoranza; e poi che gli ignoranti sono impressionati dal sapere, il sapiente è rispettato e onorato. Il sapere è come un vizio, come il vizio dell’alcool; il sapere non porta la comprensione. Il sapere può essere insegnato, ma non la saggezza; ci deve essere liberazione dal sapere per l’avvento della saggezza. Il sapere non è la moneta di acquisto della saggezza; ma l’uomo che è entrato nel rifugio del sapere non se ne avventura fuori, perché la parola nutre il suo pensiero ed egli trae godimento dal pensare. Il pensiero è un impedimento alla sperimentazione; e non c’è saggezza senza sperimentazione. Il sapere, l’idea, il credo sbarrano la via alla saggezza.

Una mente occupata non è libera, spontanea, e soltanto nella spontaneità può esserci la scoperta. Una mente occupata è chiusa in se stessa; è inavvicinabile, non vulnerabile e in ciò sta la sua sicurezza. Il pensiero, per la sua stessa struttura, è autoisolante; non può essere fatto vulnerabile. Il pensiero non può essere spontaneo, non può mai essere libero. Il pensiero è la continuazione del passato, e ciò che continua non può essere libero. C’è libertà soltanto nella terminazione. Una mente occupata crea ciò su cui lavora. Può produrre il carro a buoi o l’aeroplano a reazione.

Possiamo credere di essere stupidi e pensandolo siamo stupidi. Possiamo pensare di essere Dio e siamo la nostra stessa concezione: «lo sono Ciò che è». «Ma, certo, è meglio occuparsi delle cose di Dio che non di quelle mondane, non vi pare?» Noi siamo ciò che pensiamo; ma è la comprensione del processo del pensiero che è importante e non ciò che noi pensiamo. Che noi pensiamo a Dio, o a un bicchiere di vino, non è importante; ognuno ha il suo effetto particolare, ma in entrambi i casi il pensiero è occupato dalle sue stesse proiezioni. Idee, ideali, fini e così via, sono tutti proiezioni o estensioni del pensiero. Occuparsi delle proprie proiezioni, a qualunque livello, è adorare l’io.

Il Se Stesso, con la S maiuscola, è ancora una proiezione del pensiero. Quale che sia il pensiero di cui ci si occupa, quello è; e ciò che è non è altro che pensiero. Ecco perché è importante comprendere il processo del pensiero. Il pensiero è la risposta alla sfida, no? Senza sfida, non c’è pensiero. Il processo della sfida e della reazione alla sfida è l’esperienza; e l’esperienza verbalizzata è pensiero. L’esperienza è non soltanto del passato, ma anche del passato in congiunzione col presente; è il conscio e insieme il nascosto. Questo residuo dell’esperienza è la memoria, l’influenza; e la risposta della memoria, del passato, è il pensiero.
«Ma questo è tutto ciò che riguarda il pensiero? Non ci sono profondità maggiori per il pensiero che non le semplici risposte della memoria?» Il pensiero può porsi, e si pone, a livelli differenti, lo stupido e il profondo, il nobile e l’indegno; ma è sempre pensiero, non vi pare? Il Dio del pensiero è ancora della mente, della parola. Il pensiero di Dio non è Dio, è semplicemente la risposta della memoria.

La memoria dura a lungo e così può apparire profonda; ma per la sua stessa struttura non può mai essere profonda. La memoria può essere nascosta, non immediatamente visibile, ma ciò non la rende profonda. Il pensiero non può mai essere profondo, o qualcosa più di ciò che è. Il pensiero può dare a se stesso un più alto valore, ma rimane pensiero.

Quando la mente è occupata con le sue proprie proiezioni, non è andata al di là del pensiero, ha assunto soltanto una nuova parte, una posa nuova; sotto quel mantello è ancora pensiero. «Ma come si può andare al di là del pensiero?» Non è questo il punto, non vi pare? Non si può andare al di là del pensiero, perché l”’agente”, l’autore dello sforzo, è il risultato del pensiero. Nella scoperta del processo del pensiero, che è conoscenza dell’io, la verità di ciò che è pone fine al processo del pensiero. La verità di ciò che è non si trova in nessun libro, antico o moderno. Quella che si trova è la parola, non la verità. «Allora come trovare la verità?»

Non si può trovarla. Lo sforzo di trovare la verità porta in essere un fine proiettato dall’io; e questo fine non è la verità. Un risultato non è la verità; il risultato è la continuazione del pensiero, esteso o proiettato. Solo quando il pensiero ha fine c’è la verità. Non c’è fine del pensiero attraverso !’imposizione, la disciplina, o attraverso qualunque forma di resistenza. Ascoltare la storia di ciò che è genera la sua propria liberazione. È la verità che libera, non lo sforzo di essere liberi.

Cessazione del pensiero – PP. 168-169-170 (“La mia strada è la tua strada” – Krishnamurti)

Libro consigliato da pomodorozen

ISBN: 9788804586548

Prezzo € 9,00
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“Ciascuno cambi se stesso per cambiare il mondo.”

Così Jiddu Krishnamurti, una fra le voci più significative dell’India moderna, sintetizzava l’essenza dei suoi insegnamenti: un accorato appello alla conquista della libertà interiore, alla limpida presa di coscienza della propria spiritualità.

Questo primo volume delle sue Meditazioni sul vivere contiene riflessioni sull’amore, la solitudine, la gelosia, il lavoro, la politica, il rapporto fra individuo e società, il potere, le ideologie.

Pensieri basati su concetti semplici e immediati , che fotografano con profonda saggezza i più svariati aspetti dell’esistenza umana e rappresentano un momento di incontro tra l’antica saggezza indiana e un atteggiamento più spregiudicato e moderno.

Meditazioni che sono il frutto di uno sguardo penetrante, capace di scrutare nei recessi più profondi dell’uomo contemporaneo.

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nonna

Avete abbastanza amore nella vostra vita? Se non lo avete, dove state andando per trovarlo?

Amate la vostra vita, il vostro lavoro, la vostra famiglia, i vostri amici?
Amate voi stessi?

Così tanti vostri sforzi sono concentrati sull’ottenere l’amore, basati  sulla credenza che esso sia un elemento limitato, disponibile solo per pochi fortunati che sono capaci in qualche modo di portarlo
a loro stessi.

Ma l’Amore è Energia universale, liberamente disponibile per chiunque, sempre.
Se credete di non avere abbastanza amore nella vita, forse state guardando nel posto sbagliato.

L’amore non viene infatti a voi da fonti esterne e non è solo basato su relazioni romantiche.

Eppure considerate quanto sforzo la gente faccia per trovarlo.

I siti di Internet hanno come protagonisti migliaia di persone che stanno “ricercando l’amore”, che vogliono trovare quella persona speciale che li  amerà e li farà sentire completi.

Ma il vero amore incondizionato non è un’emozione, è uno stato d’essere. E  non proviene da una relazione con altri, proviene dall’interno di voi stessi.

Se non amate ogni parte della vostra vita, per come essa è al presente, non sarete capaci di trovare l’amore che state ricercando. Anche se seguite le  Leggi Universali non potete infatti manifestare quanto non credete già di  possedere.
Quando siete “in amore” voi sentite gioia e la vita è meravigliosa. Ma  questo è uno stato emotivo e può essere temporaneo, cosicché quando se ne va, se ne  va pure la gioia.

Se la vostra percezione di amore è invece uno stato di essere, voi potete attrarre amore a voi in modo illimitato e in tutte le aree della vostra  vita.
Se, per esempio, non amate il vostro lavoro, non avete gioia quando  lavorate.
Forse avete un lavoro che non va bene per voi, oppure lavorate per  un’impresa che non è adatta per voi o fate una carriera che non è valida per voi. Credete di meritare di avere un posto di lavoro che vi apporta gioia e che potete avere?

Lo stesso è valido per ogni parte della vostra vita – amore è parte del  flusso universale e, se dovete lavorare duro per ottenere amore e gioia, voi state guardando nei posti sbagliati e state rivolgendovi al posto di lavoro da una prospettiva sbagliata.

Quando siete nello stato di amore, potete rilasciare quello che non vi  serve, portare a voi gioia, e sapere che l’Universo vi fornirà qualcosa che è più appropriato per il vostro Bene più elevato. Potreste amare la vostra  famiglia, ma avere una relazione difficile con loro.

L’amore incondizionato vi consente di amarli, senza giudizio, e di condurre nella vostra vita delle persone che vi rispetteranno, onoreranno e ameranno, fornendovi del supporto emotivo che non ricevete dai membri della vostra famiglia.

Potreste trovarvi in una relazione romantica che non vi rende felici. Quando potete cessare di ricercare amore da chi non può darvi, o non vi dà, amore, voi siete in grado di creare una nuova relazione con qualcuno che corrisponde ai vostri bisogni di amore.

Creare amore in tutte le aree della vostra vita inizia con il credere che l’amore è tutto attorno a voi, è liberamente disponibile per voi ed è già vostro. Non potete trovare l’amore che cercate in qualcun altro o in  un’altra situazione se sono limitate le vostre convinzioni in merito alla  disponibilità
dell’amore. Oppure se ritenete che l’amore è uno stato emotivo.
L’amore incondizionato è l’Energia che tiene assieme l’Universo ed è sempre disponibile per voi. Se non ritenete di avere abbastanza amore nella vostra vita, riflettete su quanto credete in merito  all’amore e a quanto di esso pensate di meritare. Poi iniziate ad amare voi stessi, la vostra vita e
ognuno e ogni cosa in essa.

E’ solo quando siete in grado di amare una situazione che voi potete  cambiarla, è solo quando siete capaci di accettare ogni cosa, senza giudizio, che  potete stare nel potere dell’amore e attrarre a voi amore in tutte le aree della  vita.

Il Cambiamento vi sta chiamando a prestare attenzione alle aree della vostra vita dove c’è mancanza e a cambiare le vostre credenze in modo che possiate creare qualcosa di nuovo.

Durante questa settimana esprimete il vostro amore per ogni cosa della  vostra vita, perfino e specialmente per quelle cose che stanno causandovi pena o difficoltà.

E osservate poi i miracoli che vi porterà il sapere che l’amore  incondizionato è tutto attorno a voi.

<Solo quando sarete in grado di amare una situazione, la potrete cambiare>

(di Uriel)

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