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sun

Il sole è sempre stato al centro di considerazioni filosofiche, religiose, scientifiche e artistiche. Ha ispirato poeti, musicisti, pittori, ma anche intellettuali e scienziati.

Nel pensiero di Omraam Mikhaël Aïvanhov il sole riacquista tutto il suo valore spirituale – non certo in una visione pagana – ma come simbolo di un grande organismo che regge e governa il nostro sistema solare, apportando luce, calore e vita.

«Il sole è l’origine e il padre di tutte le cose, è la Causa prima; la terra e gli altri pianeti sono usciti da lui, è lui che li ha generati. Ecco perché la terra contiene gli stessi elementi del sole, ma allo stato solido, condensato. I minerali, i metalli, le pietre preziose, le piante, i gas, i corpi sottili o densi che si trovano nel suolo, nell’acqua, nell’aria e nel piano eterico sono usciti dal sole…

Per comprendere questa idea, bisogna sapere che l’universo nel quale viviamo si è formato per successive condensazioni.»*

L’argomento della condensazione ha ricevuto negli ultimi anni grande attenzione dalla scienza, e in particolare dalla fisica quantistica, che ha dimostrato come il pensiero agisca sulla materia, da una scala infinitamente piccola ad una scala infinitamente grande; e così, come nell’universo i mondi si sono formati per condensazione, nell’individuo la realtà fisica è l’effetto di una causa sottile che la penetra e la forma.

«…ecco perché noi insistiamo talmente sulla qualità dei pensieri e dei sentimenti: perché i pensieri e i sentimenti sono delle forze che mettono in moto certi centri sottili, i quali a loro volta agiscono sulle ghiandole endocrine, sul sistema nervoso, poi su tutti gli altri sistemi; da tutto questo derivano in seguito stati di equilibrio e di squilibrio, di ordine e di disordine.»*

L’idea che il pensiero si rifletta sulla materia, la crei e la plasmi, ci conduce all’osservazione di un mondo esteriore riflesso del mondo interiore.

Nel Surya Yoga, il sole, come centro  dispensatore di vita, richiama l’immagine del nostro centro, della nostra interiorità attorno alla quale ruotano i frammenti della personalità, dove si trovano preziosamente nascosti i nostri tesori, che una volta scoperti, possono diventare a loro volta dispensatori di vita; per questo motivo è importante ritrovare il proprio centro.

«Vivete ancora nelle illusioni e nei tormenti  perché non siete arrivati a ritrovare il vostro centro, a girare intorno a lui, a fondervi in lui…

Fino a che non cercherete di trovare il centro, il vostro centro che è la parte divina di voi stessi, e di vivere là, di osservare e di agire da là, non troverete la verità, e tutto vi sembrerà falso.»*

La contemplazione al sorgere del sole offre l’opportunità di ristabilire un legame fra la coscienza umana e la coscienza risvegliata al mondo divino, poiché secondo il Maestro Aïvanhov, il nostro Sé superiore abita un mondo spirituale di cui il sole è l’immagine fisica.

«… Il nostro Sé superiore non abita nel nostro corpo fisico, altrimenti vi realizzerebbe dei prodigi; si presenta solamente di tanto in tanto, si manifesta, prende contatto con il nostro cervello. Ma siccome il cervello non è ancora preparato a sopportare le sue vibrazioni e a mettersi in contatto con lui, il Sé superiore se ne và.  Il Sé superiore lavora sul cervello, lo prepara, e il giorno in cui il cervello sarà capace di accoglierlo, il Sé superiore si installerà in noi.

Il Sé superiore non è altri che Dio stesso, una parte di Dio; ecco perché  nelle regioni superiori noi siamo Dio stesso, perché al di fuori di Dio non esiste nulla.

Dio si manifesta attraverso la creazione e le creature, e noi siamo dunque una particella di Lui; non esistiamo separatamente da Lui. La vera illusione è credersi separati…

Il lavoro che facciamo al mattino, al sorgere del sole con la meditazione e le preghiere, ha lo scopo di ritrovare il legame, di costruire un ponte… e quando il ponte sarà costruito, si ristabilirà la comunicazione e noi torneremo verso il nostro Sé superiore che vive nel benessere, nella felicità, in una libertà senza limiti.»*

Elisabetta Mastrocola

Ufficio Stampa Prosveta

elisabetta.mastrocola@alice.it

www.prosveta.it

* LO YOGA DEL SOLE – Gli splendori di Tipheret

di Omraam Mikhaël Aïvanhov

Edizioni Prosveta

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senza-titolo-1In tutte le tradizioni spirituali si studia il tema della morte… delle tante morti… e della morte fisica. È bene che oggi queste conoscenze arrivino a tutti, perché insegnano a vivere meglio, a tener conto della legge di causa ed effetto e della legge di corrispondenza, ad affrontare, superare e trasformare la più temibile delle paure: la paura della morte.

Il Maestro Omraam Mikhaël Aïvanhov così ne parla:

“Per la Scienza iniziatica l’essere umano è un riflesso, un’immagine dell’universo, e come l’universo, è composto da mondi, cioè da  – corpi –  diversi. La scienza ufficiale non è ancora giunta ad ammettere questa realtà, e da qui deriva una serie di errori, in cui incorrono notoriamente sia la medicina che la psicologia.
Gli induisti dividono tradizionalmente l’essere umano in sette corpi, suddivisione accettata dalla maggior parte degli spiritualisti. Il corpo più materiale, e l’unico visibile ai nostri occhi, è il corpo fisico, ma esistono altri sei corpi composti da materie sempre più sottili: i corpi eterico, astrale, mentale, causale, buddhico e atmico. In realtà il corpo eterico fa ancora parte del corpo fisico, ed esiste in quattro diversi stati chiamati etere chimico, etere vitale, etere luce ed etere riflettore. Ecco perché il corpo fisico è divisibile in sette stati: solido, liquido, gassoso, più i quattro stati eterici. Gli altri corpi possono pure essere divisi in sette diversi livelli: abbiamo così il corpo astrale con tre livelli inferiori e quattro superiori…

Al momento della morte, l’uomo deve distaccarsi successivamente da tutti quei corpi e passare attraverso tutti quei livelli.

Il corpo fisico è come una fortezza, ma quando lo si abbandona, nel momento della morte, se si sono trasgredite le leggi dell’amore, della saggezza e della verità, si sarà obbligati a pagare nel piano astrale tutte le trasgressioni commesse. Non sono invenzioni: l’hanno sempre detto tutti i più grandi Maestri dell’umanità, e grandi artisti, pittori e poeti hanno rappresentato quel mondo nelle loro opere; e per di più, persone clinicamente morte da tre o quattro giorni sono ritornate in vita e hanno raccontato ciò che avevano visto nel piano astrale. Di tanto in tanto il Cielo permette a qualche persona di fare quell’esperienza per incitare gli uomini alla saggezza, ricordando certe verità.
Quindi, dopo la morte, l’uomo deve subire nel piano astrale tutto il male che ha fatto agli altri e soffrire tutte le trasgressioni che ha commesso. Non si deve credere che l’Intelligenza cosmica voglia vendicarsi o punirli: essa vuole soltanto che l’uomo divenga perfettamente cosciente di tutto ciò che ha fatto sulla terra, perché spesso ha fatto soffrire degli esseri senza nemmeno rendersene conto e questo stato di ignoranza è inaccettabile, perché impedisce di evolvere.
L’Intelligenza cosmica ci fa quindi passare attraverso quelle sofferenze che abbiamo inflitto agli altri, per farci conoscere bene ciò che abbiamo commesso, affinché ci si possa correggere. Il tempo che vi trascorriamo dipende dalla gravità dei nostri errori. Coloro che non hanno commesso dei grandi crimini superano rapidamente quella tappa, mentre gli altri rimangono per anni nelle sofferenze.
Quando l’uomo ha pagato completamente i suoi debiti, entra nel primo livello dell’astrale superiore, dove vive nella gioia e nello stupore, grazie alla felicità che ha dato agli altri sulla terra. Tutto ciò che ha fatto di buono per loro aiutandoli, incoraggiandoli, dando loro speranza, risvegliando in loro la fede o l’amore  lo deve vivere anche nel piano astrale, amplificato all’infinito…
Successivamente quegli esseri salgono verso i mondi del piano causale, dove tutti i tesori e  le ricchezze della saggezza vengono loro offerti, tutti i misteri dell’universo vengono svelati, tutta la bellezza dei mondi celesti viene mostrata. Poi salgono ancora più in alto nel piano buddhico dove, uniti all’Anima universale, vivono una vita di indescrivibile felicità. Poi, per ciò che accade nel piano atmico, non vi sono parole che lo possano esprimere; è la fusione completa con il Creatore…”*

Queste conoscenze sono fondamentali per noi e per i nostri cari, e per il comportamento più adatto da tenere con chi se ne sta andando.
Il momento del distacco, sia improvviso che previsto, è sempre molto difficile per chi rimane, per una serie complessa di motivazioni; ma la consapevolezza della straordinaria esperienza che il trapassato sta vivendo, ci responsabilizza a porgere tutto l’aiuto possibile e il sostegno necessario perché possa affrontare sé stesso nella più assoluta serenità.

“Quindi, lasciate che i morti partano tranquillamente verso quei luoghi dove devono andare. I vostri genitori, i vostri amici, non aggrappatevi a loro, non tratteneteli con il vostro dolore e la vostra sofferenza, e soprattutto non cercate di chiamarli per comunicare con loro: li importunereste e impedireste loro di liberarsi. Pregate per loro, inviate loro il vostro amore, pensate che si liberino e si elevino sempre più nella luce. Se li amate veramente, sappiate che sarete un giorno con loro. Questa è la verità. Quante volte ve l’ho già detto: là dove è il vostro amore, là un giorno sarete anche voi.”*

*estratti dalla pubblicazione La morte e la vita nell’aldilà
di Omraam Mikhaël Aïvanhov – Edizioni Prosveta

Elisabetta Mastrocola
elisabetta.mastrocola@alice.it
Ufficio stampa Prosveta

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