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Posts Tagged ‘Presenza mentale’

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foto Abilio Dias – http://www.olhares.com

<Le redini della propria vita>

(di Maria Castiglione)

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Ognuno porta in sé il seme di ciò che può diventare. Crescendo, spesso, finiamo col dimenticare chi siamo, di cosa siamo capaci e “ci peridiamo per strada”. Ma ritrovarci e realizzare il nostro progetto di vita è possibile.

Il “piccolo” dell’uomo nasce e da subito dimostra il suo temperamento giacché nei primi mesi di vita e anche nei primi anni, il suo contatto con il Sé è stretto e fluido ed egli manifesta peculiarità, attitudini, qualità, vocazioni le quali – se si prestasse loro la dovuta attenzione e il rispetto- sarebbero i sicuri segnali del suo progetto di vita.

Poi, come in tutte le favole, qualcosa succede e sulla strada del piccolo eroe compaiono gli ostacoli; quando è fortunato non si tratta di grandi violenze, ma di piccole continue interferenze col suo naturale funzionamento. Si sa, il bambino deve essere educato, i genitori da subito si sentono investiti dal sacro compito. Ciò che nessuno ha insegnato loro è che non dovrebbero assolutizzare niente e far notare al bambino che quanto gli comunicano è ciò che nella loro famiglia si trasmette di generazione in generazione, ma che in altre famiglie si fa in un altro modo e offrire esempi di un modo diverso di vivere e al bambino fare intravedere la possibilità di cambiare – quando sarà abbastanza grande da poterlo fare- ciò che riterrà opportuno senza incorrere nella disapprovazione di coloro che ama.

E invece a poco a poco i “no”, le ingiunzioni”, i “devi” lo allontanano dalla sua vera natura e lo disorientano, sì proprio così perché il Sé è essenzialmente orientamento, agisce come un radar che sa quali onde catturare per cui quando il piccolo viene allontanato dalla sua essenza, invece di andare nel mondo tranquillo e sicuro, annaspa, incespica di continuo, avanza tentoni come chi è afflitto da un handicap. E in molti casi il mondo diventa nemico e nascono paure di ogni tipo.

Quel bambino cresce conformandosi o ribellandosi ma non seguendo se stesso; a un certo punto però, diventato adulto, entra in crisi, l’anima bussa, chiede il conto.

Questo ipotetico cammino ci riguarda un po’ tutti, molti di noi in un certo momento della vita sentiranno un’intensa insoddisfazione e inizieranno quell’opera di riorientamento che impegnerà gran parte delle nostre forze e ci porterà a ritornare in noi stessi stesso e a ridefinirci. Guadagneremo un modo di stare nel mondo più consono alla nostra natura e di conseguenza serenità e gioia.

Da dove cominciare?

1. Tagliare i codici che hanno informato la nostra vita, ovviamente se l’hanno resa poco godibile. E’ disimparare, è disfarsi di cattive abitudini, dei maestri, è partire da sé, per passare da un’etica impersonale appresa a un’etica personale del volere e della responsabilità, per scoprire il mondo dei propri valori individuandoli a partire dai propri bisogni, desideri e ideali. Questa è la strada per individuarsi, differenziarsi, vivere.

Partire da sé è lottare per affermare le proprie posizioni perché tra i nostri” vicini” ci sarà sempre qualcuno che tenterà di depistarci, manipolarci in nome magari dell’amore o per fini egoistici. In tutti i miti l’eroe afferma se stesso lottando, superando numerosi ostacoli sul suo cammino; la via dell’eroe è la metafora di ogni vita che è forte e vuole risposte forti da ogni uomo e da ogni donna.

2. Taglio ma anche piega: nel lavoro di riordino della nostra personalità è basilare il “ritorno a Casa” ovvero piegarsi verso se stessi e,quasi atto medico, aver cura di sé, capire la forma che si desidera darsi, la forma che dirà dei nostri più intimi e personali desideri.

3. Interrogare continuamente l’esperienza. Importanti le domande empiriche che sapremo rivolgerci. Ogni volta che un evento parla il linguaggio del disagio, provare ad estrarre dalla situazione il sentimento particolare che si è provato invidia, gelosia, vergogna e chiedersi: Quando e perché lo incontro, chi o che cosa mi evoca un tal sentimento? Che ha a che fare con la mia vita?

Quando un evento parla il linguaggio del benessere si fa la stessa cosa in modo da rendere ripetibile a volontà, e non casualmente, l’esperienza. Per le cose che avvengono per caso chiedersi: Ma quante cose avevo prima lasciato accadere?
Per le cose che facciamo deliberatamente senza però ottenere gli effetti desiderati: Mi sono interrogato sulle mie motivazioni e l’intenzione qual era?

4. Coltivare le figure del cuore ovvero i valori personali di cui si diceva sopra e poi quelle configurazioni fatte di pensieri, sentimenti che sono il distillato, il portato di esperienze benefiche e ancora: nello spazio della nostra interiorità ci sono varie immagini di noi,alcune sono purtroppo costrittive e ostacolanti il nostro sviluppo, altre ci regalano invece un senso di espansione e libertà, fare di quest’ultime figure del cuore, e cioè richiamarle spesso alla coscienza, arricchirle, farne tesoro.

Tanto altro ancora si può fare, l’importante è non dimenticare che l’identità è in cammino per tutto il tempo del nostro percorso esistenziale. Ciò dà speranza.

fonte: postato il Lista Sadhana – Guido da Todi

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Dai Colore alla tua Vita
Il segreto per vivere meglio

Un invito a compiere il viaggio più bello: vivere una vita piena e autentica, di successo. Se non possiamo cambiare la direzione del vento… possiamo sempre regolare le vele e raggiungere la meta prefissata!

Sviluppare le nostre qualità e realizzare i nostri desideri più profondi non è questione di fortuna. Si tratta di un lungo cammino, o meglio di un viaggio, fatto di preparazione e allenamento, sconfitte e vittorie. Non tutti, non sempre, hanno il coraggio o anche solo la motivazione per affrontarlo perché questo percorso richiede costanza, ma soprattutto una valida guida che “spiani la strada”.

Questo libro insegna attraverso divertenti esercizi ad acquisire la tecnica vincente per abbandonare la vecchia visione di noi stessi, sentirsi liberi di intraprendere il cambiamento e crearsi un proprio percorso di vita vincente. A volte costruire obiettivi ambiziosi ci distrae da ciò che conta veramente: il presente.

L’autore ci invita a non correre questo rischio: la nostra esistenza merita di essere vissuta momento per momento, godendo ogni attimo del percorso. Tutto è già in noi; le nostre menti e i nostri cuori sono i porti da cui salpare.
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Quanto più ti affidi all’energia interiore, tanto più libero potrai essere nella vita

Che cosa pensiamo della vita? Per anni trovare una risposta a tali interrogativi ha implicato scavare in noi stessi. Ma che cosa significa esattamente ciò? Ognuno di noi possiede un’Energia Interiore che gli consente di mantenersi in buona salute, instaurare rapporti interpersonali soddisfacenti, fare una carriera brillante e godere, nella vita, di ogni prosperità.

Per raggiungere tali obiettivi, è innanzitutto necessario credere che sia possibile farlo e, in seguito, eliminare quei fattori che, nella vita, ci impongono situazioni indesiderate. A tale scopo scaviamo in noi stessi ricercando l’aiuto dell’Energia Interiore, capace di indicarci che cosa sia meglio per noi. Se siamo disposti a cambiare la nostra vita affidandola a tale Energia, che ci ama e ci sostiene, possiamo vivere circondati da amore e benessere.

La nostra mente è sempre correlata, mediante l’lo Superiore o Energia Interiore, alla Mente Infinita, all’Energia Universale che ci ha creato, da cui trae conoscenza e saggezza.

L’Energia Universale ama tutte le Sue creature, è un’Entità benefica che dirige la nostra vita: non conosce odio, menzogna né punizione, è amore, libertà, comprensione, pietà. E’ dunque importante affidare la nostra vita all’Io Superiore poiché, in tal modo, possiamo ricevere ogni bene.

Ovviamente, possiamo decidere di usare l’Energia in qualsiasi modo: decidendo di vivere nel passato e di riassestare quanto di negativo è avvenuto nella nostra esistenza, rimaniamo semplicemente al punto di prima. Se, viceversa, intendiamo non esserne vittime e andare avanti creandoci una nuova vita, veniamo sostenuti dall’Energia che ci procura nuove e più felici esperienze.

Personalmente, non credo nell’esistenza di due energie, ritengo esista un solo Spirito Infinito. E’ troppo semplicistico dire: “E’ il diavolo” oppure “sono loro”; siamo noi, ed abbiamo di fronte solamente due alternative: utilizzare l’energia con saggezza o con sconsideratezza. Esiste il diavolo nel nostro cuore? Condanniamo gli altri perché sono differenti da noi? Che cosa scegliamo?

<Responsabilità e colpa>

Con i pensieri e i sentimenti contribuiamo a determinare tutte le situazioni, buone o cattive, che caratterizzano la nostra esistenza; i pensieri generano le sensazioni in base a cui impostiamo la vita. Ciò non significa darci la colpa per gli sbagli compiuti: vi è infatti una differenza notevole fra essere responsabile e incolpare se stessi o gli altri.

Essere responsabile significa possedere l’energia, incolpare o incolparsi implica gettarla via. La responsabilità ci consente di operare dei cambiamenti nella vita; se, viceversa, ci assumiamo il ruolo di vittime, sprechiamo l’energia. Accettando la responsabilità, non perdiamo tempo a incolpare qualcuno o Qualcos’altro; alcuni si sentono in colpa per aver causato malattia, povertà o problemi agli altri interpretando, in tal modo, la responsabilità come colpa. (I mass media hanno definito il fenomeno la Colpa della Nuova Era.)

Queste persone provano una sensazione di colpa perché ritengono di avere, in certo qual modo, fallito; esse prendono tutto come colpa trovando così un “alibi” ulteriore per criticarsi. Questo atteggiamento è ben diverso da quello che intendo. Se consideriamo problemi e malattie come un’opportunità per cambiare la nostra vita, possediamo l’energia.

Numerose persone affette da patologie gravi hanno affermato, una volta guarite, che queste sono state l’esperienza più bella in quanto hanno consentito loro di cambiare ottica di vita.

Altre, invece, insistono nel ripetere: “Sono disgraziato! Povero me! Dottore, mi aiuti!” Credo che, anche guarendo o dovendo affrontare problemi minori, tali persone non abbiano una vita facile.

La responsabilità è la capacità di rispondere ad una situazione. Abbiamo sempre la possibilità di scelta: ciò non significa negare quello che siamo disprezzando quanto abbiamo nella vita, bensì riconoscere che siamo giunti dove siamo; in base a nostre scelte.

Assumendoci la responsabilità, possiamo cambiare. Quando chiediamo: “Che cosa posso fare per modificare questa situazione?”, dobbiamo pensare che possediamo sempre l’energia necessaria per attuare cambiamenti. Dipende solo da noi come utilizzarla.

Tutte le esperienze da noi vissute fino ad ora sono state determinate dai pensieri elaborati in passato: non guardiamo alla nostra vita con vergogna, ma consideriamo il passato come parte ricca e importante della nostra esistenza. Senza di esso, infatti, non saremmo qui oggi. Non c’è ragione di martoriarci perché non abbiamo fatto di meglio: abbiamo comunque fatto tutto quello che potevamo.

Consideriamo il passato nella luce dell’amore e siamogli grati per questa nuova consapevolezza. Il passato esiste solo nella nostra mente e nel modo in cui decidiamo di considerarlo. Questo è il momento in cui stiamo vivendo; questo è il momento in cui stiamo percependo sensazioni, questo è il momento in cui stiamo facendo esperienze. Ciò che facciamo oggi costituisce la base del domani; pertanto, questo è il momento di prendere una decisione. Non possiamo fare nulla domani né cambiare quanto avvenuto ieri, ma possiamo agire oggi.

E’ dunque determinante quello che decidiamo di pensare e di dire in questo momento. Quando iniziamo ad assumerci la responsabilità dei nostri pensieri e delle nostre parole, abbiamo uno strumento valido nelle nostre mani. Potrà sembrare banale, ma è così: l’energia scaturisce sempre dal presente.

E’ importante comprendere che la nostra mente non ci controlla e che, viceversa, siamo noi e, più esattamente, il nostro lo Superiore a controllarla. E’ possibile arrestare i vecchi pensieri: quando questi cercano di farsi strada, suggerendo che “è così difficile cambiare!”, è bene prendere il controllo della situazione convincendosi che “da ora in poi sarà facile operare dei cambiamenti”.

Può essere necessario ripetere più volte questo dialogo con la propria mente prima che riconosca che noi la controlliamo e che siamo convinti di quello che abbiamo detto.

Spesso mi dicono: “Non riesco a non pensare a questa cosa”, ed io rispondo: “Invece, puoi riuscirci”.

Quante volte abbiamo cercato di rimuovere un pensiero positivo? E’ sufficiente adottare lo stesso sistema per quelli negativi impedendo alla mente di elaborarli; questo non significa che, in fase di cambiamento, bisogna combattere i propri pensieri. Se un pensiero negativo si fa strada, basta dire: “Grazie per la compagnia!”.

In questo modo non neghiamo ciò che esiste,né rischiamo di usare malamente la nostra energia. E’ importante ripetere a noi stessi che non cederemo più alla negatività; anche in questo caso, non si tratta di combattere i propri pensieri, ma di riconoscerli come tali e di superarli.

Non anneghiamo nel mare della negatività se possiamo farci trasportare dall’oceano della vita! La vita, di cui tutti noi siamo una magnifica espressione, attende che ci apriamo ad essa dimostrandoci degni dei suoi beni.

La saggezza e l’intelligenza dell’Universo sono a nostra disposizione, la Vita è pronta ad aiutarci. Quando abbiamo paura, è utile pensare al nostro respiro, l’elemento più prezioso donatoci dalla vita: lo accettiamo senza nemmeno riflettere sul suo valore, e poi dubitiamo che la vita possa farci mancare tutto il resto di cui abbiamo bisogno. A questo punto è bene conoscere l’energia e quello che siamo capaci di fare. Esploriamo noi stessi per capire chi siamo.

Ogni volta che diciamo: “Non so” chiudiamo la porta in faccia alla nostra saggezza.

Se riceviamo messaggi negativi, significa che stiamo operando a livello del nostro ego e della nostra mente, talora a quello dell’immaginazione, anche se, normalmente, sono proprio immaginazione e sogni a trasmetterci messaggi positivi.

Aiutiamoci effettuando le scelte giuste per noi; in caso di dubbio, chiediamoci: “E’ una decisione adeguata per me? E’ una decisione giusta per me in questo momento? ” Questo sistema andrebbe adottato sempre prima di prendere qualsiasi decisione.

Imparando ad amare noi stessi ad avere fiducia nel nostro Io Superiore, diventiamo co-creatori, insieme allo Spirito Infinito, di un mondo di amore. L’amore che abbiamo per noi stessi ci trasforma da vittime in vincitori; non avete mai notato che le persone che stanno bene con se stesse risultano naturalmente attraenti? Esse hanno infatti una qualità semplicemente meravigliosa: sono contente della loro vita. Pertanto, possono affrontare con successo qualsiasi ostacolo e difficoltà.

Molto tempo fa ho imparato che Dio dimora in me; la sua saggezza e la sua comprensione mi guidano dunque in tutte le mie azioni sulla terra. Come le stelle e i pianeti seguono la loro orbita, così anch’io seguo il mio ordine divino. Per quanto non riesca a capire tutto con la mia mente umana limitata, so che, a livello cosmico, sono nel posto giusto, al momento giusto, e che sto facendo la cosa giusta. La mia esperienza attuale mi porterà a superare il passato e a scoprire nuove possibilità per il futuro.

“Molti di noi si rendono conto solo a distanza di tempo che, durante l’infanzia e l’adolescenza, le condizioni di vita familiare hanno influenzato negativamente la concezione della propria personalità e l’atteggiamento nei confronti della vita. La mia infanzia, ad esempio, è stata permeata dalla violenza, inclusa quella sessuale; non ho mai ricevuto,né amore, né affetto e non ho mai avuto stima nei confronti di me stessa. Dopo aver abbandonato la famiglia all’età di 15 anni, ho continuato a subire diversi tipi di violenza senza rendermi conto che gli schemi mentali ed emozionali acquisiti nei primi anni di vita mi avevano condizionata a subire violenze.

I bambini rispondono spesso all’atmosfera mentale creata dagli adulti che li circondano; io ho imparato precocemente a conoscere la paura e la violenza e, una volta adulta, a riprodurre certe esperienze per me stessa. Sicuramente, non avevo ancora capito che possedevo l’energia per cambiare tutto ciò; ero spietata nei confronti di me stessa, poiché interpretavo la mancanza di amore e di affetto come una conseguenza del mio essere una persona spregevole.

Immaginiamo che i nostri pensieri siano gocce d’acqua: un pensiero, o una goccia d’acqua, non ha molta importanza. Tuttavia, goccia dopo goccia, si forma dapprima una piccola pozzanghera, poi uno stagno, poi un lago e, infine, un oceano. Che tipo di oceano state creando? Inquinato e tossico, oppure limpido, chiaro e rinfrescante?

In proposito le opinioni sono differenti: voi avete diritto di pensare ciò che volete, io ho il diritto di credere a ciò che ritengo più giusto per me.
Indipendentemente da quello che succede, l’unico elemento a cui attenersi è stabilire che cosa sia giusto per noi; a tal fine è necessario prendere contatto con la nostra guida interiore. E’ infatti la saggezza a darci le risposte. Non è tuttavia facile ascoltare noi stessi quando amici e familiari ci dicono che cosa dobbiamo fare; eppure, tutte le risposte sono dentro di noi.

Chi siamo? Che cosa vogliamo imparare? Che cosa vogliamo insegnare? Abbiamo tutti un unico scopo; non siamo semplicemente un insieme di personalità, problemi, paure e malattie: siamo tutti correlati ai nostri simili ed alle altre forme di vita. Siamo spirito, luce, energia, vibrazione ed amore; possediamo tutti l’energia per dare scopo e significato alla nostra vita.

(Louise Hay) – Tratto da Lista Sadhana – http://it.groups.yahoo.com/group/lista_sadhana/ (Guido da Todi)

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alla luce del pensiero positivo

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Nella solitaria oscurità, riuscivo quasi a sentire la limitatezza della vita e la sua preziosità. La diamo per scontata , ma è fragile, precaria, incerta, e può cessare da un momento all’altro senza preavviso. Mi veniva ricordato quel che dovrebbe essere ovvio ma troppo spesso non lo è, che ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, meritano di essere vissuti bene.
(“Io & Marley” – John Grogan)

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<Come trovare le felicità>

(di Swami Kriyananda)

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Eccovi un ispirante articolo di Swami Kriyananda, pubblicato da uno dei principali quotidiani indiani. Swami ci parla di uno dei principi chiave degli insegnamenti di Yogananda, che egli stesso ha messo in pratica in modo esemplare nella sua vita e che sta dimostrando anche adesso, nonostante le difficili prove che il suo corpo si trova ad affrontare: la felicità non dipende dalle circostanze, ma è uno stato mentale; ancor di più, è la nostra vera natura, la beatitudine divina della nostra anima. Buona lettura!)

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C’è una storia classica e ben conosciuta, di un contadino il cui asino si rifiutava di tirare un pesante carretto. Il contadino risolse il problema attaccando un bastone alla testa dell’asino e appendendo una carota all’estremità di quel bastone. L’asino si sforzò con tanta energia, ma senza mai riuscirci, di raggiungere la carota. Non notò neppure il carretto che nel frattempo si trascinava dietro, con il suo pesante carico.

Quanto assomiglia a quell’asino la maggior parte della gente, mentre si sforza di raggiungere la “carota” della felicità! Quella carota non potrà mai essere raggiunta tramite i sensi. La felicità è uno stato mentale, non una cosa. Un mio amico indiano mi disse molti anni fa, a San Francisco: «Mi diverte sentire gli Americani che deridono ogni tipo di superstizione, quando loro stessi sono immersi nella superstizione più grande di tutte. Non posso immaginare una superstizione più grande di questa: il pensiero che la felicità, che è uno stato mentale, esista in oggetti inanimati!». Le persone si sforzano di raggiungere ciò che non può essere raggiunto, trascinandosi dietro, nel frattempo, un carretto pieno di affanni e preoccupazioni!

La via per trovare la felicità è sorprendentemente semplice. È questa: essere felici!

C’è una storia che viene dal Maine, uno degli stati americani, e che parla del “brontolone” di una piccola cittadina. Ogni cittadina ne ha uno, anzi, ovviamente non solo uno, ma di solito c’è una persona conosciuta in particolare per il suo brutto carattere e per la sua incapacità di godersi qualunque cosa. Quest’uomo si lamentava quando un cane attraversava il suo prato; urlava quando un bambino si avvicinava troppo alle sue aiuole; brontolava con i vicini che parlavano ad alta voce o ascoltavano la radio a volume troppo alto; protestava se il treno che lo portava al lavoro era in ritardo; trovava da ridire su ogni minimo dettaglio con i colleghi d’ufficio; e infine, almeno ci si immagina, commentava stizzito le notizie che sentiva alla radio una volta tornato a casa la sera, prima di crollare sul letto e di essere tormentato dagli incubi!

Be’, un giorno, dopo anni di questo atteggiamento da brontolone, un bel mattino quello stesso individuo se ne uscì di casa saltellando, salutò allegramente con la mano alcuni bambini che stavano andando a scuola, augurò ai vicini una splendida giornata, fu un raggio di sole in ufficio per tutto il giorno e telefonò perfino a qualcuno per condividere con lui una buona notizia che aveva appena sentito alla radio quella sera! I suoi concittadini osservarono questo cambiamento nel suo modo di comportasi per un’intera settimana, meravigliandosene. Alla fine, non poterono più sopportare la suspance. Un gruppo di loro gli fece visita e gli chiese: «Ma che diamine ti è successo?».

«È molto semplice» rispose l’ex “brontolone”. «Per anni ho continuato ad aspettare qualcosa che mi rendesse felice. Alla fine sono giunto alla conclusione che niente mai lo farà. Così ho deciso di essere felice comunque!».

La felicità è autogenerata. Dipende dal proprio atteggiamento mentale. La base della felicità, inoltre, è il semplice fatto che la realtà più profonda della nostra stessa natura è Satchidanandam: sempre esistente, sempre cosciente, sempre nuova gioia, come disse il mio Gurudeva nella sua rielaborazione della classica espressione di Adi Swami Shankaracharya. Tu hai già la beatitudine. Perché dunque non decidi, da oggi in poi, di vivere in beatitudine?

Guido da Todi – Lista Sadhana yahhoo.it

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I Cinque Addestramenti alla Consapevolezza sono stati sviluppati al tempo del Buddha come fondamento di pratica dell’intera comunità di pratica, che includeva i monaci e i laici. La base degli addestramenti è la presenza mentale. Essi proteggono la nostra libertà e rendono bella la vita. Usati come linee guida per la nostra vita quotidiana sono la base per la felicità di individui, coppie, famiglie e società.

Il Primo Addestramento alla Consapevolezza

Consapevole della sofferenza causata dalla distruzione della vita, mi impegno a coltivare la compassione e a imparare modi per proteggere la vita di persone, animali, piante e minerali. Sono determinato/a a non uccidere, a non lasciare che altri uccidano e a non giustificare alcun atto di uccisione nel mondo, nei miei pensieri e nel mio modo di vivere.

Il Secondo Addestramento alla Consapevolezza

Consapevole della sofferenza causata dallo sfruttamento, dall’ingiustizia sociale, dal furto e dall’oppressione, mi impegno a coltivare la gentilezza amorevole e a imparare modi efficaci di lavorare per il benessere di persone, animali, piante e minerali. Mi impegno a praticare la generosità condividendo tempo, energie e risorse materiali con chi è davvero in stato di bisogno. Sono determinato/a a non rubare e a non appropriarmi di nulla che possa appartenere ad altri. Rispetterò la proprietà altrui ma impedirò che si tragga profitto dalla sofferenza umana o dalla sofferenza delle altre specie sulla Terra.

Il Terzo Addestramento alla Consapevolezza

Consapevole della sofferenza causata da una condotta sessuale scorretta, mi impegno a coltivare il senso di responsabilità e a imparare modi per proteggere la sicurezza e l’integrità di individui, coppie, famiglie e società. Sono determinato/a a non avere relazioni sessuali prive di amore e di impegno a lungo termine. Per proteggere la felicità mia e degli altri, sono determinato/a a rispettare gli impegni miei e degli altri. Farò tutto ciò che è in mio potere per proteggere i bambini dagli abusi sessuali e per proteggere coppie e famiglie da rotture dovute a una condotta sessuale scorretta.

Il Quarto Addestramento alla Consapevolezza

Consapevole della sofferenza causata dal parlare senza attenzione e dall’incapacità di ascoltare gli altri, mi impegno a coltivare la parola amorevole e l’ascolto profondo allo scopo di portare gioia e felicità agli altri e di alleviarne le sofferenze. Sapendo che le parole possono essere fonte di felicità o di sofferenza, mi impegno a cercare modi di parlare che rispecchino la verità, usando espressioni che ispirino fiducia in se stessi, gioia e speranza. Non diffonderò notizie di cui non sono certo/a e non criticherò o condannerò cose di cui non sono sicuro/a. Mi asterrò dal pronunciare parole che possano causare divisione o discordia o che possano portare alla rottura in famiglia e nella comunità. Farò ogni sforzo per riconciliare e risolvere qualsiasi conflitto, per quanto piccolo.

Il Quinto Addestramento alla Consapevolezza

Consapevole della sofferenza causata dal consumo disattento, mi impegno a coltivare una buona salute fisica e mentale per me stesso/a, la mia famiglia e la società, praticando la consapevolezza nel mangiare, nel bere e nei consumi in genere. Mi impegno a ingerire soltanto sostanze che proteggano la pace, il benessere e la gioia nel mio corpo, nella mia coscienza e nel corpo e nella coscienza collettivi della mia famiglia e della società. Sono determinato/a a non consumare alcol o altri intossicanti e a non fruire di sostanze o stimoli che contengano tossine, compresi certi programmi televisivi, riviste, libri, film e conversazioni. Sono consapevole che danneggiare il mio corpo e la mia coscienza con questi veleni significa tradire i miei antenati, i miei genitori, la mia società e le generazioni future. Farò il possibile per trasformare la violenza, la paura, la rabbia e la confusione in me stesso/a e nella società praticando una dieta per me stesso/a e per la società. Comprendo che una dieta appropriata è fondamentale per la trasformazione di me stesso/a e della società.

fonte: www.esserepace.org

Letture Utili – dal sito www.macrolibrarsi.it

Thich Nhat Hanh
Quando Bevi il Tè Stai Bevendo NuvoleUn percorso di trasformazione e consapevolezza
attraverso i discorsi di uno dei massimi insegnanti del Buddhismo impegnato
Francesco Lamendola
Ebooks – Fogli SparsiAppunti per un percorso di consapevolezza
Andrea Scarsi
Metafisica della Vita QuotidianaCome espandere la propria consapevolezza attraverso
la meditazione, la contemplazione, la concentrazione e la sperimentazione
Flavio Daniele
Le Tre Vie del TaoUn percorso tra arte marziale, scienza della mente e consapevolezza del corpo
Charles Genoud
Gesti di ConsapevolezzaL’esperienza radicale di essere nel proprio corpo
Siddhi (Dafna Moscati) e Tao (Marco Mazzotti)Il Fiore del Nirvana – DVD – Vecchia Edizione

Che cos’è l’Illuminazione – Raccontata attraverso
le interviste a dieci maestri Illuminati viventi – Un film-documentario
che indica il percorso verso la Consapevolezza e la Libertà dalla sofferenza

Jean-Pierre e Rachel Cartier
Thich Nhat HanhLa felicità della Piena Consapevolezza

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