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Archive for the ‘Rapporti Umani’ Category

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(di Gino Strada)

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Khartoum, Sudan, 29 luglio 2004

Tiziano era apparso come in una visione, nei giardini dell’ospedale di Emergency a Kabul: era l’inverno del 2001. Con la sua veste di cotone bianco come la barba, i sandali e una borsa di cuoio a tracolla, noi con giacche a vento e maglioni. Veniva dal Pakistan. Ha voluto girare subito per le corsie: salutava, chiedeva “come stai?” a gente sconosciuta, sorrideva ai bambini, ascoltava.

Cenammo insieme quella sera, a “casa mia”. E parlammo a lungo, dell’India – “dovresti venire a trovarmi nel mio rifugio vicino all’Himalaya”, un’altra promessa che non ho mantenuto – del nostro lavoro e delle sofferenze della gente dell’Afghanistan, che lui amava. E soprattutto parlammo, con molta tristezza, della follia della guerra e dei suoi perché.

Ascoltavo i suoi pensieri. Sulla incapacità di molte persone di diventare esseri “umani”, sulla ricchezza talmente ricca da non avere più senso né uso possibile, sul razzismo, anche quello “democratico”, che sembra dilagare ovunque, sulla necessità – per Tiziano un bisogno fisico – di ricominciare a studiare, a pensare, a riconoscere sé stessi per ritrovarci tutti con un qualche sogno, speranza, progetto comune.

Quando riuscii a rintracciarlo per telefono, nel settembre 2002, per proporgli di unirsi a noi nel lanciare la campagna “Fuori l’Italia dalla guerra”, Tiziano non esitò un attimo: “Ci sarò, ci vediamo a Roma per la conferenza stampa”.

E per mesi fu un appassionato ambasciatore di pace, con la sua unica capacità di affascinare le coscienze e di riempirle di onestà e di verità. So che a Tiziano è costato molto quel periodo, togliendogli tempo alla meditazione che lo ha sempre accompagnato.

“Per colpa tua – mi disse scherzando un giorno – sono rimasto prigioniero per troppo tempo in Italia. Parto per l’India la settimana prossima, ma sarò lo stesso con voi”. Ed è stato così.

In molti momenti, nei più belli e in quelli più difficili dell’impegno di questi anni, Tiziano era lì, è venuto in mente a me e a tantissimi di noi. Un esempio, una certezza, un uomo che sapeva dare umanità, “curare” altri uomini proprio perché si era sempre curato di tutti, nel sua vita e nel suo lavoro di straordinario uomo di pensiero.

Pochi mesi fa ho cercato di contattarlo: avevo bisogno delle sue parole e dei suoi pensieri. Non è stato possibile, e il perché ora lo sappiamo tutti. Stava scrivendo, ancora una volta cose importanti, forse le più importanti. Un giorno mi è arrivato un regalo da Tiziano: il suo ultimo libro. Con una dedica che mi ha fatto piangere allora e non smette di farlo oggi.

Finisce così: “…e questo per spiegarti alcune mie assenze. Ma non preoccuparti, io ci sono nella lotta per la pace. Ci sono! E ci sarò sempre!”

tratto da Lista Sadhana – Yahoo.it – Guido da Todi – ww.guruji.it

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photo by Marciano

Fate un esperimento: la prossima volta che fate una commissione,  che siete bloccati nel traffico o in fila al supermercato, invece di preoccuparvi  del tempo che impiegate e di ciò che avete da fare, prendetevi un momento  per inviare semplicemente pensieri amorevoli a tutti coloro che vi circondano.
Spesso c’è un cambiamento immediato e notevole,  nella misura in cui vi sentirete più connessi col presente.

(Joseph Goldstein – © perle.risveglio.net)

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0804

Tratto da:

José Vicente Bonet.
AVERSI A CUORE.
Sulla stima e l’amicizia con se stessi.

Titolo originale: <Sé amigo de ti mismo. Manual de Autoestima>

Traduzione dallo spagnolo di MARIA GRAZIA DAL PORTO E LIDIA FONTANA.
Edizione italiana a cura di Giovanni Ruggeri

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Cap. 2

Le “A” dell’autostima
1. Caratteristiche dell’autostima

1. APPREZZAMENTO genuino di sé in quanto persona, indipendentemente dalla propria attività o dai propri beni, così da considerarsi simili – pur nella differenza – a qualsiasi altro essere umano. E’ un apprezzamento che include tutto il positivo presente in se stessi: talenti, abilità, qualità fisiche, mentali e spirituali… Colui che si apprezza, gioisce stupito per le proprie qualità manifeste, e sa, qualora se lo proponga seriamente, di poterne sviluppare altre ancora latenti. Gioisce dei propri successi senza presunzione, né vanteria, indizi, generalmente, di sentimenti di inferiorità. “Tutti abbiamo dentro noi stessi una Buona Novella! La Buona Novella è che davvero non sappiamo quale possa essere la nostra grandezza, quanto possiamo amare, quanto possiamo ottenere, quanto grandi siano le nostre possibilità. Non si può rendere una Buona Novella migliore di questa” (Anne Frank)

2. ACCETTAZIONE tollerante e speranzosa dei propri limiti, debolezze, errori e insuccessi. Chi accetta se stesso, si riconosce essere umano fallibile, come tutti gli altri, e non si meraviglia, né si angoscia troppo, per il fatto di sbagliare con maggiore, o minor frequenza. Riconosce seriamente gli aspetti spiacevoli della propria personalità, assume la responsabilità di tutte le proprie azioni, senza sentirsi in colpa più del dovuto per gli sbagli commessi. Sa per esperienza che “l’orrore dell’errore è un errore peggiore”. Non lo spaventano i propri limiti e difetti, e preferisce compiere con successo ciò che fa, ma non affonda quando perde.

“Aspira a fare le cose bene, non alla perfezione. Non rinunciare mai al diritto di sbagliarti, ché altrimenti perderai la capacità di imparare cose nuove e di avanzare nella vita. Ricorda che sotto le ansie di perfezione si nasconde sempre la paura. Affronta le tue paure e concedi a te stesso il diritto di essere umano: paradossalmente, potrai fare di te una persona molto più feconda e felice” (D. Burns)

3. AFFETTO: una disposizione positiva e amichevole, comprensiva e benevola verso se stessi, così da sentirsi in pace, non in guerra, con i propri pensieri e sentimenti (anche se sgradevoli), con la propria immaginazione e il proprio corpo (quali che sino le sue rughe – letterali, o metaforiche – e difetti). Si è capaci di gioire della solitudine senza disdegnare la compagnia; ” ci si trova bene con se stessi, nella propria pelle” (L. Racionero).

“Dovremmo imparare a guardare noi stessi con la stessa tenerezza con cui ci guarderemmo se fossimo nostro padre”
(J.L. Martìn Descalzo)

4. ATTENZIONE e cura amorevole dei propri bisogni, fisici e psichici,  intellettuali e spirituali (ovviamente, non ci riferiamo qui a quei bisogni superflui, creati artificialmente da una pubblicità aggressiva ed ingannevole). La persona che ha stima di sé preferisce la vita alla morte, il piacere al dolore, la gioia alla sofferenza. Non cerca il dolore per il dolore, protegge la propria integrità fisica e psichica, non si espone a pericoli inutili. E tuttavia è capace di accettare anche la sofferenza, e, se occorre, la morte, per una persona, o una causa con la quale si senta profondamente identificata. Così, ad esempio, una madre che ha stima di sé dona con gioia uno dei propri reni per farlo trapiantare ad un figlio che ne ha bisogno.

Queste quattro caratteristiche – le prime quattro “A” dell’autostima – presuppongono un buon livello di conoscenza di sé, e specialmente di autocoscienza, cioè di consapevolezza del proprio mondo interiore, conseguibile mediante l’amichevole ascolto di se stessi e l’attenzione costante a tutte le voci che sorgono da dentro. Già Socrate ci avvertiva che una vita inconsapevole non vale la pena di essere vissuta…

Quando parliamo di autostima, parliamo allora di AFFERMAZIONE di quell’essere umano fallibile, irripetibile, preziosissimo, che merita tutto il nostro rispetto e la nostra considerazione, ossia di quel “se” che ciascuno è; naturalmente, un “sé-in-relazione-con-gli-altri”, ché altrimenti non ci sarebbe individualità autentica. Non si tratta qui di narcisismo, poiché la persona che si stima davvero, nella propria globalità individuale e sociale, vive aperta e attenta all’altro, riconoscendone l’esistenza e affermandolo. Sa che non ci può essere affermazione duratura di sé senza solidarietà; accetta il fatto evidente dell’interdipendenza umana e si rende conto che non può, né le interessa, vivere isolata e indipendente dagli altri.

“Come le mele maturano con il sole, così anche noi uomini maturiamo in presenza dell’altro, collaborando con lui”
(G. Torrente Ballester)

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Autostima e Amore
Tiberio Faraci –
Ricomincia da Te

Il perdono è la chiave della felicita

Il perdono porta alla comprensione che il passato e concluso per sempre, e restituisce intatte le proprie possibilita di affermazione. Le cause del conflitto spesso si trovano dentro di noi, nel nostro cuore, risolverle ci permette di affrontare il presente e il futuro con energie del tutto nuove.Perdonare con responsabilita ci restituisce pienamente il nostro potere.

E proprio questo il momento per lasciare andare tutto quello che non ha funzionato nella tua vita. E ricominciare da subito. Quello che afferma il perdono e che il passato e passato.

“NON PUO ESSERCI FORMA DI SOFFERENZA CHE NON NASCONDA UN PENSIERO DI NON PERDONO.
NÉ PUO ESSERCI FORMA DI DOLORE CHE IL PERDONO NON POSSA GUARIRE”
(Un Corso in Miracoli)

Le tue paure vengono dal passato perché e li che abitano, perché ti ostini a volerle ospitare cosi spesso? Non sei costretto a sentire obblighi o doveri di cortesia verso di loro. Rimandale indietro da dove sono venute con un bel messaggio per il mittente: «Niente ho piu a che vedere con voi, che siete solo le mie paure del passato».

E’ proprio questo il momento per lasciare andare tutto quello che non ha funzionato nella tua vita. E ricominciare da subito. Quello che afferma il perdono e che il passato e passato.

Il perdono porta alla comprensione che il passato e concluso per sempre, e restituisce intatte le proprie possibilita di affermazione. Le cause del conflitto spesso si trovano dentro di noi, nel nostro cuore, risolverle ci permette di affrontare il presente e il futuro con energie del tutto nuove.Perdonare con responsabilita ci restituisce pienamente il nostro potere.

Dopo aver letto “Ricomincia da te” e aver integrato l’importanza assoluta del tema del Perdono, sarai pronto ad aprire davvero la tua vita al tuo prossimo futuro felice…

* Qualcosa che non sa trasformarsi non accetta di continuare a vivere
* Il Perdono e la chiave della felicita
* Tutto quello che non puoi cambiare e avvenuto nel passato
* Il perdono e inevitabile
* Che delusione… nell’offerta non era compreso il sogno
* Alla base del perdono cosa c’e?
* I sensi di colpa, gli efficaci sabotatori della nostra vita
* Io sono innocente, tu sei innocente
* Dove riconcipisci il tuo futuro e ricominci a crederci diventa facile perdonare
* Un’altra illusione che puoi mantenere quanto vuoi tu: il non perdono
* La vita che hai scelto e obbligatoriamente un percorso ad ostacoli?
* Le tecniche del perdono uno: che cosa ti preoccupa di piu in questo momento?
* Le tecniche del perdono due: come ti sentiresti se nelle tue mani avessi una lettera del tuo nemico?
* Le tecniche del perdono tre: non e importante il male che hai fatto, ma il modo con cui hai cercato di rimediare
* Non c’e nulla che non vada in te
* Se perdoni diventi potente
* Accorgiti di te, incontrati, perdonati, non partirai mai piu solo da qui.

Tiberio Faraci – Nasce in Toscana nel 1955 e opera in Svizzera dal 1978. Ideatore del sistema ” Ricomincia da Te”, riceve nei centri di Lugano e Milano. Da sempre si occupa di crescita personale e di attivita di spessore filantropico; infatti ha sommato esperienze pluridecennali in associazioni diverse, attente all’ascolto di persone in difficolta. Rebirther Professionale riconosciuto A.R.T.I. (Association of Rebirthers and Trainers International), Tiberio Faraci é Trainer in crescita personale e Life Coach e Tutor presso la European School Superiore di Rebirthing. Membro dell’ Associazione di Psicologia Prenatale, ha lavorato al fianco dei piú importanti nomi della crescita personale.

Lo trovi su  Macrolibrarsi

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<10 cose da fare per cambiare la propria vita, adesso>

(di Asoka Selvarajah)

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Sentiamo spesso parlare di piccole azioni che possono avere un impatto decisivo sulla nostra vita. Ecco dieci di queste piccole azioni che, se compiute con determinazione, produrranno in voi una vera e propria rivoluzione sui piani fisico, mentale, emozionale, spirituale e finanziario!

1. BEVETE ACQUA PURA

I nostri corpi sono composti per il 70% di acqua. Il fatto di bere acqua non pura è responsabile di molte malattie comunemente attribuite ad altre cause. Pertanto, vi consiglio di prendere seriamente in considerazione l’eventualità di installare in casa vostra un buon sistema di filtraggio, o di distillazione dell’acqua, come ce ne sono oggigiorno diversi in vendita presso i negozi e le ditte di articoli ecologici per la casa.

Inoltre, bisogna tener conto del fatto che la maggior parte delle persone vive in uno stato di disidratazione pressoché costante. Non basta bere soltanto quando si ha sete. Per di più, bevande come il tè e il caffè disidratano ulteriormente il corpo, peggiorando così il problema. Anche la disidratazione provoca molte gravi malattie. Perciò, vi consiglio di bere ogni giorno almeno dagli 8 ai 12 bicchieri d’acqua il più possibile pura, o preferibilmente di più.

2. FATE REGOLARMENTE ESERCIZIO FISICO

L’esercizio può rallentare, e persino invertire (almeno in parte), il processo di invecchiamento. Vi ammalerete di meno ed avrete più energia da usare durante tutta la giornata. E la cosa migliore di tutte è che l’esercizio fisico è qualcosa di cui si può beneficiare a qualsiasi età.

L’hatha yoga è eccellente perché tonifica gli organi interni, oltre ad allungare ed a rafforzare dolcemente i muscoli. Ma anche semplicemente camminare per 15-20 minuti al giorno può essere una pratica estremamente benefica. In ogni caso, consultate il vostro medico di fiducia per verificare il vostro attuale stato di salute e per farvi consigliare sulle forme di esercizio fisico più adatte a voi.

3. MEDITATE

Chi medita regolarmente spesso ha un’età biologica di 10, o, addirittura, 20 anni inferiore alla propria età cronologica! Se mediterete regolarmente anche voi, vi sentirete anche più centrati in voi stessi per tutta la giornata, nonché più consapevoli delle vostre emozioni, ed assai più in grado di affrontare efficacemente le sfide della vita.

Già semplicemente sedervi da soli in un posto tranquillo, chiudere gli occhi e seguire con l’attenzione il passaggio del vostro respiro che entra ed esce dal corpo costituisce una superba forma di meditazione. In ogni caso, potete facilmente trovare altre forme di meditazione, che possono migliorare ed arricchire profondamente la vostra vita. La meditazione vi renderà una persona più gentile, più dolce e più paziente. Inoltre, vi aiuterà ad apprezzare di più la vita.

4. PERDONATE

I rancori assorbono energie cerebrali che potrebbero essere sfruttate molto meglio, impedendoci così di “funzionare” al meglio delle nostre possibilità. Ciò su cui concentriamo la nostra mente cresce e si sviluppa, e ciò vale anche per l’odio. Pertanto, è impossibile raggiungere veramente grandi risultati per noi stessi quando molta della nostra energia è bloccata in sentimenti negativi.

Ricordate che perdonare è qualcosa che fate soprattutto per voi stessi. Perdonare significa liberare una quantità incredibile della vostra energia. Perciò, lasciate andare tutti i rancori, per quanto antichi e apparentemente radicati possano essere, e cercate la riconciliazione. Se vi sembra troppo difficile, cominciate con i rancori più piccoli, per arrivare gradualmente a quelli più grandi.

5. LIBERATEVI DALLE VECCHIE CIANFRUSAGLIE

Se volete che la vita vi offra nuove opportunità, dovete far spazio per esse. Liberatevi dalle cose del passato che non vi servono più, ma che finora avete continuato a trattenere per qualche forma di attaccamento e di paura. Può trattarsi di ripulire cassetti, armadi, la cantina, vecchi rapporti, o modi di pensare ormai superati. Rimanendo attaccati tenacemente al passato non riuscirete a far spazio per il futuro.

Perciò, guardate nei vostri cassetti e liberatevi delle cose che non avete usato per più di un anno, o due. Riesaminate i rapporti nella vostra vita e vedete quali vi stanno portando dove volete andare e quali invece vi stanno trattenendo dall’arrivarci. Ripulite la vostra scrivania. Liberate il vostro computer da vecchi files che non servono più. Dopodiché, lasciate entrare aria nuova nella vostra vita!

6. LIBERATEVI DI TUTTI I VOSTRI DEBITI FINANZIARI E INVESTITE

Se il fatto di non dovere una lira a nessuno è solo un sogno per voi, cominciate a mettervi all’opera oggi stesso per trasformare questo sogno in realtà. Mettete da parte ogni mese il 10% del vostro reddito per usarlo allo scopo di ridurre e saldare i vostri debiti.

Il debito finanziario è una delle principali cause di preoccupazione nella vita di una persona. Eppure, ognuno di noi può riuscire a mettere da parte il 10% del proprio reddito se vuole davvero farlo. Fatelo regolarmente, finché non diventerà un’abitudine, e presto vi ritroverete a mettere da parte il 20%. Una volta applicato questo procedimento ai vostri debiti, riuscirete presto a non avere più debiti. Riuscite ad immaginare come vi sentirete liberi?

7. CURATE I VOSTRI RAPPORTI

Quasi tutto ciò che vogliamo nella vita lo otterremo attraverso altre persone. Inoltre, la capacità di costruire dei buoni rapporti personali è una delle cose più importanti nella vita, a tal punto da compensare eventuali problemi che possiate avere in altri campi. Le persone che vanno d’accordo con gli altri progrediscono più in fretta di quelle che sanno semplicemente far bene il loro lavoro, e sono sempre le ultime ad essere licenziate (e se ciò accade, riescono, di solito, con facilità a trovare un altro lavoro).

Pertanto, è di vitale importanza che impariate a rapportarvi con gli altri in modo eccellente. Se non siete bravi in questo campo, tutti gli altri vostri sforzi potrebbero risultare inutili. Studiate, dunque, con costanza i rapporti umani e applicate subito le lezioni che imparate, al fine di diventare molto bravi a rapportarvi con gli altri.

8. STABILITE I VOSTRI TRAGUARDI

Cercate di avere dei traguardi specifici, metteteli per iscritto, con tanto di date entro le quali intendete raggiungerli. Fatelo in ogni area della vostra vita: in campo fisico, mentale, emozionale, lavorativo, ecc.

Le persone che fanno questo hanno MOLTO più successo delle altre. Quelle che non lo fanno, invece, molto spesso sono come barche alla deriva nel mare. Davvero! – una persona senza obiettivi specifici è come una nave che naviga in mezzo all’oceano senza un capitano e senza un equipaggio. Le possibilità di arrivare ad un porto specifico sono minime. Eppure, la maggior parte delle persone vive così la propria vita.

Proponetevi dunque il traguardo di avere dei traguardi specifici in ogni area della vostra vita, di metterli per iscritto e di riguardarveli ogni giorno.

9. PIANIFICATE OGNI GIORNO

Per massimizzare la vostra produttività, pianificate in anticipo ogni vostra giornata. Fate una lista di “cose da fare”, che comprenda tutte le cose importanti da realizzare nel corso della giornata.

Stabilite, poi, delle priorità, classificando con una “A” le cose più urgenti, per esempio; con una “B” quelle ugualmente importanti, ma meno urgenti, e con una “C” le cose che non sono, né urgenti, né particolarmente importanti, e via di seguito. Naturalmente, cominciate a svolgere i compiti “A”, per poi passare alle altre categorie. Le cose non importanti, invece, potete anche delegarle ad altri.

Sviluppate l’abitudine di rendere conto a voi stessi di ogni mezz’ora del vostro tempo. Questo è ciò che fanno molte persone di successo.

10. TENETE UN DIARIO

Una vita degna d’essere vissuta è anche una vita degna di essere registrata. Tenete un diario privato, dove potete registrare eventi significativi, la vostra reazione ad essi, nonché cosa provate di fronte a certe situazioni, e cosa imparate da esse.

Tenere un diario, inoltre, risveglia la vostra capacità di intuizione e approfondisce il vostro contatto con lo Spirito.

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L’AUTORE

Asoka Selvarajah

E’ uno scrittore e ricercatore che opera da tempo nei campi dello sviluppo personale e della spiritualità esoterica. Il suo lavoro aiuta le persone a raggiungere il loro massimo potenziale, ad approfondire la loro comprensione della verità mistica, ed a trovare gioia nel perseguimento del vero scopo spirituale della loro anima. Indiano di origine, attualmente vive e lavora ad Assisi.

Articolo tratto da Lista Sadhana – Yahoo – Guido da Todi

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Consigli bibliografici sul “Cambiare la propria Vita”

ISBN: 9788817024792

Avete voglia di libertà? Ecco un nuovo trattamento a base di scarabocchi-terapia.

Grazie a questo Quaderno finalmente troverete il coraggio di:

  • dire di no
  • uscire dagli schemi
  • imparare a difendervi
  • mettere ciascuno al proprio posto
  • farvi solo i cavoli vostri
  • tirare i remi in barca
  • dimenticare tutto e tutti…

Basta lamentarsi e rimuginare, passate all’azione! Da adesso in poi, fare quello che vi pare sarà facilissimo: rifiutare un invito che vi pesa, sbarazzarvi delle palle al piede, esprimervi apertamente. Scarabocchiando, disegnando e colorando potrete liberarvi dallo stress, e magari troverete l’ispirazione per cambiare la vostra vita.

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Oltre 1850 suggerimenti antichi e moderni

Un manuale di successo (per lungo tempo best seller al New York Times) in cui l’autore riesce a stimolare una profonda riflessione sull’esistenza (in tutti i diversi aspetti). Psicologia pratica, filosofia, spiritualità.

Ci sono momenti, nella vita, in cui abbiamo bisogno di conforto e di un saggio consiglio: questo libro ce li offre entrambi, poichè Peter McWilliams ha la capacità di esprimere in modo semplice quello che innumerevoli filosofi e pensatori hanno detto nel corso del tempo. Mc Williams è un vero insegnante, ed è facile assimilare i suoi consigli alla preopria esperienza: le sue lezioni costituiscono un lavoro di vera educazione alla vita.

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Trasformando il nostro modo di pensare possiamo modificare anche ciò che ci accade
ISBN: 8834418913

Partendo da una sofferta esperienza personale di alcolista, Karen Casey ha maturato la certezza che non è possibile cambiare una persona e spesso nemmeno intervenire su una situazione; tuttavia, possiamo cambiare il nostro modo di reagire ad un evento, prima che si verifichi, modificando i pensieri che ad esso associamo. Per cambiare ciò che è fuori di noi, dobbiamo agire su noi stessi e appropriarci di nuovi modelli di pensiero.

Organizzato in dodici capitoli, tante sono le tappe del percorso di crescita spirituale elaborato dall’autrice, il volume rappresenta un testo emblematico sul pensiero positivo e trasmette un messaggio ottimistico e rassicurante, in quanto esprime una grande fiducia nelle umane potenzialità e nella concreta possibilità che ciascuno di noi ha di migliorarsi e di migliorare il proprio futuro.

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50 regole per organizzare la vita in funzione dei propri desideri e delle proprie aspirazioni più profonde
ISBN: 883441912X

Nel corso della vita, le credenze e le convinzioni inconsce hanno il potere di condizionare le nostre azioni, spesso anche quelle che in realtà non ci appartengono. Ognuno di noi, in sostanza, ha due alternative:

• continuare ad assecondare gli stimoli del subconscio (generati dal retaggio culturale, dal vissuto, dalle convenzioni sociali) rimanendo schiavi delle abitudini;

• oppure imparare ad agire autonomamente e cambiare la nostra vita.

Questa guida, attraverso il pensiero positivo e la visualizzazione creativa, ci aiuta a liberarci dalle catene invisibili che imprigionano la nostra mente orientandoci verso il successo. L’obiettivo è imparare ad agire consapevolmente e a modellare la propria vita in funzione dei propri desideri più profondi.

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4 Domande che possono cambiare la tua vita
ISBN: 9788880936213

Se volete sostituire il dolore con la gioia e il sorriso, trasformare la depressione in leggerezza, ritrovare la libertà, arrivare a comprensioni nuove e profonde sulla vita, questo libro notevole e straordinariamente semplice fa per voi: potrete cambiare la vostra esistenza per sempre.

Amare ciò che è mostrerà passo dopo passo, attraverso esempi chiari e illuminanti, come usare con successo un processo rivoluzionario.

Byron Katie pone 4 domande che, applicate a un problema specifico, mettono in grado di vederlo sotto una luce completamente diversa, e ci offre un efficace processo di indagine chiamato Il Lavoro (The Work), impiegato da persone di ogni età e formazione, grazie al quale si può scoprire come anche le convinzioni più stressanti riguardo la vita, gli altri o se stessi possono mutare radicalmente, mentre l’esistenza si trasforma in modo irreversibile.

Attraverso questo processo, chiunque può imparare a risalire alle radici dell’infelicità per sradicarla definitivamente. Amare ciò che è non solo ci mostra che tutti i problemi hanno origine nei nostri pensieri, ma ci offre anche uno strumento per aprire la nostra mente e ritrovare la libertà.

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Come raggiungere i Vostri Obiettivi: un metodo formidabile per chi ha deciso di cambiare la sua vita!
ISBN: 9788862280181

Spesso, per lo più inconsciamente, siamo schiacciati da circostanze che ci fanno sentire persi, frustrati, inadeguati.

Chi non ha mai sperimentato situazioni che parevano insormontabili e, magari a causa di queste, ha visto naufragare i propri desideri e progetti? Ma questo da oggi può cambiare!

La prima ricchezza dell’uomo è la coscienza dei suoi sogni e desideri profondi; prenderne atto, dialogare con quella parte di sé che rimane spesso inascoltata, può essere l’inizio di una vita più gratificante e luminosa. Lawson insegna esattamente questo: come uscire dal gorgo dei nostri tentativi falliti, dall’insoddisfazione, dalle lamentele che non portano a nulla. Cambiare! In modo costruttivo, secondo i nostri desideri.

Jack Lawson ci propone un vero e proprio manuale di educazione al successo in cui ci spiega, passo dopo passo, come ottenere ciò che vogliamo rimuovendo gli ostacoli per realizzare quello che ci siamo proposti, trasformando le idee da desideri a realtà.

Con i problemi c’è soltanto una via d’uscita: risolverli quando hanno una soluzione o prescindere da essi quando non ce l’hanno e, soprattutto, essere sufficientemente saggi da distinguere la differenza.

L’edificio di un grande successo si costruisce con pazienza, perseveranza e tanti mattoni: i piccoli successi quotidiani che ricostruiranno in noi un’identità “vincente”. Anche gli errori in questa nuova ottica, saranno rivalutati come tappe di apprendimento, veri e propri segnali stradali sulla via che ci porterà ai nostri traguardi.

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Nuove rivelazioni del Segreto per cambiare la tua vita
ISBN: 9788871363110

Per i lettori di The Secret e The Key nuove rivelazioni dei Maestri del Grande Segreto nel best seller di BRENDA BARNABY già tradotto in 10 lingue

Le ultime formidabili lezioni sul Segreto nel manuale di BRENDA BARNABY

dal 23 luglio in libreria

Secondo la Legge dell’Attrazione a regola dell’Universo, il pensiero attrae irresistibilmente ciò che immagina. Con la volontà ogni desiderio può entrare a far parte della nostra vita. Con la sola forza di ciò che pensa, ciascuno di noi può essere protagonista di una rivoluzione, che comincia nell’interiorità ma si traduce rapidamente in occasioni, opportunità, successi insperati.

Dopo lo straordinario successo di The Secret, Brenda Barnaby propone ai lettori altre, formidabili lezioni dei Maestri del Grande Segreto. Una serie di nuove rivelazioni trasformerà la vita di tutti coloro che ne faranno esperienza. Il Segreto è infatti un tesoro inesauribile di saggezza, di consapevolezza e di energia, antichissimo e sempre attuale, che l’autrice propone arricchito di una serie di esercizi utili a metterlo in pratica nel nostro quotidiano.

Le storie raccontate in questo libro sembreranno a molti incredibili, ma sono tutte vere. Ci dimostrano che la malattia può essere sconfitta, che qualunque difficoltà può essere superata, che la ricchezza è alla portata di tutti, che l’amicizia non può escludere nessuno.

Chi ha amato The Secret, non può fare a meno di questo libro, perché il Segreto non ha esaurito le sue verità, e un’altra vita è possibile, più completa, positiva e profonda di quella che viviamo.

Nessun obiettivo è irraggiungibile se sappiamo chi siamo e cosa veramente vogliamo.

Oltre The Secret ci aiuta a capire qual è l’autentico Segreto della vita.

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Come cambiare la vita cambiando il pensiero
ISBN: 9788809743571

Seligman presenta in questo libro alcune semplici tecniche utili a risorgere dal pessimismo e dalla depressione.

L’ottimismo è un ingrediente essenziale del benessere e del successo ed è il modo di guardare alla vita che distingue gli ottimisti dai pessimisti. Chiunque può diventare ottimista: basta imparare a collegare il successo non a circostanze favorevoli ma alle proprie abilità e al proprio impegno e riuscire a vedere nell’insuccesso non un fallimento personale ma solo un incidente di percorso.

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The intention experiment. Come usare il pensiero per cambiare la tua vita e il mondo
ISBN: 9788862290128

Quanto è forte l’interazione tra mente e materia? Come possono le nostre intenzioni modificare la realtà? Esistono limiti per colui che desidera diventare protagonista del proprio destino?

Dall’autrice del famoso bestseller Il Campo del punto zero,non solo una sintesi completa delle più importanti ricerche scientifiche sulla forza dell’intenzione umana, ma uno strumento per imparare a usare questo potere nella vita di tutti i giorni.

Attraverso un approccio interdisciplinare che armonizza sapientemente il contributo di fisici, biofisici, ingegneri, neurofisiologi, medici e psicologi, il saggio della McTaggart – autorevole giornalista scientifica – apre le porte a un futuro luminoso e affascinante, alla portata di tutti. Dal confronto diretto con studiosi di grande valore e serietà, tra cui Fritz Popp, Michael Persinger, Robert Jahn, Dean Radin, Russel Targ, Stanley Krippner e Roger Nelson, l’autrice dà vita a un manuale scientifico puntualmente documentato ed estremamente attendibile, rigoroso ma al contempo di carattere divulgativo, che saprà affascinare ogni lettore.

Completa il testo una ricca e approfondita sezione di esperimenti sul potere dell’intenzione che il lettore può svolgere autonomamente, preparandosi in questo modo a partecipare all’esperimento globale sulla coscienza che, grazie al supporto di internet, ha già attirato migliaia di volontari in tutto il mondo. Per prendere parte all’esperimento: http://www.theintentionexperiment.com.

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Come usare i pensieri positivi per cambiare la qualità della tua vita
ISBN: 8834417259

L’autrice dimostra che ciascuno di noi può farcela, ovvero che non esistono preclusioni ai nostri sogni, alle nostre ambizioni, ai nostri desideri. Louise spiega che ogni pensiero che serbiamo nella mente come ogni parola cui diamo voce si trasformano in altrettante affermazioni. Un piccolo libro, ma colmo di consigli preziosi e della promessa di raggiungere l’obbiettivo finale: riuscire ad affermare con assuluta certezza “Sì, posso farcela!”. Il Cd allegato contiene l’intero testo letto in inglese da Louise L. Hay in persona.

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Diciassette regole per cambiare la propria vita

Stai per imparare a realizzare molti dei tuoi sogni! Per raggiungere i tuoi obiettivi non servono a niente tutti i pensieri più nobili del mondo e nemmeno i tuoi progetti segreti, a meno che non vengano messi in atto. Non sono le buone intenzioni, ma le azioni che compiamo a determinare il nostro valore.
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foto Abilio Dias – http://www.olhares.com

<Le redini della propria vita>

(di Maria Castiglione)

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Ognuno porta in sé il seme di ciò che può diventare. Crescendo, spesso, finiamo col dimenticare chi siamo, di cosa siamo capaci e “ci peridiamo per strada”. Ma ritrovarci e realizzare il nostro progetto di vita è possibile.

Il “piccolo” dell’uomo nasce e da subito dimostra il suo temperamento giacché nei primi mesi di vita e anche nei primi anni, il suo contatto con il Sé è stretto e fluido ed egli manifesta peculiarità, attitudini, qualità, vocazioni le quali – se si prestasse loro la dovuta attenzione e il rispetto- sarebbero i sicuri segnali del suo progetto di vita.

Poi, come in tutte le favole, qualcosa succede e sulla strada del piccolo eroe compaiono gli ostacoli; quando è fortunato non si tratta di grandi violenze, ma di piccole continue interferenze col suo naturale funzionamento. Si sa, il bambino deve essere educato, i genitori da subito si sentono investiti dal sacro compito. Ciò che nessuno ha insegnato loro è che non dovrebbero assolutizzare niente e far notare al bambino che quanto gli comunicano è ciò che nella loro famiglia si trasmette di generazione in generazione, ma che in altre famiglie si fa in un altro modo e offrire esempi di un modo diverso di vivere e al bambino fare intravedere la possibilità di cambiare – quando sarà abbastanza grande da poterlo fare- ciò che riterrà opportuno senza incorrere nella disapprovazione di coloro che ama.

E invece a poco a poco i “no”, le ingiunzioni”, i “devi” lo allontanano dalla sua vera natura e lo disorientano, sì proprio così perché il Sé è essenzialmente orientamento, agisce come un radar che sa quali onde catturare per cui quando il piccolo viene allontanato dalla sua essenza, invece di andare nel mondo tranquillo e sicuro, annaspa, incespica di continuo, avanza tentoni come chi è afflitto da un handicap. E in molti casi il mondo diventa nemico e nascono paure di ogni tipo.

Quel bambino cresce conformandosi o ribellandosi ma non seguendo se stesso; a un certo punto però, diventato adulto, entra in crisi, l’anima bussa, chiede il conto.

Questo ipotetico cammino ci riguarda un po’ tutti, molti di noi in un certo momento della vita sentiranno un’intensa insoddisfazione e inizieranno quell’opera di riorientamento che impegnerà gran parte delle nostre forze e ci porterà a ritornare in noi stessi stesso e a ridefinirci. Guadagneremo un modo di stare nel mondo più consono alla nostra natura e di conseguenza serenità e gioia.

Da dove cominciare?

1. Tagliare i codici che hanno informato la nostra vita, ovviamente se l’hanno resa poco godibile. E’ disimparare, è disfarsi di cattive abitudini, dei maestri, è partire da sé, per passare da un’etica impersonale appresa a un’etica personale del volere e della responsabilità, per scoprire il mondo dei propri valori individuandoli a partire dai propri bisogni, desideri e ideali. Questa è la strada per individuarsi, differenziarsi, vivere.

Partire da sé è lottare per affermare le proprie posizioni perché tra i nostri” vicini” ci sarà sempre qualcuno che tenterà di depistarci, manipolarci in nome magari dell’amore o per fini egoistici. In tutti i miti l’eroe afferma se stesso lottando, superando numerosi ostacoli sul suo cammino; la via dell’eroe è la metafora di ogni vita che è forte e vuole risposte forti da ogni uomo e da ogni donna.

2. Taglio ma anche piega: nel lavoro di riordino della nostra personalità è basilare il “ritorno a Casa” ovvero piegarsi verso se stessi e,quasi atto medico, aver cura di sé, capire la forma che si desidera darsi, la forma che dirà dei nostri più intimi e personali desideri.

3. Interrogare continuamente l’esperienza. Importanti le domande empiriche che sapremo rivolgerci. Ogni volta che un evento parla il linguaggio del disagio, provare ad estrarre dalla situazione il sentimento particolare che si è provato invidia, gelosia, vergogna e chiedersi: Quando e perché lo incontro, chi o che cosa mi evoca un tal sentimento? Che ha a che fare con la mia vita?

Quando un evento parla il linguaggio del benessere si fa la stessa cosa in modo da rendere ripetibile a volontà, e non casualmente, l’esperienza. Per le cose che avvengono per caso chiedersi: Ma quante cose avevo prima lasciato accadere?
Per le cose che facciamo deliberatamente senza però ottenere gli effetti desiderati: Mi sono interrogato sulle mie motivazioni e l’intenzione qual era?

4. Coltivare le figure del cuore ovvero i valori personali di cui si diceva sopra e poi quelle configurazioni fatte di pensieri, sentimenti che sono il distillato, il portato di esperienze benefiche e ancora: nello spazio della nostra interiorità ci sono varie immagini di noi,alcune sono purtroppo costrittive e ostacolanti il nostro sviluppo, altre ci regalano invece un senso di espansione e libertà, fare di quest’ultime figure del cuore, e cioè richiamarle spesso alla coscienza, arricchirle, farne tesoro.

Tanto altro ancora si può fare, l’importante è non dimenticare che l’identità è in cammino per tutto il tempo del nostro percorso esistenziale. Ciò dà speranza.

fonte: postato il Lista Sadhana – Guido da Todi

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Dai Colore alla tua Vita
Il segreto per vivere meglio

Un invito a compiere il viaggio più bello: vivere una vita piena e autentica, di successo. Se non possiamo cambiare la direzione del vento… possiamo sempre regolare le vele e raggiungere la meta prefissata!

Sviluppare le nostre qualità e realizzare i nostri desideri più profondi non è questione di fortuna. Si tratta di un lungo cammino, o meglio di un viaggio, fatto di preparazione e allenamento, sconfitte e vittorie. Non tutti, non sempre, hanno il coraggio o anche solo la motivazione per affrontarlo perché questo percorso richiede costanza, ma soprattutto una valida guida che “spiani la strada”.

Questo libro insegna attraverso divertenti esercizi ad acquisire la tecnica vincente per abbandonare la vecchia visione di noi stessi, sentirsi liberi di intraprendere il cambiamento e crearsi un proprio percorso di vita vincente. A volte costruire obiettivi ambiziosi ci distrae da ciò che conta veramente: il presente.

L’autore ci invita a non correre questo rischio: la nostra esistenza merita di essere vissuta momento per momento, godendo ogni attimo del percorso. Tutto è già in noi; le nostre menti e i nostri cuori sono i porti da cui salpare.
lo trovi su Macrolibrarsi qui

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001-25

“Io non vivo senza te”- Le canzonette sono piene di frasi che inneggiano all’indispensabile presenza dell’altro che dia un senso alla nostra vita. Già Platone ci definiva mezze mele in cerca di una precisa, specifica metà.

E’ socialmente accettato soffrire per amore, socialmente sostenuto ed auspicabile per perpetuare la specie, scegliere un partner, vivere in coppia, riprodursi. Precocemente ed in genere incessantemente si cerca un legame, una relazione, stabile, unica e che possibilmente duri per sempre.

E’ un comportamento adattivo ricercare un partner ideale per la riproduzione dei propri geni, meno adattivo è crearsi un’ossessione per quel partner. E ancora meno adattivo morire per amore. Eppure accade. Succede di trovarsi invischiati in una relazione “tossica”, ossessionati dall’importanza  dell’altro al punto da perdere di vista se stessi.

Qui non si parla più di amore. Entriamo nel campo della dipendenza: Love Addiction.

Dell’originario sentimento d’amore, dove il cuore batte più forte all’arrivo dell’amato, dalle commosse lacrime di fronte al primo mazzo di fiori, si passa all’incubo del distacco, alla sofferenza se l’altro non c’è.

Dell’amore non rimane che un remoto desiderio, vagheggiato, struggente anelito.

Vi sono relazioni dannose, malate, mortali (Robin Norwood), da cui diventa impossibile staccarsi, fuggire.

Alcune dipendenze della nostra cultura occidentale sono codificate ufficialmente tra le patologie del DSM IV , classificazione multiassiale dell malattie mentali. Per tossicodipendenza si intende l’abuso di sostanze tossiche (o comportamenti, procedure) che danneggiano l’individuo dal punto di vista della salute, del lavoro, delle relazioni sociali, occupando quasi interamente il suo tempo, i suoi pensieri, le sue attività che vengono totalizzate dalla dipendenza impedendogli di svolgere una regolare vita.

Altre dipendenze sono sommerse, tuttavia dilaganti ed altrettanto invalidanti. Al punto che in America sono stati coniati neologismi combinati con la parola ALCOHOLIC (che definisce l’alcolista). Da qui Sexaholic, Workaholic, Shopaholic, Foodaholic, Sportaholic. Oppure combinate con la parola Addiction (dipendenza) da cui Love Addiction, Net Addiction, Gambling Addiction (che definisce la dipendenza dal gioco d’azzardo).

E’ evidente che alcune dipendenze hanno esiti più nefasti, talune sono socialmente più tollerate. Tra queste la più silente resta quella affettiva.

Non dà effettti collaterali eclatanti, non fa molto rumore, se non nella mente di chi ne è posseduto. Poiché quando l’altro diventa l’unica ragione di vita, anche a scapito di se stessi, si è in preda totalmente  all’ossessione.

Il primo pensiero del mattino , l’ultimo della sera.

Sembra una frase da cioccolatino. In realtà nasconde una trappola feroce, quella dell’abnegazione malsana di se stessi, per rincorrere l’altro. Perché quando c’è dipendenza affettiva non si è ricambiati.

Vi è una relazione. Un legame fortissimo, ma il copione segue uno schema preciso che non è quello della reciprocità. Uno insegue , l’altro fugge. Lasciando a parte il banale luogo comune in cui si dichiara che in amor vince chi fugge, tale schema diventa più simile al bracconaggio,  all’inseguimento della “preda”fino a sfociare a volte nella molestia (stalking).

Uno rincorre, l’altro si fa rincorrere.

Uno vuole , l’altro si nega.

Uno dice ho bisogno di te e l’altro si volta da un’altra parte.

Apparentemente uno è dipendente, l’altro “anti-dipendente”. In realtà si tratta di una vera “folie à deux”. Entrambe le mezze mele hanno bisogno  dell’altra metà per esistere, per poter agire il proprio ruolo.

Quando l’altro diventa più importante della nostra stessa vita non è amore.
E’ dipendenza. E’ patologia.

Il bisogno di inseguire nell’uno è speculare al bisogno di rifiutare nell’altro.
Bisogno di fondersi e bisogno di differenziarsi (Klein) sono entrambi veri e agiti. Colui che fugge è punitivo,negandosi inconsciamente castiga l’altro, in cui vede il genitore “cattivo” che non ha soddisfatto i suoi bisogni quando era necessario. E’ interessante osservare però che se per caso colui che fugge si ferma e diventa all’improvviso accettante e bisognoso i due ruoli si invertono, colui che prima inseguiva implorante inizia a prendere le distanze, diventa a sua volta fuggitivo. Ma la danza resta uguale.

Questo tipo di relazione è tipica nelle coppie dove uno dei due è alcolista. L’altro si erge quindi a “salvatore” (Norwood).

In realtà sono entrambi “alcolisti”, uno dipende dalla bottiglia, l’altro dipende da colui che dipende dalla bottiglia. A parte il complicato gioco di parole, è una triste realtà la condizione di quelle donne che non riescono a lasciare il marito alcolista, fanno una vita di umiliazioni ed infelicità, si immolano sull’altare della devozione. Prometto di esserti fedele sempre. In salute e malattie fin che morte non ci separi?

La causa di tali legami non ha radici religiose. Ma psicologiche.

L’altro diventa la bottiglia del non-alcolista. Salvarlo diventa lo scopo della sua vita.

Nobile intento, in apparenza. Impresa impossibile, tempo sprecato, inutile lotta in realtà.

Nessuno potrà mai cambiare o smettere qualcosa perché glielo dice un altro, ma solo e soltanto se lo vuole nel profondo del suo essere.

Chiameremo per convenzione la persona che vuole salvare l’altro il co-dipendente.

– Identikit del Co-dipendente –

Co-dipendente è colui che controlla, vuole cambiare l’altro a suo piacimento. A fin di bene, per carità! Bere fa male alla salute, giocare  d’azzardo rovina la vita a se stessi e alla propria famiglia, dipendere dal lavoro porta via tempo per esistere, vivere di sport impedisce una vita normale ecc. ben lo sanno i partner di costoro. I quali si armano di pazienza e coraggio e al motto di ” io ti salverò” (io ti aggiusterò) partono per la loro crociata, strada costellata di spine.il co-dipendente è convinto che  l’altro abbia qualcosa da aggiustare.

Ma non solo, è anche convinto di poter risolvere i problemi che affliggono l’umanità e il partner in nome del suo “amore” . Il co-dipendente si crede onnipotente, più forte dell’alcol, del vizio, dell’altra moglie, della suocera ecc. non importa a chi ha dichiarato guerra. E’ far la guerra che conta, perché VINCERE è l’obiettivo, vincere per riavere l’amore dell’altro tutto per sé. Pura mera illusione. Lo schema cognitivo del co-dipendente è molto semplice , obbedisce al mantra “se solo non ci fosse.

l’alcol,
l’altra donna,
il gioco,
il calcio,
la cocaina,
e così via..

IO LO POTREI AVERE TUTTO PER ME. E FINALMENTE SAREI FELICE”.

Così l’altro diventa qualcuno da convincere, carpire, controllare, guidare, curare, guarire, possedere, sistemare, ecc, ecc.

Perché lo si vuole TUTTO. E si sente che lui, lei non c’è.

L’altro è TUTTO preso da altro.che sia la droga, l’alcol, il lavoro, il gioco o il sesso anonimo e compulsivo.

– L’altro è altrove –

E il co-dipendente è tutto incentrato , votato, devoto, perso, focalizzato totalmente sull’altro.

Quindi anch’egli è altrove. Entrambi hanno una cosa in comune. Non ci sono per loro stessi, sono incapaci di stare, ascoltare ed accudire i propri bisogni senza ricorrere a sostanze o persone esterne

Entrambi sono incapaci di stare in una relazione sana: uno, intero, di fronte all’altro, intero

Sono entrambi mezzi. E cercano di riempire il proprio buco vuoto con ALTRO da sé. Nel caso dell’alcolista, tossicodipendente o ” -aholics” vari, facendo ricorso ad una sostanza o un comportamento nocivo, nel caso del co-dipendente cercando di riempire la propria esistenza con l’esistenza  dell’altro che ha “il problema da risolvere”.

E’ qui l’inganno, la distorsione. Torniamo a Platone. Egli si sbagliava. Non è la metà su cui insistere, ci ha proposto un’immagine falsata. E’  sull’essere UNO il segreto, il sentirsi interi non ci porterà a vagare in cerca di qualcosa o qualcuno che ci riempia.

Questo bisogno di sentirsi uno ha origini remote, nel grembo materno.

Lì facciamo l’esperienza di sentirci un tutt’uno. Fusi , accuditi, nutriti, contenuti, in simbiosi. Alla nascita creiamo un legame di attaccamento col care-giver (Bowlby) , se tale legame è soddisfacente il genitore buono verrà interiorizzato (Winnicott) e avremo dentro di noi la una presenza calda, amorevole, capace di farci tollerare la frustrazione, l’assenza, il distacco (Klein), il no (Bion)

Se questo passaggio non è avvenuto restiamo con una spina in mano e cerchiamo una presa a cui attaccarci per funzionare, per sentirci di nuovo UNO. Non tutte le prese funzionano. Solo quelle che ci portano a risentirci fusi simbiotici. Nasce così un legame struggente, totalizzante. Da cui presto uno dei due sente il bisogno di fuggire perché si sente inghiottito dal bisogno dell’altro.

Inizia la danza, che diviene dramma e spesso sfocia in tragedia. Il distacco , quando l’altro va a bere, a drogarsi, a fare altro, viene vissuto come intollerabile, insopportabile, la mancanza, l’assenza, la nostalgia diventano devastanti.
L’altro diventa la droga del co-dipendente, la possibilità di sentirsi uno.

Ma deve fare i conti con il distacco , la fuga dell’altro che rifiuta, si nega, si rifugia nell’alcol, o altrove. Perché a sua volta si sente risucchiare dal bisogno infinito ed inappagabile del partner.

A vuole B , ne ha necessità estrema, inizia il tunnel.

B è preso da un vizio,o da altro, non sa prendersi cura nemmeno di sé ed è chiamato ad accudire il co-dipendente, che insiste per trascinarlo sulla retta via, così potranno vivere felici e contenti.. B inizia a fuggire, a ribellarsi agli ordini e ai controlli di A che si fanno sempre più pressanti,incalzanti, esigenti. B può diventare sempre più distante, ribelle, violento, anafettivo, crudele, o semplicemente assente, inizia a fuggire, non regge alle richieste, al controllo, non vuole essere aggiustato. Tuttavia poi si riavvicina, è inesorabilmente attratto da A, ne ha altresì bisogno, di quell’attimo perfetto di unione, illusorio tuttavia vitale, indispensabile ma tossico..
Vittima e carnefice, l’uno con il bisogno estremo dell’altro.

Si innesca così una lotta senza fine. Poiché in questa storia non c’è libertà, non c’è rispetto, non c’è amore. C’è bisogno, a volte violenza, lotta per il potere. C’è fame , e l’altro viene fagocitato, viene vampirizzato(Abraham) ma mai visto per ciò che è in verità.

– Come se ne esce? –

Come da una qualsiasi altra tossicodipendenza. Ricostruendo la propria identità , autostima, imparando ad essere UNO senza aggrapparsi, riempiendo la propria esistenza di se stessi, con l’amore e la cura di sé. Soddisfacendo i propri bisogni, prendendosi la responsabilità di accudirsi, diventando genitori buoni di se stessi.
La creatività è la strada che porta ad esprimere ciò che siamo.

Crearsi una vita piena di cose per noi stessi, i cui possiamo occuparci e rispondere in prima persona è un terapia quotidiana di cui prendersi carico. E’ un cammino lungo con frequenti ricadute e giornate buie, ma piano piano è possibile imparare a contenersi, a prendersi cura di quel bambino nascosto dentro. Solo così potremo avvicinarci all’altro e non aggrapparci, trascinandolo in un abbraccio soffocante in discesa verso gli inferi.

Si può imparare a stare bene con se stessi, sentirsi completi, esseri armoniosi e creativi, amandosi ed accettandosi pienamente per ciò che si è e si può.
Nasciamo soli, moriamo soli , a volte ci incontriamo con l’altro, ma poi dobbiamo essere in grado di tornare soli, occorre imparare ad amare questa condizione e farne una ricchezza , per questa avventura affascinante che è il viaggio nella conoscenza di sé.

E’ da qui, solo da qui che possiamo davvero incontrare amare ed includere l’altro.
(di Ameya Gabriella Canovi) il sito http://amoredipendente.splinder.com/

Soluzioni per le coppie. La psicologia e l’amore nelle relazioni e nella coppia
ISBN: 8888898050

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Crescita personale vuol dire sapere che con il nostro atteggiamento nei confronti di noi stessi, degli altri e di ciò che stiamo facendo, possiamo determinare la qualità della nostra vita e del mondo in cui viviamo.

Abbiamo mai pensato che la realtà dipende anche dell’idea che noi ce ne facciamo, dal tipo di pensieri che coltiviamo nei suoi confronti e dal tipo di aspettative che abbiamo? Non è il destino a costruire la nostra vita, ma siamo noi, col nostro atteggiamento a forgiare il nostro destino, minuto per minuto.

Se siamo scontenti, delusi, scoraggiati, tutto ciò che intraprenderemo avrà su di sé già il peso della sconfitta. Se siamo ottimisti, fiduciosi, entusiasti, le probabilità di successo sono già alte in partenza. Il nostro atteggiamento non influisce direttamente sugli eventi, ma agisce indirettamente, attraverso un’interminabile catena di piccoli gesti, sguardi, parole, che ci attirano al simpatia e il consenso delle persone – che siano superiori, clienti, colleghi – e che col passare del tempo si tradurranno in effetti concreti. Piccoli gesti, sguardi, parole che ci aiutano a raggiungere i nostri obiettivi. “Fortuna”, potrà dire qualche mala lingua, “buon raccolto dopo una buona semina” si potrebbe più giustamente commentare.

Il nostro atteggiamento ha un ruolo fondamentale nella gestione della nostra esistenza, e soprattutto nel determinarne la qualità. Scopriamo così che l’idea che noi ci facciamo di noi stessi e del mondo diventa determinante per lo sviluppo del nostro futuro e per la possibilità di esplicare un ruolo creativo e costruttivo in cui mettere il luce aspetti sempre nuovi di noi stessi, per creare realtà sempre più adatte a modelli presenti, non a modelli passati, reiterati acriticamente e automaticamente.

Il vecchio motto “chi lascia la vecchia via per la nuova, sa quel che perde, non sa quel che trova”, viene sostituito da un nuovo invito: “per raggiungere un luogo che non conosci, devi prendere un cammino che non conosci”. La nostra vita può diventare la piena espressione del nostro essere, e la vita quotidiana può diventare l’occasione per rivelarsi e attivare le molteplici sfaccettature della nostra natura. La qualità della nostra vita va misurata in base a quanto sappiamo assaporare pienamente tutto ciò che l’esistenza ci offre, quando risvegliamo i sensi, rispettiamo i sentimenti, valorizziamo le idee, diamo forma ai sogni e agli ideali.

L’importante, allora, non è raggiungere una meta o l’altra, ma procedere con l’atteggiamento giusto, un atteggiamento di apertura e disponibilità, di attenzione interna e di attenzione esterna, attenzione a sé e agli altri, a ciò che vogliamo dalla vita e a ciò che la vita vuole da noi. Ci scopriremo felici con molto meno di quanto normalmente si pensa necessario, e il traguardo che ci porremo come obiettivo non sarà quantitativo, ma qualitativo, sarà quello dell’armonia con noi stessi.

Articolo di Marcella Danon – Tratto da Lista Sadhana (Guido da Todi)

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