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SISTEMA IMMUNITARIO

E LIBERTA’ DALLA PAURA

a cura di Valdo Vaccaro

Sto con te ma permangono alcune perplessità

Ciao Valdo, sono Jacopo, il ragazzo che ti interpellò sul problema dell’influenza suina.

Continuo a leggere le cose interessanti che scrivi e vorrei in proposito porti alcune domande.

Condivido appieno le argomentazioni delle tue ultime tesine inerenti la salute e la malattia, ma ho qualche perplessità che vorrei chiarire.

Epatite, tifo, malaria, vaiolo, febbre gialla, mica sono uno scherzo

Come mai si prende l’epatite o comunque si ammala il fegato se mangiamo qualcosa di spregevole o beviamo dell’acqua sporca, come può succedere in certi paesi arabi, in giro per il mondo o persino da noi? Per non sbagliare, un tipo che conosco è andato in Indonesia nella giungla e si è fatto il vaccino per il tifo, l’epatite A e B, e la profilassi per la malaria.

E le varie malattie tipo vaiolo e febbre gialla? Per quest’ultima alcuni paesi impongono la vaccinazione, altrimenti non ti fanno manco entrare.

Come si fa a non ammalarsi?

Come si fa a non ammalarsi senza queste profilassi, che oltretutto io non vorrei mai fare, e tengo a precisarlo?

Ce n’è veramente bisogno?

Ad esempio, come si fa ad essere immuni alla malaria che è un parassita?

Viste le tue ottime, per non dire perfette condizioni di salute interna (non ti sto prendendo in giro, e so che quando le citi non lo fai per vantarti ma piuttosto per far comprendere alla gente i benefici di una dieta virtuosa e di una vita sana), cosa succede se una zanzara portatrice del parassita della malaria ti punge?

I meccanismi infermizzanti del freddo

Poi, più banalmente, quali sono i meccanismi infermizzanti del freddo, che colpisce preferibilmente l’apparato respiratorio con raffreddori, bronchiti e polmoniti?

Lo so che non è il freddo in sé ma piuttosto lo stato di intossicazione interna.

Mi chiedo però cosa succede all’interno del corpo.

Le verdure ricche di nitrati sospetti

Alcune verdure che normalmente consumo e che mi piacciono, tipo spinaci, bietoline, erbette e sedano, contengono nitrati i quali, grazie alle vitamine e ad altri componenti bilancianti delle piante stesse, non si trasformano nei micidiali e cancerogeni nitriti, tipici dei salumi.

Ma nel caso di stoccaggio prolungato ed imperfetto, come può succedere sia dal fruttivendolo che al supermercato, la perversa trasformazione potrebbe pure aver luogo.

Ho letto questo su alcuni siti che consigliano di non abbondare con queste verdure.

A me la cosa non convince troppo. Cosa ne pensi?

In definitiva, che tipo di acqua bevi?

Scrivi molto in merito all’acqua giusta da bere.

Ma tu, in definitiva, quando stai in Italia, che tipo di acqua bevi?

Come si fa a bere l’acqua piovana se è inquinata?

I giapponesi, le alghe e il pesce crudo

Che ne pensi delle alghe come cibo contenente il maggior numero di elementi nutritivi in assoluto?

Mi riferisco a vitamine, minerali, enzimi, ormoni.

Come mai non ne parli?

C’è mica qualche controindicazione?

Come mai i giapponesi hanno un alto tasso di longevità, mangiando alghe e pesce crudo?

Il supervitaminico frutto indiano amalaki e il kiwi giallo

Hai mai sentito parlare dell’amla o amalaki, un frutto indiano che da noi non si trova, ma che contiene 445 mg di vitamina C per 100 grammi di prodotto?

L’hai mai mangiato? Lo consiglieresti?

Ho anche una curiosità sul kiwi gold, anch’esso molto ricco di vitamina C.

Ho letto che non è una pianta spontanea, ma frutto di incroci naturali, ma pur sempre incroci.

Cosa ne pensi?

Ti ringrazio per l’attenzione e la disponibilità.

Jacopo

La strabiliante importanza di un fegato sano, e l’ovvia paura dell’epatite

Ciao Jacopo, mi stai sottoponendo a un interrogatorio stile Gestapo.

La salute interna dell’uomo, scordando per un attimo il basilare muscolo cardiaco che associato ai polmoni detta il ritmo vitale, sta tutta nell’organo epatico, in quella complessa e superintelligente centrale biochimica chiamata fegato.

Il fegato è così profondamente interrelato ed interconnesso con tutto il resto che possiamo benissimo dire che uomo uguale fegato, oppure uomo sano uguale fegato sano.

Ti assicuro che un fegato funzionante, e tenuto responsabilmente in buon ordine, non si ammala facilmente, non cade preda di ipertrofie, ingrossamenti, infiammazioni, disfunzioni, o di semplici intasamenti delle proprie cellule morte suddivise nei diversi virus che portano la medicina monatta

a classificare i disturbi in epatite A, B, C, D ed E, spaventando il mondo intero con la solita parola terroristica contagio.

Il cancro non si sviluppa mai se non c’è stato prima un danneggiamento del fegato e una caduta del sistema immunitario

Il dr Max Gerson, una delle massime autorità mondiali nel recupero dei malati di cancro, incluso a volte quelli terminali, usava dire che per il cancro ci vogliono dei componenti specifici cellulari (eccesso di sodio e carenza di potassio nelle cellule, eccesso di acqua, e tendenza delle cellule stesse a nutrirsi di fermentazione e non di ossidazione), e ci vogliono dei componenti generali corporali.

In questi componenti generali causatori del cancro, citava per l’appunto il deterioramento degli organi essenziali, mettendo il primo luogo il tratto digestivo ed il fegato.

Il cancro, ad esempio, non si sviluppa mai, se prima non c’è stato prima un danneggiamento del fegato (con cambiamenti funzionali associati ai reni, alla bile e al sistema linfatico) e un fallimento parziale o totale del sistema immunitario, le sue specifiche parole.

La cura migliore per distruggere l’organo epatico

Come si fa ad ammalare il proprio fegato?

E’ molto semplice.

Vuoi la cura migliore per distruggerlo?

Carne, pesce, latticini, uova, salumi, dolciumi, cioccolatini, caramelle, merendine, integratori sintetici, caffè, the, alcol, zucchero, sale, farmaci e vaccini, e lo stendi al tappeto al pari di un pugile suonato.

Vedrai che a quel punto si intaserà delle sue stesse ceneri virali, boccheggerà e chiederà aiuto non si sa a chi, implorerà la misericordia divina, o la magia del santo protettore dei fegati, o un epatoprotettore non-farmaceutico.

L’unico a poterlo salvare sarà in quel caso un processo di disintossicazione accelerata chiamato digiuno, e l’adozione immediata di una politica nutritiva finalmente virtuosa e rispettosa delle sue caratteristiche di fegato umano-fruttariano, di fegato incapace di demolire sostanze estranee come il colesterolo.

L’essere umano non è quel verme indifeso e vulnerabile che la medicina pretende

Il fatto è, caro Jacopo, è che l’essere umano non è quel verme privo di spina dorsale, succube di ogni malanno e di ognuna delle 40 mila malattie elencate nel carnet medico, che la medicina ama proporre.

E’ verissimo che ci sono in giro molti più malati che sani.

Questo però succede perché sono tutti in cura, tutti clienti del salumiere, del medico della mutua e del farmacista.

Tutti a mandar giù farmaci e integratori, tutti a drogarsi da mattino a sera, mentre la frutta resta sui rami, o cade a terra abbandonata, o viene trasformata in velenosi vini e sidri

Tutti a mandar giù pasticche e a cercare integratori.

Tutti a drogarsi da mattina a sera, mentre fichi e cachi restano sugli alberi a vantaggio degli uccelletti.

Mentre noci e susine restano abbandonate al suolo, preda di lumachoni e di formiche.

Mentre milioni di chilometri di vigne regalano tonnellate di ottimi frutti trasformati indecentemente in imbevibili sostanze alcoliche chiamate vini doc, gustose per il palato ma micidiali per la biochimica corporale ed epatica.

Mentre il 70% delle terre coltivate è riservata ai disgraziati dei penitenziari agricoli, ai bovini e ai maiali da macello, ed è preda esclusiva della Monsanto Incorporation, maggiore inquinatore mondiale coi suoi erbicidi, coi suoi fertilizzanti sintetici e coi suoi sinistri OGM, organismi geneticamente modificati.

L’uomo è un’autentica macchina da guerra

La realtà è che ognuno di noi, con un minimo di accortezza e di sale in zucca, è un orologio perfetto, ed anche un’autentica macchina da guerra, dotata di un sistema complesso ed articolato di protezioni e di ponti levatoi, al pari degli antichi castelli medievali.

I medici gli hanno dato un nome e lo definiscono sistema immunitario.

Poi, siccome fa loro concorrenza sleale, essendo lui stesso un medico, ma con l’aggiunta della perfezione e dell’infallibilità, lo mettono in disparte e si sostituiscono ad esso, combinandone regolarmente di cotte e di crude.

La distinzione tra sostanze amiche e sostanze nemiche

Il sistema immunitario ha il compito di distinguere gli amici (sostanze self, sostanze familiari e compatibili), dai nemici (sostanze non-self, o estranee e contrastanti).

Ha il compito di controllare i vettori invadenti esterni (batteri e polvere cellulare altrui) e quelli di provenienza interna (batteri interni e polvere cellulare propria).

Ha il compito di riconoscere ogni sostanza sospetta o dannosa, di marcarla e distruggerla.

La pelle ed il sangue sono le prime due barriere

La prima barriera è quella della pelle, che per molti aspetti è impenetrabile.

La seconda è rappresentata dallo stesso sangue, nel quale viaggiano i globuli bianchi, cellule allungate che intervengono prontamente nelle ferite e nelle infezioni (il pus nelle ferite è infatti costituito da milioni di globuli bianchi, ossia di cellule morte o morenti nella battaglia, e di batteri esterni messi fuori combattimento non perché nemici o cattivi, ma perché opportunisti ed affamati, e pronti a banchettare sulla nostra ferita esterna).

L’attività difensiva dei globuli bianchi è potenziata dagli Omega3, acidi grassi polinsaturi di origine vegetale (che non comportano fenomeni immuno-contrastanti e dannosi di leucocitosi ed acidificazione).

La terza protezione è quella linfatica

La terza protezione è rappresentata dal sistema linfatico, e dai linfociti che viaggiano nei nodi e nella linfa (quel fluido incolore extracellulare che è la propaggine-liquida finale del sangue, e che nutre-ripulisce in continuazione le nostre cellule, e che espelle in continuazione i miliardi di virus interni, derivanti dalle cellule che muoiono in continuazione e che vengono disgregate in polvere cellulare o virus dai rispettivi lisozomi o becchini intracellulari).

Interferone, immunoglobuline e prostaglandine come quarta barriera

La quarta fascia protettiva è quella dell’interferone, delle immunoglobuline e delle prostaglandine.

L’interferone è una sostanza proteica prodotta dai vari tipi di cellule per fagocitare, coi suoi fagociti, la polvere cellulare morta o polvere virale principalmente interna (che è innocente e non contagiosa ma semplicemente intasante).

Il sistema immunitario coinvolge pure anticorpi o immunoglobuline IgA ed IgM (grosse molecole proteiche con 15-20 mila atomi).

Gli anticorpi contro gli hapteni degli antigeni, ad evitare le malattie auto-immuni.

Le prostaglandine come ormoni regolatori della circolazione, del battito e delle risposte immunitarie.

Il nostro corpo fabbrica un milione circa di anticorpi diversi, ognuno di essi capace di riconoscere un particolare tipo di atomi chiamati hapteni, portati dai rispettivi antigeni (senza anticorpi specifici in grado di catturare tali hapteni, si soffre delle cosiddette malattie auto-immuni).

Le prostaglandine (C20-H34-O5) sono piccole molecole lipidiche con ruoli basilari nel funzionamento del corpo.

Agiscono come ormoni regolatori del battito cardiaco, del flusso sanguigno, delle risposte immunitarie, della riparazione e della difesa da droghe-farmaci-vaccini).

La straordinaria forza guaritrice della febbre

La quinta barriera del sistema immunitario è la febbre.

Datemi la potenza della febbre e saprò fare mirabilie, diceva non a caso il nostro grande Parmenide (contemporaneo di Pitagora).

L’attività atletica vigorosa fa benissimo proprio perché produce uno stato di surriscaldamento e di benefica febbre indotta.

La febbre esterna è uno strumento guidato e dosato con sapienza infinita e con senso di responsabilità dal sistema immunitario, per cui non deve essere combattuta farmacologicamente.

Febbre interna, squilibrio organico, putrefazione intestinale e stato di semi-cachessia

La febbre interna, di tipo gastrointestinale, rivelata puntualmente da un semplice controllo iridologico o dallo stesso battito cardiaco, è determinata esclusivamente dalle schifezze che portiamo alla bocca in modo disordinato e squinternato, provocando putrefazione delle proteine e fermentazione dei carboidrati, vale a dire i peggiori disastri che possano mai capitare a un apparato gastrointestinale.

Si contrasta con bagni e fanghi esterni, ma soprattutto con digiuno e radicale rientro nei ranghi logici del veganismo crudista, visto che la maggioranza della popolazione, senza nemmeno rendersene conto, vive in stato di febbre intestinale continua, in stato di prolungato squilibrio organico, in stato di rischiosa

semi-cachessia, in costante balia dei precursori del cancro).

Le secrezioni digestive come sesta barriera, mentre la regia sta tra l’ipotalamo e il midollo spinale

La sesta barriera sono le secrezioni digestive, costituite dalla saliva, dall’acido idrocloridrico, dal succo pancreatico, dalla tripsina, dai vari succhi intestinali e dall’abbondante flora batterica dotata di poteri antisettici.

Il sistema immunitario coinvolge chiaramente il sistema nervoso ed il reticolo epiteliale-endoteliale, e trova nell’ipotalamo e nel midollo spinale, coadiuvati dalle ghiandole di collegamento (ipofisi, tiroide, timo, surrenali) la regia magistrale di tutte le complesse operazioni bio-elettrico-chimiche che avvengono a getto continuo nell’organismo.

Le sostanze preziose per la salute e la massima efficienza del sistema immunitario

Una buona immunità richiede vitamina A, vitamina B1, acido pantotenico B5, piridoxina B6 (la cui carenza porta a simbiotica carenza di B5-B9 e B12), acido folico B9, cobalamina B12, e acido ascorbico o vitamina C.

La vitamina C ha doti battericide e batteriostatiche, detossifica e rende innocui veleni e tossine.

La vitamina C aumenta del 50% il glutatione, composto formato dai tre aminoacidi acido glutammico, cisteina e glicina (la carenza di glutatione nei globuli rossi provoca precoce invecchiamento dei globuli e conseguente anemia).

Un enorme fabbisogno di vitamina C naturale, in strenua opposizione alla B12 strombazzata dai medici

I malati di cancro hanno bassi livelli di vitamina C nel sangue e nei leucociti, per cui non servono i

40-60 mg/giorno dettati dalla corrotta FDA, ma almeno 300 mg/giorno (secondo Cambridge) e 600 mg/giorno (secondo diverse altre fonti, incluso Gerson).

Da notare poi che la rutina o vitamina P è sinergica alla vitamina C, mentre la B12 è antitetica, per cui rema nella direzione opposta, verso lo scorbuto e il male, in barba all’esaltazione generale che ne fanno i medici.

Una caduta verticale del sistema immunitario equivale semplicemente a cancro

Sostanze alleate per la pelle col sistema immunitario sono lo zinco, che aumenta la risposta linfocitica a fitogeni ed antigeni, accresce l’attività delle cellule killer T e potenzia l’immunocompetenza, ed il rame (che è sinergico col ferro e con lo stesso zinco).

Pure l’arginina, aminoacido derivabile dai piselli, dai semi oleosi di lino e di girasole, di sesamo, nocciole), è preziosa in funzione timotropica, cioè antidepressiva.

Cavoli, broccoli, verze, Bruxelles, ed anche l’umile patata, contengono il miracoloso acido alfa-lipoico, che contrasta ogni indebolimento ed ogni caduta immunitaria, svergognando i monatti e tutti i loro armamentari inventati per speculare sulla debolezze e sulle paure della popolazione.

In pratica, una caduta verticale del sistema immunitario e di tutta l’incastellatura di funzioni e sostanze sopra elencate, equivale semplicemente a cancro.

L’importanza del terreno e la medicina che insegna a temere persino la propria ombra

Tutto questo discorso per dirti quanto importante è il terreno, e quanto imbecille e corrotta è l’impostazione di un certo tipo di medicina terroristica.

Medicina terroristica che inventa ad arte insidie ed ostacoli, buche e carenze, precipizi e trappole mortali a destra e a manca, spiriti maligni e fantasmi, demolendo di paura la povera gente, costringendola a vivere nell’inferno, nel timore, nella paura dell’aria, del vicino, del passero e della formica, di se stessa e della propria ombra.

Il teatro monatto predilige i maggiori aeroporti

La profilassi medica per chi intraprende un viaggio non è altro che il riflesso di quella impostazione.

I punti critici presi di mira dai monatti ad ogni nuovo pericolo inventato, sono non a caso i maggiori aeroporti del mondo, dove le forze dell’ordine, e persino il personale addetto al check-in e allo smistamento bagagli, giù-giù fino agli addetti che puliscono i cessi, stanno irreggimentati, ammutoliti e sull’attenti come statue, dietro le loro puzzolenti ed insane mascherine, al pari di comparse pagate da un regista supremo che gli impone di trasmettere paura ai viaggiatori ed al mondo, in vista di una invasione interplanetaria di dischi volanti, alieni, virus e supervirus.

Una guerra impari tra gli agili Vietcong e i goffi Marines Americani

Tieni presente che i Vietcong in Indocina hanno vinto tutte le loro guerre con dei ragazzi carichi di cinque chili di materiale, tra divisa in cotone verde, scarponcini, elmetto, mitra, pugnale e granata.

Niente barre di cioccolata, niente pasticche contro il tifo e la malaria, niente rifornimenti solidi o liquidi.

Bevevano acqua di sorgente o di palude, prendendola con le proprie palme della mano unite, dopo aver smosso il fango sottostante ed intorbidito l’acqua fino a farla diventare color caffelatte, rendendola così biologicamente pura per l’azione batterio-inibitoria dell’argilla.

E si alimentavano di bacche, frutti e germogli presi nel sottobosco tropicale.

I marines americani, da parte loro, si portavano addosso 20 chili di materiale tra armi, aggeggi di supporto, lattine di Coca-Cola, gomme da masticare, spray antizanzara, ed altre amenità del genere.

Chiaro che la protezione aerea ed il napal non servirono a salvarli dal disastro e dalla sconfitta, goffi, pesanti e vaccinati quali tutti erano.

Ho sempre fatto esattamente l’opposto di quanto raccomandavano gli spaventa-passeri

E’ da 30 anni che viaggio in continuazione non solo in Asia, ma pure in Africa e Medioriente, e pure in America Latina, totalizzando un numero record di viaggi, anche nelle aree cosiddette più a rischio.

Non esiste facilmente chi ne sappia più di me in fatto di documenti spaventa-passeri, tipo mai mangiare verdure crude, mai bere acqua o prendere dei gelati, mai toccare qui e toccare là, attenti alla frutta, attenti alle persone, rifornirsi di farmaci e spray, lavarsi in continuazione, e così via.

Ho fatto sistematicamente l’esatto opposto di quanto mi veniva detto.

Mi sono riempito di verdure crude e di frutta cruda, ho scambiato carezze non-protette con ragazze di ogni contrada, mi sono arrotolato nel fango e sulle zolle erbose di 100 campi di calcio, sia in stadi della serie A che nei campi di periferia, dove al termine degli incontri la doccia consisteva, nel migliore dei casi, di un secchio d’acqua preso dal fiume.

Ne ho viste di tutti i colori, saltandone fuori sempre intatto

Ho subito le batoste dei viaggi aerei, degli sbalzi di temperatura e di pressione, delle radiazioni dei voli d’alta quota (di cui probabilmente porto i segni nella mia capigliatura non più leonina).

Non ho mai preso nessun malanno e non ho mai perso un singolo giorno per malattia, né tantomeno ho assunto una singola aspirina, un singolo antibiotico, un singolo the o caffè a sostegno.

Ricordo persino di essermi tuffato in uno stagno nerastro di Bangkok a recuperare un pallone finito sull’altra sponda, dove temevo più il coccodrillo o il pirana, che la malaria ed il tifo.

In tutti gli alberghi, ho sempre preteso una finestra aperta, subendo le punture di mille diversi tipi di zanzare, riscontrando che le peggiori, le più insistenti e fastidiose, sono quelle dei nostri paesi.

Per non dire dei nostri moscerini che ti scarnificano impietosamente le gambe, non appena vai in calzoni corti in giardino e nell’orto, o nei boschi vicini alla ricerca di funghi e castagne.

Prendere nota che viviamo non in una società civile e trasparente, ma ma in una sgangherata bolgia di venalità ed ipocrisia

Il mio non è un invito a copiarmi, ad affrontare la vita senza scudi e senza scimitarre.

Non pretendo di mettere a soqquadro antiche credenze e antiche convinzioni.

Il mio non è un invito a bere tutte le acque e a mangiare tutti i cibi, a toccare cani, gatti, porcellini, scimmiette, papagalli e magnifici esseri chiamati belle donne.

Voglio solo ricordare a chi mi sta seguendo che i pericoli veri nessuno te li segnala.

Nessuno che demonizzi l’alcol, la carne ed il caffè. Nessuno che demonizzi il cibo cotto e pastorizzato, il salato e lo zuccherato.

Può mai essere una società che ama chiamarsi civile e sviluppata, più ipocrita e sgangherata di così?

Ognuno si sappia regolare. Porto solo la mia personale testimonianza.

Sono delicatissimo nelle mie scelte.

Bevo tanto cocco, ma niente bibite.

Acqua quasi niente, perché sono fruttariano.

Le persone me le scelgo o mi scelgono.

Ognuno sappia regolarsi da sé.

Non faccio altro che portare la mia personale testimonianza.

Traspirare, asciugarsi, rinnovare la biancheria, evitare l’aria condizionata o difendersi da essa

Come insegna Manuel Lezaeta Acharan, il calore tropicale obbliga il corpo a una permanente difesa che si manifesta con la traspirazione, che dovrebbe essere costantemente asciugata e rimossa dalla pelle.

Guai non traspirare e non sudare, guai usare sostanze chimiche anti-traspiranti, che sono micidiali dovunque, ma ancora di più nei climi torridi ed equatoriali.

Ci si deve vestire leggeri e cambiare in continuazione la biancheria intima.

Se il sudore poi si raffredda sulla pelle, entrando nei midiciali ambienti ad aria condizionata, si corrono grossi rischi, e arrivano le indigestioni, la febbre gialla, il beri-beri, la peste bubbonica, la malaria, la dissenteria, che vengono poi attribuite a mosche, zanzare, scarafaggi, parassiti, microbi, batteri, protozoi e virus.

Tutte le malattie sono un discorso di terreno e non di inesistenti contagi dall’esterno

Ma nessuno spiega il perché, su 50 persone punte dalle zanzare, 5 prendono la malaria e le altre 45 no.

Torna sempre fuori il discorso del terreno (del corpo) e di come innaffiamo il nostro terreno, cosa gli diamo da mangiare e da pensare, da sperare e da prevedere.

Dipende tutto dalle attenzioni fisiche e psicosomatiche, culturali ed etiche, che riserviamo alla sua delicatissima erba, che ha bisogno costante di speranze, di motivazioni, di obiettivi positivi di crescita, di rispetto per le sorti delle altre creature, di rispetto per le sorti della natura circostante, di rispetto per le sorti dell’erba che verrà.

La vita tra la morte e la nuova nascita, non è solo il titolo di un famoso testo di antroposofia, ma anche una espressione che deve far riflettere la gente.

La formula esatta per andare a mille

Come dire la magia della frutta.

Mangi mango e durian, laichi e rambutan, bevi noce di cocco, succo di carota e di canna, addenti una pannocchia di mais e una patata dolce, sgranocchi il pacchetto di pop-corn e la bananina, infili in un panino integrale quattro foglie verdi di lattuga e di cavolo, uno strato di avocado, e nessuno ti ferma più.

Vai al McDonalds a caricarti di hamburger, manzo e patatine, a bere Coke e succo d’arancia pastorizzato, e lo stop alla prossima farmacia è garantito, per cui ci guadagna pure la Pfizer, che ha chiaramente le mani sui pacchetti azionari di Coca-Cola e McDonalds.

Questa, se vuoi, è la risposta alla tua domanda Come si fa a non ammalarsi?

Lo stress da freddo è micidiale sia per i malati che per i sani

Venendo al freddo, esso può sicuramente far male, e lo può fare sia ai sani che ai malati.

Abbiamo un equilibrio termico prossimo ai 37 °C, e siamo dunque esseri a sangue caldo.

I nostri mitocondri (30 mila per ciascuna cellula, chissà come faranno a starci) lavorano in continuazione per fornirci calore a sufficienza e mantenere costante la nostra temperatura.

Se sottoponiamo il nostro corpo a stress termico, scateniamo una vera emergenza in tutti i nostri sistemi interni, immunitario, nervoso, circolatorio, ghiandolare, ed in più perdiamo pericolosamente riserva calorica.

Nei disastri in mare, i naufraghi muoiono il più delle volte non per annegamento ma per ipotermia.

Non lasciarti frenare sulle verdure

Quanto alle tue verdure preferite, mangiane in quantità senza farti condizionare.

Il sedano poi è una superverdura, specialmente d’estate, per la sua abbondanza di sodio organicato.

Le bietole e le rape vanno benissimo anche nei centrifugati, assieme o separatamente alle carote.

Offrono sferzate di energia e di salute.

Piano con gli spinaci, dato l’alto contenuto di acido ossalico. Avanti a tutta invece con broccoli e patate, meglio se crudi o poco cotti, ricchi di acido alfa-lipoico, straordinario amico del sistema immunitario.

Il tutto senza dimenticare il five-per-day di Cambridge (minimo 5 pasti-sazianti-frutta-al-giorno) perché, se non metti dentro le sane calorie crude e colorate fuori dai pasti, stai affamando pericolosamente il tuo organismo, e crei le condizioni per il famoso tuffo notturno sulla Nutella o sulla fetta di montasio.

L’acqua da bere è un falso problema

Come ho sempre sostenuto, quello dell’acqua è per me un falso problema.

Quando sto in Asia la prendo dai succhi di carote e di canna, dai succhi di rape, dall’anguria e dai manghi.

Compro una bottiglietta di un quarto, e si tratta in genere di acqua distillata, e mi dura a volte due giorni.

In Italia bevo sì e no un bicchiere d’acqua al giorno, spesso nemmeno quello, e si tratta di acqua minerale naturale non gassata, la più leggera possibile. Non soffro la sete nemmeno durante i viaggi in treno o in aereo, purchè non manchi in borsa l’arancia, la mela ed il kiwi.

In questo periodo sto marciando a cachi. Una manciata al giorno non me li leva nessuno, carichi come sono di acqua biologica, di favolosi zuccheri, di preziose mucillagini, per non dire di tutto il resto.

L’elogio sperticato dell’umile e disprezzato caco

Se in una semplice mela ci stanno 191 sostanze chimiche conosciute, che danno luogo a oltre 1300 reazioni chimiche enzimatiche nel corpo, per disintegrarle prontamente in molecole e piazzarle nelle diverse parti del corpo, con la pectina che va nell’intestino, il retinolo o vitamina A in zona oculare (retina), il licopene nei genitali a contrastare i radicali liberi causati dall’inattività forzata, pensa cosa può mai succedere quando mangi un caco, che è rimasto al sole sul proprio albero fino all’ultimo momento della stagione.

Migliaia di reazioni che possono avvenire e completarsi grazie al crudo, agli enzimi, al magnetismo inalterato che alberga nella frutta.

Che differenza abissale con chi mette dentro di sé brani di cadavere e cibo cotto, costretti ad elemosinare al corpo i micronutrienti necessari a dar loro una flebile parvenza di digestione, costretti a razziare i micronutrienti di riserva che l’organismo conserva gelosamente per le emergenze.

Le alghe vanno bene, ma non le trovo indispensabili

Hai ragione a parlar bene delle alghe. Non ho nulla contro di esse.

Ma, onestamente, preferisco il radicchio e la lattuga, il cavolo e la verza, anche perché sono di sicuro più freschi e vitali.

Nella forma secca le alghe hanno perso molte delle loro qualità.

A volte poi non è facile capire se sono state mescolate con polvere di granchi e di altri crostacei.

Controindicazioni? Una sì, piuttosto grave. Sono prive della loro acqua biologica d’origine.

Cibo dunque a modo suo concentrato, e da prendersi con morigeratezza.

Il Giappone del pesce crudo e delle alghe, reclamizzato dai venditori di fumo chiamato Omega3, non è affatto quello sano

La storia dei giapponesi ad alto indice di longevità è un’autentica bufala.

Come popolo nell’assieme stanno molto peggio di noi.

Esistono alcune persone, in certe isole del Giappone, che vivono in modo virtuoso e spartano, praticando arti marziali, alimentandosi con favolose verdure e magnifici frutti, e magari con tanti tipi di alghe prese dal mare. E per queste minoranze ci può stare che vivano a lungo.

Ma la massa giapponese non trae affatto benefici dal pesce crudo o cotto che sia, dall’olio di balena, e tanto meno dalle bevande in lattina che fanno di questo paese il primo produttore e consumatore mondiale. Non c’è angolo di strada, e non c’è piano di albergo che non abbia uno stanzone riservato ai distributori automatici di bevande, lattine e cibi, ai distributori automatici di malattie e di carenze.

Una cosa da far venire i brividi.

Centosessantamila piante eduli regalateci da Dio e ne usiamo solo 100.

Si può essere più incoscienti di così?

Il kiwi gold è favoloso, e il fatto che sia un frutto incrociato non mi dà nessun particolare fastidio.

Non ho mai sentito parlare invece dell’amla o amalaki.

Prendo anzi nota, ed alla prima occasione sbircerò meglio al mercato, quando sarò dalle parti di Delhi.

Lo consiglierei certamente, non tanto e non solo per la vitamina C, ma per il suo alto contenuto di acqua biologica e di succo zuccherino, che immagino essere pure notevoli. Ed anche per tutti gli altri componenti che supereranno di certo i 191 della mela e i 220 presumibili del caco.

Tieni presente che esistono 160 mila piante eduli sul pianeta Terra, inventate da Dio per l’uomo, anche se noi siamo così scemi e derelitti da ricorrere a un centinaio di esse al massimo.

Il nostro sistema digestivo e il nostro sistema immunitario li ha disegnati Qualun’Altro

Troppa gente, da queste parti del sistema solare, sembra aver dimenticato che il nostro sistema immunitario non è stato disegnato dalla Monsanto o dalla Rockefeller, dalla Roche o dalla Novartis, ma da qualcuno che sta di qualche palmo più in alto.

Troppa gente, da queste parti, pare ignorare che il nostro sistema digestivo non lo ha disegnato la Ferrero o l’Alemagna, la Buitoni o la Manzotin, la Coca-Cola o la McDonalds, la Danone o la Nestlé, ma il nostro bravissimo Padreterno, un elemento assai più affidabile di loro, nonché dei Rana, dei Barilla, dei Cremonini, e anche di tutti i porcari di Parma e San Daniele messi assieme.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)

– Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

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DISINTOSSICARSI CON METODI NATURALI

a cura di Valdo Vaccaro

Acqua distillata e metalli pesanti

Buongiorno,

Ho letto con interesse il suo articolo Zona tumore, zona cancro, sul blog Pomodorozen, e vorrei farle alcune domande.

  1. Acqua biologica ed acqua distillata sono la stessa cosa?
  2. E’ possibile ottenerle con metodi casalinghi?
  3. Che tipo di cura consiglierebbe ad una persona 45enne affetta da intossicazione cronica da metalli pesanti, tipo mercurio ed alluminio, con disturbi intestinali, seri problemi di concentrazione e di memoria, sbalzi di umore, scatti d’ira?
  4. Cosa ne pensa della chelazione chimica con flebo di EDTA? E’ possibile in alternativa disintossicarsi con metodi naturali?

L’esame del capello può essere ritenuto attendibile?

Anche i vaccini anti-influenzali contengono metalli pesanti?

La ringrazio e la saluto cordialmente.

Guendalina da Milano

Acqua biologica ed acqua distillata sono cose diverse

Si chiama biologica l’acqua fabbricata dalla natura attraverso le piante.

Trattasi cioè dell’acqua che le radici hanno assorbito dal suolo assieme ai minerali, pompandola poi lentamente verso le parti aeree, permettendole una bella vacanza soleggiata su rami e foglie e frutti, dove essa ha potuto vitaminizzarsi, magnetizzarsi, arricchirsi del processo di fotosintesi.

Se vogliamo, l’acqua biologica è da considerarsi essa pure, a modo suo, acqua distillata naturalmente, ovvero acqua pura e libera dalle porcherie dei minerali duri e degli inquinamenti.

Essa è infatti accompagnata da ottimi compagni di viaggio come gli zuccheri naturali, i minerali organici, le vitamine, gli enzimi alimentari o vitalie, gli ormoni vegetali (insuline ed inuline), i fattori di crescita o auxoni, i fitochimici ed altre sostanze non ancora isolate ed identificate.

L’acqua distillata delle precipitazioni atmosferiche

L’acqua distillata (e non biologica) può essere quella distillata naturalmente nel corso dei temporali, dove le scariche elettriche dei fulmini, o anche l’elettricità statica e magnetica che si forma in determinate condizioni di temperatura e pressione atmosferica, generano la formazione di gocce di H2O dalle nuvole cariche di anidride carbonica, dove l’ossigeno si sposa con l’idrogeno per formare acqua, sottoforma di pioggia, grandine e neve.

Le precipitazioni atmosferiche generano un tipo di acqua che è pura, distillata naturalmente, ma che poi, precipitando verso il sulo, raccoglie le impurità dei fumi e del pulviscolo atmosferico che trova lungo il tragitto, a volte acidificandosi.

Meglio raccoglierla a pioggia inoltrata

Chi vuole raccogliere acqua atmosferica distillata, è meglio che lo faccia non agli esordi ma a pioggia inoltrata, o nel giorno successivo al primo temporale o alla prima fioccata di neve di neve, procedendo magari ad un filtraggio dell’acqua stessa.

L’acqua distillata industrialmente deriva da un procedimento simile a quello delle navi che prendono l’acqua dal mare e la desalinizzano.

Si tratta di riscaldare la normale acqua dolce e toglierle con la distillazione tutti i minerali che essa possiede.

L’acqua distillata è la più leggera e demineralizzata delle acque, la più dissolvente

Il motivo per cui l’igienismo naturale insiste molto sull’acqua distillata sta tutto nel potere solvente naturale dell’acqua pura (di tutte le acque, ma di questa in particolare), nel potere di depurare, di tirare via i dannosi depositi di minerali inorganici dovunque essi ci siano.

Diciamo pure che l’acqua distillata è la più leggera e dolce delle acque, mentre l’acqua salmastra è pesante, e l’acqua del Mar Morto è addirittura pesantissima.

Metodi casalinghi di raccolta

E’ possibile ottenere l’acqua con metodi casalinghi?

Sì, bisogna solo trovare il modo di organizzarsi, e prenderla da un tettuccio anche in plastica a nostra disposizione, o comunque da una superficie pulita in cemento ed una grondaia, depositandola in una damigianetta o in bottiglie, dopo averla eventualmente filtrata verificandone a occhio la purezza.

L’acqua distillata industrialmente, ad uso alimentare, si trova in tutti i supermarket asiatici, mentre da noi pare sia introvabile.

Una larga ed omertosa coalizione ad impedire che si parli di minerale organicato

E’ probabile che i tanti produttori di acque minerali, di integratori mineral-vitaminici e di cibi cotti e da cuocere, si siano coalizzati per impedire che si parli addirittura di acqua distillata in questo paese, visto che parlare di acqua distillata significa anche parlare di minerali inorganici (velenosi) e di minerali organicati (gli unici ad essere utili come elementi nutritivi e non come veleni stimolanti).

Sappiamo come in ogni cibo cotto i minerali diventino inorganici.

Questo accade persino con le verdure, dove il minerale di partenza era superbamente sano e confezionato dalla fotosintesi, ed alla fine assume non più una forma collaginosa e micromolecolare in sospensione, ma una forma dura, precipitante e macromolecolare, inadatta all’assorbimento.

I concetti rivoluzionari e scomodi sugli enzimi, sui minerali, sulle vitamine naturali, sui fitochimici colorati e profumati della natura

Questo concetto di contrapposizione tra organicato e disorganicato, tra organico e disorganico, è di importanza fondamentale e rivoluzionaria in fatto di alimentazione, ed è parificabile al discorso cibo vivo e cibo morto correlato alla presenza o assenza dei food-enzyme, o al discorso tra cibo colorato e profumato dai fitochimici e il cibo grigio e smorto (o magari colorato ed aromatizzato chimicamente)

proposto con grande strombazzamento pubblicitario dalle industrie alimentari.

Chiaro che questi argomenti danno un enorme fastidio a tutti i produttori di cibi rovinati dalla cottura e dai vari processi trasformativi.

Ingabbiare ed imbottigliare la natura industrialmente non è infatti impresa ardua, ma impresa impossibile.

Nella civiltà del cibo morto e disorganicato, vanno a braccetto le industrie chimico-farmaceutiche, le alimentari e le industrie dell’imbottigliamento e della lattina

Occorre tener presente che viviamo nella civiltà del cibo morto e del cibo disorganicato, che è in pratica cibo demineralizzato e dannoso.

L’unica cosa che deve essere demineralizzata è l’acqua, ed anche quella ce la propongono mineralizzata male, con minerale inorganico, come fa la Coca-Cola, che parte dall’acqua potabile normale (si spera almeno sia così) per addizionarla di minerali inorganici e proporla sul mercato internazionale col marchio Bonaqua.

In questo discorso di disinformazione e di imbroglio micidiale dei consumatori, vanno a braccetto, in piena e solidale armonia, industrie chimico-farmaceutiche, le industrie alimentari e le industrie confezionatrici (bevande imbottigliate ed in lattina, cibi in scatola).

Ogni intossicazione cronica si cura con digiuno terapeutico-espulsivo e con successiva dieta vegana crudista, panacea universale per tutti i disturbi e le imperfezioni umane

A una persona affetta da intossicazione cronica da malattie pesanti tipo mercurio ed alluminio, posso consigliare assolutamente un digiuno terapeutico di 2-3 giorni ciascuno, con uso abbondante di acqua distillata. In via subordinata, consiglio una dieta ripulente a base di succhi di sole carote, o anche di carote miste a sedano, ananas e mela.

Il crudismo veganiano è una panacea universale per tutti i disturbi, in quanto minimizza pure i costi digestivo-assimilativi e rende così disponibili tutte le energie biochimiche del corpo per mandar fuori velocemente il materiale inquinante e ristabilire così l’equilibrio omeostatico, con grande soddisfazione del nostro Angelo Custode o Sistema Immunitario, che può finalmente tirare un po’ il fiato.

I metodi dell’igienismo naturale non vengono spesso capiti perché sono contrapposti ed antitetici rispetto a quelli noti ed usuali della medicina

I metodi usati dall’igienismo naturale spesso non vengono capiti dalla gente proprio perché sono opposti ed antitetici rispetto a quelli della medicina dominante.

La medicina è basata sulla guerra al sintomo (al dolore specifico, al grasso, alla manifestazione esterna, alla febbre), mentre l’igienismo è basato sulla sola lettura, ovvero sulla annotazione del sintomo e sulla guerra alle motivazioni reali che stanno a monte, e che hanno provocato il sintomo stesso.

La medicina è basata sull’intervento specialistico nei riguardi della parte specifica interessata alla manifestazione, e l’igienismo invece sul ristabilimento globale dell’intera unità corpo-mente-anima.

Un modo totalmente diverso di intendere i microrganismi

La medicina è basata sulla guerra ai batteri ed ai virus, che l’igienismo invece considera preziosi compagni di viaggio e amici (i batteri indigeni), o polvere innocua di noi stessi (i virus interni o indigeni che rappresentano il 99% dello spettro virale), che può al massimo diventare intasante se non ripulita in continuazione nei momenti di caduta energetica dovuta a varie malattie.

O anche polvere innocua di piante eduli (virus vegetali abitudinari perfettamente digeriti e riciclati senza fenomeni collaterali tipo leucocitosi) e polvere fastidiosa-velenosa-straniera di altre creature viventi (virus fastidiosi-velenosi-stranieri di animali o pesci, che provocano puntuali interventi selettivi ed espulsivi del sistema immunitario).

Il nostro sistema immunitario è costretto pure a intervenire in fase espulsiva contro i batteri estranei che frequentano altri esseri tipo il maiale e la mucca, e che (associati ai virus animali) finiscono nel nostro sistema non disegnato per accoglierli e nutrirli.

L’igienismo punta al riequilibrio generale che va poi a risolvere anche i sintomi specifici

I metodi igienistici non vanno mai a curare i sintomi specifici, come quelli citati dalla Guendalina (disturbi intestinali, problemi di concentrazione e sbalzi di umore).

Alcune strategie rimediali di supporto, tipo respirazione yoga e attività fisica, possono benissimo starci, ma fanno sempre parte del bagaglio generale di comportamenti accessori per il conseguimento e la riconquista dell’equilibrio.

Disintossicazione e chelazione chimica con flebo di EDTA

Disintossicare l’organismo e il sangue significa mandar fuori tutte le sostanze estranee che stanno nel sangue stesso ma anche quelle depositate (come male minore) nell’adipe e in altre parti del corpo, tipo i residui di minerali inorganici, le droghe, le caffeine, le nicotine e gli acidi urici.

Per fare questo, l’unico sistema raccomandato dall’igienismo naturale è il ricorso al digiuno.

L’EDTA, che altro non è se non acido etilendiamminotetracetico, è uno degli anticoagulanti, ovvero dei fluidificanti del sangue più usati dal sistema medico, e consiste di sali di sodio (fluoruro di sodio), ossalato di potassio e di ammonio, e citrato di sodio.

Il fluoruro di sodio dell’EDTA in particolare impedisce la coagulazione del sangue mediante la chelazione (cioè il sequestro) dello ione calcio. Trattasi sempre di sostanze sintetizzate e dunque innaturali, cariche di effetti collaterali.

Il fluidificante immorale di nome eparina e le sue tante contro-indicazioni

L’eparina, in commercio come farmaco monopolizzato a livello mondiale dalla Pfizer, viene considerata l’anticoagulante per eccellenza, in quanto già presente a bassi livelli nel sangue umano e nei tessuti.

Agisce inibendo la trombina, i componenti fastidiosi degli acidi grassi, degli eicosanoidi, degli Omega3-Omega6, e gli altri fattori di coagulazione.

Essendo derivata per pressatura di intestini e frattaglie, appartenenti a suini e bovini macellati, l’eparina è nel contempo un veleno per l’essere umano, e gli provoca effetti collaterali, tipo aggregazioni leucocitiche e piastriniche.

La complicazione più temuta del farmaco eparina? E’ la trombocitopenia da eparina, chiamata anche sindrome HIT.

Ti mando in allegato due precedenti tesine sull’argomento (Il giallo dell’eparina e Fluidificazione del sangue in contrasto con la necrosi).

Le sostanze grasse e la patologica viscosità del sangue

C’è da aggiungere un fatto importante. E cioè che, in linea generale, la viscosità del sangue è un fattore di malattia nel corpo umano.

Gli ematologi ne sono perfettamente al corrente.

Le sostanze simil-ormonali tipo le prostaglandine, derivate dagli acidi grassi, vengono usate dalle cellule epiteliali dei vasi sanguigni per produrre prostacicline, e vengono pure usate dalle piastrine per produrre tromboxani.

Ed è proprio il troboxano a determinare la densità delle piastrine e causare una contrazione dei vasi.

Se gli acidi grassi derivano da proteine animali, latticini e uova, si formano le PgH2, e il risultante tromboxano TxA2 rende le piastrine viscose.

Anche con i vegetali superproteici, tipo le noci occorre andarci piano. Ma in quel caso non c’è almeno l’aggravante del non-cibo animale e degli effetti collaterali, per cui noci e simili, purché non sottoposte a lavorazioni, sono molto ben tollerate soprattutto dai vegani crudisti.

L’esame dell’iride rimane il metodo diagnostico più formidabile.

Il comodo ma terribile mercurio contenuto nelle porcherie biochimiche chiamate vaccini.

L’esame dei capelli non penso onestamente che dia tutte le risposte che si cercano, trattandosi sempre di rivelatori locali significativi ma non completi.

Credo che l’esame dell’iride sia molto più approfondito.

Quanto ai farmaci, e soprattutto ai vaccini, essi sono tra le peggiori forme di inquinamento da metalli pesanti e da minerali inorganici velenosi.

Basti pensare all’onnipresente mercurio, prescelto non a caso per essere l’unico minerale che a temperatura ambiente rimane allo stato liquido, restando amalgamato con molte altre sostanze strane inserite in tali porcherie biochimiche, acerrime e traumatiche nemiche dell’organismo umano e del suo sistema immunitario.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
www.valdovaccaro.blogspot.com

Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

Il libro di Valdo Vaccaro:
Alimentazione Naturale
– Manuale pratico di igienismo-naturale –
La rivoluzione vegetariana: mangiare bene per vivere meglio

Alimentazione naturale, adattata e ritagliata come un vestito su misura al corpo vegeto-fruttariano-crudista di cui è dotato ogni essere umano, indipendentemente dall’eventuale poorzione di carne-pesce-cibo cotto che sta forse mangiando. Nutrizione dunque che deve per forza puntare al veganismo, all’igienismo naturale e al crudismo, non per accontentare sparuti, romantici e utopistici gruppi di idealisti vegetariani, ma per rispettare in concreto e al meglio il proprio corpo e le stesse leggi della creazione. Il vege-fruttarianismo e il crudismo sono pertanto la verità e la perfezione assoluta per l’essere umano, in quanto lo spingono ad alimentare la sua macchina umana col solo carburante possibile e privo di effetti devastanti, che è il carboidrato vivo e naturale confezionato dalla fotosintesi clorofilliana e dal sole, caratterizzato da presenza proteica ottimale, cioè minima ed assimilabile.

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photo Ricardo Batista

Zona tumore e zona cancro

di Valdo Vaccaro – 31/01/2009 – http://valdovaccaro.blogspot.com/

Viviamo in un mondo di imbrogli e di mistificazioni

Come sempre accade, le parole hanno importanza fondamentale.
Chiamare una cosa in un modo piuttosto che nell’altro, fa una enorme differenza.
Chiamare un porcellino, porco e maiale, lo precipita senza remissioni nel primo macello del circondario, come accade da noi. Chiamarlo amico inseparabile dell’uomo e della famiglia, come succede in Medioriente, dove caracolla per i giardini, familiarizza con cane e gatto e scimmiette, si accovaccia simpaticamente sulle panchine, corre incontro affettuoso ai bambini ed al padrone, lo salva dai maltrattamenti e gli restituisce la dignità che si merita.

La sofisticazione del non distinguere tra una cosa e l’altra.
Togliere il potere della parola alla gente significa toglierle la libertà, parola di Confucio.

Chiamare vitamine naturali e vitamine sintetiche, col nome unico di vitamine.
Definire i minerali inorganici ed inassimilabili (vedi minerali delle acque dure, del suolo, di tutti i cibi cotti) allo stesso modo dei minerali organicati della frutta e delle verdure crude.
Paragonare carboidrati industriali e lavorati, ovvero zuccheri e dolciumi, con zuccheri naturali della frutta al naturale.
Chiamare proteine o addirittura proteine nobili, le proteine vietate di carne-latte-pesce, e proteine inesistenti o di scarto quelle che pure esistono nelle angurie e nei meloni, e in tutta la frutta del mondo, specie nelle carote e nei tuberi, sono tutte opere di mistificazione logica e linguistica.
Esiste infatti un baratro di differenza tra  ciascun termine elencato e il suo termine simile ma opposto.
Chiamare latte, tutti i tipi di latte, dimenticando che ogni tipo di animale mammifero ha il suo latte con le sue specifiche funzioni naturali e le sue caratteristiche diversissime, è ulteriore bestemmia terminologica.
Considerare poi l’umanità come normale consumatrice di latte a vita, come una razza che sfida le leggi naturali dello svezzamento, prolungando il medesimo dai 2 anni canonici agli 80 o ai 120 per chi ci arriva, è una ulteriore perla attribuibile agli Azzeccagarbugli delle stalle, dei macelli e dei caseifici.
Togli il potere della parola alla gente equivale togliere la libertà, perché la costringi a seguire i tuoi ragionamenti e i tuoi concetti, diceva giustamente un tizio di nome Confucio, vissuto 2500 anni fa ai tempi del nostro Pitagora.

Hai mai sentito un medico parlare di vitamina naturale o di minerale organicato?

Non sentirai infatti mai un medico dire che ti mancano vitamine naturali A o B o C, potrebbe andare incontro a radiazione dall’albo. Ti dirà che ti mancano vitamine, senza alcun aggettivo.
Non è che lo faccia per semplificare le cose. Lo fa, ovvero lo deve fare, per imbrogliare le cose.
Non lo sentirai mai dire ti mancano minerali organicati.
Non lo sentirai mai dire ti manca acqua zuccherina biologica.
Non sentirai mai un dietologo imbroglione dirti, adotta una dieta low-naturalcarb (una dieta a bassi carboidrati naturali) ma semplicemente una dieta low-carb, dove il termine carboidrato è unico ed onnicomprensivo.
Rigorosamente una parola soltanto:  porco, vitamina, minerale, proteina, latte, zucchero.
Qualcuno penserà che sono un parolaio e che la tiro troppo per le lunghe.
Cosa c’entra poi tutto questo col cancro? C’entra eccome. Lo vedremo subito.

La putredine reale, ovvero il cancro esclusivo dei carnivori dal sangue blu

Per la Scienza Igienistica, che è scienza e non tecnica come la Medicina, le parole tumore e cancro hanno un ben preciso e distinto significato.
Nei tempi andati, i medici, non osavano staccarsi troppo dalla scienza igienistica, non confondevano le acque come quelli di oggi, e si parlava di  tumore benigno e  tumore maligno.
La parola cancro non era ancora spuntata all’orizzonte.
Nei secoli scorsi poi, ad ammalarsi di cancro erano solo i re e i dignitari di corte, ovvero quelli che avevano il  privilegio esclusivo di mangiare la carne dei propri cavalli e dei propri armenti.
I contadini poveri, i servi della gleba, ma anche gli artigiani, e i piccoli commercianti del periodo feudale, si accontentavano dei prodotti della terra e degli alberi, e magari integravano il tutto con qualche ovetto nel periodo invernale, o con qualche pollo a Pasqua e Natale, sempre a patto che i padroni di sangue blu, i valvassori e i valvassini, e poi i baroni e i conti, glielo concedessero.
Mangiare carne faceva ammalare di cancro già allora, visto che i contadini erano sani e pimpanti, con le diete basso-proteiche naturali della modesta vita campagnola di allora, mentre i regnanti finivano uno dopo l’altro preda della cosiddetta putredine, un male nel quale il sangue e i tessuti imputridivano.
Non era un caso se i consumatori esclusivi di carne  diventavano alla fine vittime esclusive e privilegiate della putredine, al punto che tale malattia venne chiamata  Putredine reale, ovvero cancro.

La differenza tra tumore e cancro è come quella tra un trullo di Alberobello e il Monte Bianco

Tornando ai giorni nostri, la differenza tra un tumore e un cancro equivale alla differenza che esiste tra un trullo di Alberobello e il Monte Bianco, o tra un rigagnolo di campagna e il Po.
Questo gli igienisti naturali lo sanno bene.
Il tumore (sempre benigno, se non è degenerato e se non colpisce certi organi delicatissimi) non deve spaventare. E’ un sintomo di altra malattia chiamata intossicazione avanzata, o chiamata ossidazione avanzata (da radicali liberi). E’ un sintomo come la febbre, come il mal di testa, come il raffreddore, come il grasso in più della gente sovrappeso.
Se hai la febbre, essa arriva perché il problema sta nell’intestino, o nel sangue carico di leucociti, perché ogni volta che mangi il veleno carne scatta la leucocitosi. Stessa cosa per il mal di testa.
Se hai il grasso, non devi intervenire sul grasso, ma sul meccanismo che ti fa accumulare l’adipe.
Il tumore localizzato dunque non è malattia, ma salute alterata, ovvero benettia.

Esso è un sintomo. Una costruzione logica e illuminata del sistema immunitario. Una barriera difensiva. Una ultima ratio. Un punto prescelto dalla CIA interna per concentrare determinati veleni che andando in circolo farebbero insopportabili danni.

Serve una nuova cultura, totalmente diversa da quella medioevale della medicina

Il corpo non va mai contro se stesso.
Il corpo tende a guarire, non a peggiorare, a condizione però che si cambi stile di vita e che si interrompa il circolo vizioso di avvelenamento.
La situazione è diversa solo quando si è in stato di cachessia, di putrefazione avanzata del sistema, dove le cellule non ricevono più nutrimento e non si ripuliscono più.
La malattia che causa tumori e talvolta cancri, ha un nome preciso, ed è avvelenamento, degenerazione cellulare.
Fregarsi le mani, se ti ritrovi con un tumore? Certamente che no.
Meglio stare sempre in salute.
Disperarsi? Certamente che no.
Dirsi semmai: Che culo, ragazzi, mi è andata bene. Faccio in tempo a cambiare radicalmente vita e a recuperare.
Ma per fare questo tipo di ragionamento serve  cultura. La cultura giusta.
Non certo la cultura medicale del terrore e dell’intervento a tutti i costi, tipica della medicina di questi ultimi anni.

I pericoli insiti nel toccare chirurgicamente e chemioterapicamente un tumore.
Una bomba innocua se lasciata in pace. Una bomba da disinnescare con mille attenzioni.

Il tumore benigno è come una bomba.
Tranquilla e innocente finché nessuno la tocca e la sbatte violentemente.
L’unica cosa saggia da fare è lasciarla al suo posto, oppure disinnescarla con metodo scientifico.
Anche perché toccare chirurgicamente o chemioterapicamente un tumore, significa mandare in circolo i veleni in esso depositato, e creare le basi per altri punti critici, mediante quel fenomeno, purtroppo inarrestabile e letale che si chiama metastasi.
La scienza igienistica ha da tempo descritto per filo e per segno il tumore difensivo, in sei passi precisi, chiamati enervazione (indebolimento), toxemia (intossicazione), infiammazione della parte prescelta dal sistema, ulcerazione, indurimento.

Il passo numero sette, meglio non compierlo

Il passo numero sette meglio non compierlo, e si chiama fungazione, o diramazione del problema in altri punti.
E’ quel passo che, poco importa come interveniamo, porta alla morte rapida, in quanto il sistema immunitario ha capito che non c’è più nulla da fare se non abbreviare i tempi (salvo che, con droghe e medicine estreme, ovvero con l’accanimento terapeutico e con operazioni utili solo a far lievitare il conto del ricovero, non si tenga in vita il soggetto più a lungo del necessario, in condizioni  di terribile sofferenza).
Questi dettagli si trovano anche, per chi lo volesse, sul mio volume  L’Alimentazione Naturale dalla A alla Z, già ordinabile su Internet sul sito macrolibrarsi.it

L’efficacissima alternativa salutistico-naturale delle cliniche sheltoniane (Ex ANHS)

La tecnica medica purtroppo, non vuole saperne di fare questi ragionamenti.
O forse non è troppo motivata a farlo.
Le cliniche igienistiche-naturali americane (Cinque, Sabatino, Goldhamer, Cridland, Fuhrman), ma anche quelle australiane (Alec Burton), quelle europee di tipo bircheriano (Svizzera) ed ehretiano (Germania), e diverse altre che pure esistono nei diversi paesi, stanno facendo miracoli senza farmaci e senza bisturi.
Non a caso, gli artisti di Hollywood sono regolari clienti di questi rifugi terapeutici.
Qui non solo ti guariscono e risolvono i tuoi problemi, non solo ti disinnescano le mine interne, ma fanno la cosa più importante, che è quella di educarti alla salute e non alla malattia.
Non a caso i ricchi d’America vanno in queste cliniche, e non negli ospedali dei comuni mortali.
Non a caso gli stessi medici ospedalieri, quando hanno dei problemi seri, mettono la coda tra le gambe, e mogi-mogi ricorrono alle cure dei tanto sputtanati igienisti-naturali.
Miracoli li ha fatti e li sta facendo pure Carmelo Scaffidi a Bergamo, avendo salvato se stesso e i suoi familiari innanzitutto, e avendo raccolto una mole interessante di guarigioni da tumore, sempre senza ricorrere a farmaci e bisturi, in ottemperanza alle precise regole dell’igienismo sheltoniano.
Ma, attenzione, i miracoli non vengono realizzati dagli igienisti, bensì dal corpo umano ben diretto da chi ha capito come esso funziona.
Da chi segue davvero i concetti del grande Ippocrate, secondo cui A) La Natura è la Sovrana Medicatrice dei Mali, e B)  Primus non nocere.

Come operano i disinnescatori di mine e di ordigni chiamati malattie incurabili e tumori?
Cosa fanno di così speciale?
Se hai cachessia e cancro conclamato ti rimandano subito a casa.

Cosa fanno in queste cliniche di particolare?
In queste cliniche ci sono i disinnescatori di bombe tossiche chiamate malattie e chiamate tumori.
Non si disinnescano i cancri.
Trattasi di ordigni troppo arrugginiti che perdono già veleno e creano bombette tutto intorno.
Se uno è arrivato al cancro lo invitano cortesemente a tornare a casa, perché il digiuno terapeutico praticato da queste parti aiuta il canceroso a morire prima e più veloce, risparmiandogli pure atroci sofferenze.
Gli farebbe dunque bene.
Non si tratterebbe di eutanasia nel modo più assoluto, ma di semplice scorciatoia naturale e indolore verso l’ultimo respiro.
Solo che i titolari di quelle cliniche non amano peggiorare i propri straordinari record, le statistiche di guarigione che servono da referenza per altri clienti.
Loro puntano a guarire, non a far morire, sia pure in modi decenti.
In questi casi, il medico igienista dirà sottovoce due parole ai famigliari, insegnando loro a mettere il poveretto a digiuno, e a dargli tutte le cure amorevoli che servono ad accompagnarlo serenamente verso il trapasso.

Immediato digiuno ad acqua distillata per tutte le neoformazioni tumorali.
Una purificazione completa che risolve e ripulisce non solo il tumore ma tutte le irregolarità presenti.

Se uno invece ha qualsiasi tipo di neoformazione tumorale, viene messo immediatamente a digiuno e a riposo fisiologico. Niente cibo, niente giornali, niente televisione, niente preoccupazioni.

Riposo assoluto e tanta acqua distillata.
Si va in regime di chetosi e di grasso-cannibalizzazione controllate.
Ed anche in regime di eliminazione di tutte le scorie e dei prodotti inquinanti accumulati nell’organismo nel corso della vita.
Trattasi di una purificazione completa e priva di rischi, che risolve non solo il tumore ma tutte le 30 mila malattie elencate nel carnet della medicina ufficiale, visto che il corpo umano è un tutt’uno, non certo un’assieme disassemblato di organi e di cellule.
Viene pure eliminato gradualmente il tumore.

Herbert Shelton, memorabile campione mondiale storico dei digiuni assistiti

Il campione mondiale di questi digiuni assistiti fu proprio il dr Herbert Shelton, i cui record di guarigione stanno incisi nella memoria degli americani, nei suoi 50 libri best-seller, e nei successi strepitosi dei suoi allievi odierni.
Nella prima seduta di 4-7 giorni il tumore grosso come una noce, diventa una piccola nocciolina.
Una seconda seduta simile e anche la nocciolina scompare del tutto per non tornare mai più, a condizione però di diventare virtuosi, e di mangiare e vivere in rapporto alle precise esigenze del nostro corpo umano-fruttariano.
Il digiuno ad acqua distillata non è altro che una autoguarigione controllata e pilotata sapientemente da un esperto igienista.
Il suo compito è di aiutare il paziente a superare gli inevitabili momenti di difficoltà e di leggero fastidio che accompagnano la fuoriuscita dei veleni.
Quindi la eliminazione dei tumori , di tutti i tumori, è un fatto normale e di routine.
Il successo è garantito.

Non concorrenza all’acqua di rose ma furibonda competizione con la Medicina Ufficiale

Non ci si aspetti però dai medici comuni la conferma o peggio ancora l’approvazione.
La categoria che essi odiano e contrastano di più è proprio quella degli igienisti.
Trattasi non di concorrenza all’acqua di rose, ma piuttosto di furibonda competizione storica.
Una specie di lotta per la sopravvivenza. Muori tu o muoio io.
Se la gente comune si mette a fare queste scelte di tipo salutistico naturale, loro chiudono bottega e se ne vanno tutti a casa, oppure si rivolgono umilmente ai centri igienistici chiedendo di potersi aggregare al carro vincente degli ex-nemici.
Sarebbe come chiedere a una prostituta di indicarti il posto in cui si trovano delle ragazze che lo fanno gratis per divertimento.
Se ne guarderà bene dal rivelartelo, salvo che non sia scema o autolesionista.
Il paragone suona un po’ offensivo, ma rende molto bene l’idea.

La logica intelligente e auto-difensiva del corpo umano

Tieni presente che il corpo umano, molto virtuosamente, tenta sempre le vie più logiche per rimediare alle nostre indiscrezioni alimentari e comportamentali.
Mangiamo e trangugiamo veleni, cibi che non sono cibi ma anti-cibi, cibi che non dovrebbero mai essere guardati, considerati, comprati, maneggiati, portati alla bocca?

Bene, l’infinita ed inesauribile saggezza del corpo fa affluire tali veleni nei punti più consoni e meno pericolosi, e preferibilmente tra le cellule grasse del corpo.
Escrescenze locali e innocui indurimenti, a volte non sono altro che mini-ricettacoli di tossine che vanno e vengono, appaiono e scompaiono a seconda di come ci comportiamo, a seconda del nostra tasso di inquinamento interno.
Queste non sono favole, ma realtà scientifiche osservate più volte dagli stessi medici, i quali riescono a capacitarsene solo quando tirano via i paraocchi che l’Ordine Medico gli ha da sempre imposto, quell’antico paraocchi di derivazione medievale per cui il male è una entità bizzarra e maligna che arriva misteriosamente da lontano, e che deve essere bombardata ed estirpata come si fa con un mostruoso invasore.

I danni delle rimozioni chirurgiche sommati ai danni delle analisi preventive

Un tumore, eliminato brutalmente per via chirurgica o per via chemioterapica, comporta  una pericolosa modifica degli equilibri intorno alla zona tumorale.
Infatti quei veleni che prima dell’estirpazione affluivano al tumore, ora non trovano più la precedente valvola di sfogo, la precedente fossetta biologica,  per cui corrono il rischio di riversarsi in altri punti, causando nuovi tumori.

Un importante test in Norvegia rivela i pericoli degli esami mammografici

Il pericolo viene segnalato da un recente test svolto in Norvegia e durato 6 anni, tra il 2002 e il 2008, dove, ironia della sorte, pare che siano gli stessi esami mammografici a causare l’insorgenza di tumori.
L’igienismo naturale già lo sapeva.
Già predicava da decenni  che le analisi, le visite, gli screening, fanno male fisicamente e psicologicamente, non solo per danni specifici dei raggi, ma anche per lo stress che essi producono inevitabilmente.
In questo  esperimento norvegese, appena pubblicato sugli Annali di Medicina Interna, si sono raffrontati 2 gruppi di donne, campione A, sottoposto a regolare screening  mammografico annuale per 6 anni e, campione B,  mai sottoposto a screening.
Ebbene, alla fine dell’esperimento, il gruppo A sottoposto a ripetuti test ha presentato percentuali molto più alte di tumore al seno, rispetto al gruppo B non mammografato.

Interpretazione dei risultati. Sospetti inquietanti e molte incertezze.
I tumori che regrediscono e svaniscono. I tumori generati dalla mammografia stessa.
Ogni donna decida in piena libertà e senza criminali pressioni se sottoporsi o no ad esami.

A prima vista sembrerebbero avere ragione i patiti delle mammografie, quelli che spaventano le donne in continuazione con pressanti inviti a farsi controllare regolarmente, quasi che fossero degli esseri difettosi e pronti a cadere nelle grinfie del male ad ogni piè sospinto.
Una vera e assurda atrocità mediatica, priva di motivazioni logiche e scientifiche.
Una demenziale e corrotta abitudine della medicina mondiale odierna.
Per i patiti della mammografia, gli strumenti e gli analisti avrebbero dunque lavorato bene e scoperto più cancri nelle donne regolarmente esaminate.
Ma gli autori della ricerca la pensano in modo diverso.

Sospettano infatti, con dati e ragionamenti alla mano, che alcuni ricettacoli rivelati dalle ripetute mammografie nei primi test, non continuerebbero e non si riconfermerebbero alla fine dei 6 anni, in quanto potrebbero essere regrediti spontaneamente, come accade più volte coi tumori, con sbalordimento generale dei medici.
E c’è pure il sospetto, non dichiarato perché mancano le prove, che ripetute mammografie possano avvelenare le donne sottoposte a ripetuti test e favorire in loro l’insorgenza di tumori.
Alla fine si può dire che le incertezze sul beneficio dell’esame mammografico sono sempre state tante.
E questo esperimento prova che esistono tuttora molti fatti sconosciuti ed oscuri riguardanti gli esami al seno.
Meglio dunque che ogni donna decida in piena libertà e autonomia i pro ed i contro del farsi esaminare, è la conclusione dei medici norvegesi.

Gli stratagemmi e le falsità statistiche dell’oncologia.
L’inguaribile trionfalismo della medicina.

Leggo un documento di Marcello Pamo dell’1/1206, che appare su www.Disinformazione.it.
Col titolo di  Guerra al cancro? Ecco le balle dell’oncologia.
Quella di sottolineare pomposamente i grandissimi risultati ottenuti dalla scienza nella guarigione e nella cura del cancro, è diventato sport preferito dei medici in Italia e nel mondo.
Ma in Italia più che altrove, viste le tradizioni di alto lignaggio medico che vanta il nostro paese (pensa un po’ alle università di Padova, Pavia. Pisa, Bologna, Udine, Roma, fucine di grandi cardiologi, collegate a grossi ed efficienti  centri ospedalieri.
Il cancro è ormai sconfitto, e la sopravvivenza è già sul 50%, annunciano trionfalmente i medici.
Già osserviamo che, se il 50%  sopravvive, significa comunque che l’altro 50% muore.
Una specie di lancio della monetina.
E poi, chi mai ci dice che il 100% morirebbe se non trattato coi metodi distruttivi della medicina?

I diagnosticati-non-operati sopravvivono in media 11 anni, mentere i diagnosticati-operati solo 3.
La Medicina insegna a scrivere male e a fare i calcoli ancora peggio.

In America, i dati citati dal dr Robert Mendelsohn attestano che i diagnosticati di cancro, poi non operati, hanno una sopravvivenza media di 11 anni, mentre i diagnosticati poi operati vivono solo 3 anni.
Significa che qualcuno vive 8 anni qualcuno 4 e qualcuno pochi mesi soltanto.
Ma, tornando al 50%, ci accorgiamo che i medici sono bravi a tagliare e suturare, ma non sempre sono bravi con carta e penna.
La loro calligrafia è notoriamente incomprensibile (la non-chiarezza sta nel loro dna), ma, quando si mettono a fare dei calcoli coi numeretti sono ancora peggio.
Oppure sono invece troppo bravi, nel senso che sono allenati a cambiare le carte in tavola.
Come quando fanno le statistiche sulle vaccinazioni,  al fine di dimostrare l’indimostrabile, con falsità e bugie tra l’atroce e il carnevalesco.

Il 50% di sopravvivenza degli operati più che una burla è un insulto alla logica e alla trasparenza

I dati Istat sulla mortalità-tumori in Italia nel 2002 parlano di 162.201 persone morte, mentre 250.000 sono quelle diagnosticate cancerogene, per cui i sopravissuti sono 88000, cioè il 35,2% e non il 50.
Ma, il 50%, è una media aritmetica di diversi tipi di tumore.

Il cancro al testicolo (solo 2000 casi/anno) si risolve con l’asportazione del medesimo e il maschio, così eunuchizzato, sopravvive nell’87% dei casi.
Ebbene, quelli col cancro al polmone, statisticamente molto più significativo con 40.000 casi/anno, rivela una sopravvivenza media del 10-12%, per cui 10 sopravvivono e 90 muoiono, come dichiarato dal dr Francesco Bottaccioli, membro dell’Accademia delle Scienze di New York e docente di psico-oncologia all’università La Sapienza di Roma.
Ecco allora che il 35,2% non vale più.

Alla fine, si salva il 5 o forse il 10%, non per merito dell’operazione, ma nonostante l’operazione.
Si salvano quelli con la scorza più forte, quelli che sarebbero sopravvissuti pure senza cure.

Ma non è finita lì.
Gli oncologi includono nelle statistiche (già di per sé erronee) anche neo-formazioni che non sono affatto tumori, inquinando ulteriormente l’affidabilità dei dati, come accade per i polipi del colon-retto o per le formazioni displastiche del seno.
Si gonfiano dunque a proprio tornaconto i numeri, inserendo patologie che non c’entrano nulla col cancro.
E poi, in aggiunta, si escludono i tanti malati che dopo la chemio muoiono entro i primi giorni, in quanto etichettati come  Decessi prematuri, non causati cioè dai medici ma da una situazione precaria del paziente già in sede pre-operatoria.
E’ bene inoltre sapere che le terapie oncologiche usate dalle statistiche hanno una durata di 5 anni.
Quindi, se una persona muore entro 5 anni, diventa caso negativo.
Se invece muore il 5° anno più un giorno, magari grazie ad accanimenti terapeutici, non entra più nel computo, e diviene un guarito totale.
Perché mai si fanno circolare questi dati assurdi del 50%, che in realtà diventano 35%, e poi 25%, e che alla fine sono sì e no il 5% o al massimo il 10%.
In pratica si salvano i soggetti a scorza più forte, quelli che, anche senza operazione e senza cure, sarebbero comunque sopravvissuti.
Ignoranza, malafede, interessi, baronie, cattedre da lasciare a qualcuno?
A ognuno le proprie considerazioni personali.

Due su tre almeno finiscono malamente al cimitero, firmato Ospedale Maggiore e Università di Torino.
Un fallimento totale della cosiddetta  Guerra contro il Cancro.

L’Ospedale Maggiore e l’Università di Torino dichiarano che  Circa 2/3 delle persone affette da tumore ed operate vanno incontro a esito letale.
Significa che 2 su 3, seguendo la prassi medica ortodossa, finiscono anzitempo al cimitero.
Nel 1990, i morti per tumore trattato erano 147.869, ma nel 1991 erano 162.201.
Dove arriveremo?
La Guerra al Cancro, dichiarata da Richard Nixon, è stata una disfatta totale.
John Christian Bailer III, insigne professore di Epidemiologia e Biostatica alla Mc Gill University, ha dimostrato, con dati NCI (National Cancer Institute) alla mano, che nel 1962 morivano 277.000 persone/anno, e che nel 1982 ne motivano 434.000.
Trent’anni di guerra e di fallimento continuo.

Urge un drastico cambiamento culturale

Serve dunque un drastico cambio culturale e metodologico.
Decenni di indottrinamento hanno portato la società moderna a usare pillole per ogni evenienza, a fidarsi totalmente degli esperti in camice bianco.
Hai mal di testa? Pillola.
Hai febbre? Pillola.
Hai dolore? Pillola.
Hai tumore? Chemio e bisturi.
Se è vero che ogni malattia, anche la più terribile, insegna costruttivamente qualcosa, come dicono le grandi culture millenarie del passato, come faremo ad apprendere le leggi che il Gran Dottore Malattia (ovvero il gran Medico Benettia) è in grado di darci?
Come faremo a imparare qualcosa se distruggiamo ogni cosa col napalm e le radiazioni?

Non c’è nessuno da sconfiggere. Serve ri-direzionare le batterie antiaeree, puntandole contro la propria ignoranza e la propria vergognosa presunzione.
Le malattie sono amiche e non si combattono. Questo è l’ABC della Vera Medicina che voi tradite.

Il tanto vituperato igienismo, cari medici, insegna una cosa basilare, e cioè che le malattie non sono dei nemici, e pertanto non si combattono e non si sconfiggono, ma si coadiuvano e si rispettano, si trasformano in preziose alleate per il ripristino della salute.
Queste non sono frignazze da due soldi bucati. Questo è l’A-B-C della Vera Medicina che un padre come Ippocrate vi ha inutilmente insegnato, e che voi continuate indegnamente a tradire.
Il discorso vale anche per il tumore, amico prezioso che ci salva  in corner, nell’emergenza.
Vale, al limite, persino per il cancro, che porta alla tomba veloce prima di far patire atroci sofferenze.
Ma voi andate contro questo con accanimenti terapeutici, anche perché ogni soggetto non operato, per il vostro sistema irresponsabile e venale, è una sconfitta professionale e uno sberleffo alla venalità medico-farmaceutica.  In America, non dimentichiamo, ogni caso di tumore/cancro trattato e operato significa 50.000 US$ dalle assicurazioni. Tanto ossigeno e tanto carburante per gli ospedali.

La formidabile lezione igienistica di Florence Nightingale

Quella di Florence  Nightingale, apparsa sul testo Notes on Nursing (Londra 1860), è una memorabile sfida, tutta femminile, alla teoria demenziale dei germi introdotta in ambiente medico dall’impostore francese Luigi Pasteur.
Le malattie non sono organizzate in categorie come cani e gatti.
Non è forse il continuo vivere sbagliato che porta la gente ad ammalarsi?
Non sono forse fattori come l’aria pura e la pulizia da un lato, e l’aria viziata e la sporcizia interna-esterna a determinare lo stare bene o lo stare male delle persone?
Non sono forse le malattie delle reazioni naturali alle condizioni assurde in cui noi stessi ci mettiamo?
Mi è stato insegnato, sia da scienziati superbi che da donne ignoranti, a temere la febbre, la scarlattina e le varie infezioni.
Ma la vera assistente sanitaria ignora le infezioni, non ne ha paura, ed eventualmente le previene.
Stanze pulite, finestre aperte ed assistenza amorevole ai pazienti. Questo è da richiedere a una buona nurse.

Un trattamento saggio e umano è la migliore cura contro le infezioni e le malattie di ogni tipo.
La dottrina delle malattie specifiche è il grande rifugio delle menti fragili e deboli della medicina.
Non esistono malattie specifiche.
Ci sono solo condizioni adatte a rendere la gente malata.
Più che una teoria intelligente sulla origine delle malattie, le parole della Nightingale sono quanto di meglio sia mai stato pronunciato negli ultimi 200 anni in ambiente medico, e meriterebbero di essere scolpite sui muri di ingresso di tutti gli ospedali e di tutte le aziende sanitarie, come avveniva con la scritta  Conosci Te Stesso dei templi greci.
Questa magnifica donna-medico inglese, sicuramente la più famosa assistente sanitaria della storia, sfidò la presunzione dei colleghi maschi e la teoria pasteuriana sui germi, 17 anni prima che il chimico Pasteur attribuisse a se stesso la scoperta dei germi (imbrogliando indegnamente il vero scienziato Bèchamp).
La sua lezione è più che mai valida, come tutte valide sono le idee di Pitagora, dopo 2500 anni.
Le verità non conoscono declino e tramonto. Non conoscono mode e maniere. Sono fatti eterni.

Il melanoma e la cura Nacci

Mi arriva la testimonianza probante ed accorata di Ervino Abbà, pubblicata su  Il Piccolo di ieri, e relativa al suo melanoma, diagnosticato nel 2003 dal Policlinico di Modena e dall’Ospedale di Padova.
Il dr Nacci, di Alba, con molta disponibilità ed onestà, mi ha sottoposto a una cura fitoterapica associata ad adeguato regime alimentare.
Dopo alcuni anni di cure Nacci, le mie analisi non hanno più rivelato alcuna traccia di melanoma.
Solo che il dr Nacci è stato sospeso dall’Ordine dei Medici che gli contesta i metodi di cura, ed anche il fatto di aver creato un suo sito Internet senza previa autorizzazione.
Il dr Nacci è stato pure duramente criticato dall’Ordine dei Medici di Trieste
La grave decisione dell’Ordine toglie la libertà, sancita dall’art. 32 dalla Costituzione Italiana, di poter scegliere la cura che ognuno ritiene più appropriata.
Infatti, nonostante gli ottimi risultati finora ottenuti, potrei essere costretto d’ora in avanti a ricorrere a cure mediche chemioterapiche non prive di effetti negativi.
Tra i tanti conoscenti scomparsi a seguito di cura chemio, cito solo quelli più a me vicini.
Mia moglie, Marialuisa Bevilacqua, in cura per anni presso l’Istituto Tumori di Milano, con spesa chemioterapica di 25 milioni di lire non mutuata nel 1989, e decesso dopo appena 8 mesi di cura.
E mia nipote che, dopo cura per tumore all’esofago,è stata sottoposta a chemioterapia preventiva, scomparendo 15 mesi dopo per metastasi, a 43 anni.

Commento al messaggio di Ervino Abbà.
Colpire uno per spaventarne cento.

Non conosco i dettagli della cura Nocci, né a livello di cura fitoterapica né a livello di cura dietologica, e quindi non posso esprimermi su questo.
Do invece credito totale alla buona fede e al coraggio di Ervino Abbà, che cita tutto quanto gli è successo personalmente e in famiglia.
Ha fatto non bene ma benissimo a non sottoporsi al napalm della chemioterapia.
Gli stessi medici sanno che si tratta di un metodo mega-distruttivo e di una ultima ratio.
E’ una pratica assurda che dovrebbe essere stroncata per legge.

Il problema è che l’Ordine sta rintanato nel suo fortino, forte dei suoi addentellati coi governi, coi ministeri della salute e della giustizia, con le industrie farmaceutiche e il ministero dell’economia, coi sindacati e i partiti.
Le cure Nacci sono viste dall’Ordine come il fumo negli occhi.
Non è che l’Ordine, cattivo e feroce, ce l’abbia con la persona di Nacci.
L’Ordine è un apparato burocratico che, come il principe di Machiavelli, non deve perdere il potere.
Colpire uno per colpirne cento e mille. Colpire uno per spaventare ed ammonire tutti gli altri.

La gente è terrorizzata dalle malattie.
Ogni canale televisivo è zeppo di specialisti che pretendono di medicalizzare ulteriormente.
Nessuno che insegni la salute. Terminati  Il Potere del Cuoco e  Gusto, si passa non certo casualmente al gastroenterologo, al cardiologo e al cancerologo.
Da una parte ti ammalo, e dall’altra ti napalmizzo, ti opero e ti trapianto.

Una cosa però la voglio dire ad Abbà.
Ed è che deve abbandonare l’idea di essere ammalato e pronto a riammalarsi.
Questa è la mentalità perdente dello sconfitto e del terrorizzato inculcatagli proprio da quei metodi e da quei sistemi che lui sta giustamente combattendo.
Se è vero (e glielo auguro) che la cura lo ha veramente guarito, significa che non si deve preoccupare.
Il corpo ha tendenza virtuosa a stare in salute.
A condizione però che non continui a commettere i vecchi errori e le passate sbadataggini alimentari e comportamentali che portarono il suo corpo ad ammalarsi.

La soluzione dei problemi esiste, ma non si deve dire a voce alta.
Al massimo si deve sussurrare, ovattata e per pochi adepti, nei salotti-bene.

La dieta antiossidante, anticostipante, antimuco, antiacidificante, antiputrefattiva, antifermentativa, antiurica, anti-leucocitosica,  anticancro per eccellenza, è la dieta crudista vegana.
Lo sanno ormai tutti, inclusi i cancerologi, inclusi gli scienziati di ogni branca del sapere, non solo il prof Umberto Veronesi, guarda caso ex Ministro della Sanità e Presidente della Lega Europea Anti-Cancro.
Ma queste cose non bisogna dirle.
Se tutti diventano virtuosi ed igienisti, se tutti ricorrono a stratagemmi semplici e naturali come il digiuno a banalissima acqua distillata, dove andremo mai a finire?
Dove finiranno le tonnellate di farmaci, le sale chirurgiche e radiologiche, le frotte di medici istruiti perfettamente per il taglio, l’asportazione e il trapianto?
Dove li metteremo i 25000 propagandisti medici che percorrono le città italiane come dei segugi, ad inseguire ogni medico ed ogni terapeuta privato o della mutua?
E cosa faranno gli alberghi che ospitano le migliaia di convenzioni mediche annue?
E come faremo a dimagrire il business trainante ed esplosivo delle onoranze funebri?

Chiedesi tam-tam di stile afro-equatoriale, o le nuvolette indiane stile Sioux

Data la delicatezza e la fondamentale importanza degli argomenti trattati, chiedo a tutti gli amici vicini e lontani che mi seguono, di fotocopiare, stampare, ritrasmettere e diffondere via email, il presente documento, naturalmente dopo averlo letto, capito e condiviso.
Documento da inviarsi soprattutto ai medici.

L’etica e la salutistica riguardano tutti.
Chiunque abbia un corpo da difendere e un’anima da salvaguardare.
Non facciamo la guerra alle categorie.
Chiediamo umilmente perdono a chi si sentisse offeso per qualche parola di troppo o per qualche termine troppo colorito.
Andiamo piuttosto al sodo della questione.
Non vogliamo e non auguriamo la rovina economica ed il fallimento a nessuno.
Una società più logica e intelligente, più libera da dogmatismi e imposizioni, più ricca di valori e priva di sprechi, troverà modo anche di riciclare le attività obsolete, sbagliate e senza vie di uscita.
Anche i macellai hanno dei figli da far crescere.
Anche i medici devono pensare alla salute propria e dei loro bambini.

* – Direzione Tecnica AVA-Roma  (Associazione Vegetariana Animalista)
– Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

il libro “Alimentazione naturale” del Dott. Valdo Vaccaro si trova nelle migliori librerie o qui su macrolibrarsi.it

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