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Silenzio

foto by Eduardo Heleno

<Come trovare il proprio “Luogo Segreto”>

(di Emilie Cady)

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Non è necessario essere ansiosi o aver fretta di ottenere una completa manifestazione. Non perdiamo mai di vista il fatto che il nostro desiderio, grande che sia, non è altro che il desiderio di Dio in noi. “Nessuno può venire a me se non lo attira il Padre che mi ha mandato” (Gv. 6,44). Il Padre in noi desidera rivelarci il segreto della Sua presenza, altrimenti non avremmo mai avuto alcun desiderio di conoscere il segreto, o la Verità.

DIO VI STA CERCANDO

Sappiate ora e per sempre che non siete voi a cercare Dio, ma è Dio a cercare voi. Il vostro anelito a manifestare cose più grandi è l’eterna energia che mantiene i pianeti nelle loro orbite, che promana attraverso di voi per manifestarsi in maniera più completa. Non c’è bisogno di aver paura. Non c’è bisogno di essere ansiosi. Non c’è bisogno di lottare. Lasciate soltanto che sia. Imparate come lasciare che sia.

Dopo tutto il nostro tergiversare, cercando qua e là il desiderio del nostro cuore, dobbiamo andare direttamente da Colui che è l’appagamento di ogni desiderio; che attende di manifestarsi sempre più a noi e attraverso di noi. Se voleste il mio amore, o qualsiasi altra cosa che sono (non che ho), non andreste a prenderlo da Tom Jones o da Mary Smith. Entrambe queste persone potrebbero dirvi che io posso e voglio darvi me stessa, ma dovreste venire direttamente da me per ricevere ciò che soltanto io sono, perché lo sono.

Dopo tutte le nostre ricerche per trovare la Luce e la Verità, dobbiamo in qualche modo imparare a porci in attesa di Dio, ognuno per conto proprio, per ottenere l’intima rivelazione della Verità e della nostra unità con Lui.

La luce che vogliamo non è qualcosa che Dio ci deve dare; è Dio stesso. Dio non ci dà vita o amore come cose. Dio è vita e luce e amore. Ciò che tutti noi vogliamo è, perciò, avere sempre più Lui nella nostra consapevolezza, a prescindere da quale altro nome possiamo dargli.

Il potere di cui vengo investita deve giungere “dall’alto”, da un luogo, all’interno di me, più elevato rispetto alla mia attuale mente cosciente; e così deve essere anche per voi. Deve trattarsi di una discesa dello Spirito Santo (ossia lo spirito completo, integro, totale), che è al centro del vostro essere, nella vostra mente cosciente. L’illuminazione che vogliamo non potrà mai giungere in altro modo, e neppure può farlo il potere di rendere il bene manifesto.

STARE NEL SILENZIO

Sentiamo tanto parlare dello “stare in silenzio”. Per molti questa frase non significa granché, perché non hanno ancora imparato a “attendere… Dio in  silenzio” (Sal. 62,5), o ad ascoltare voci che non siano quelle esterne. Ilrumore appartiene al mondo esterno, non a Dio. Dio opera nell’immobilità, e possiamo metterci così in attesa del Padre da essere consapevoli del quieto lavorio interiore, consapevoli dell’appagamento dei nostri desideri.

“Stare in silenzio” non costituisce un mero, indolente vagare con la mente. E’ un passivo ma determinato attendere Dio. Quando volete farlo, prendetevi un momento in cui potete, per un po’, lasciare da parte tutte le preoccupazioni. Iniziate il silenzio levando il vostro cuore in preghiera al Padre del vostro essere. Non temete che, se cominciate a pregare, sarete troppo “ortodossi”. Non state per supplicare Dio, che vi ha già dato “tutto quello che desiderate (Marco 11,24). Avete già imparato che, prima che Lo chiamiate, Lui ha già mandato ciò che desiderate, altrimenti non lo desiderereste.

Avete abbastanza buon senso da non supplicare o implorare Dio con una preghiera scettica. Ma passare i primi momenti del vostro silenzio a parlare direttamente al Padre fa sì che la vostra mente si concentri sull’Eterno.

LA VERA PREGHIERA

Molti che cercano seriamente di acquietarsi e attendere Dio si sono accorti che, nel momento in cui si siedono e chiudono gli occhi, i loro pensieri, invece di essere concentrati, si riempiono di ogni genere di vana immaginazione. Nella loro mente si susseguono, in rapida successione, le cose più banali, dal riparare un laccio di scarpe ai pettegolezzi durante una conversazione della settimana precedente, e alla fine, dopo un’ora, queste persone non hanno raggiunto un bel nulla. Questo li scoraggia.

Si tratta semplicemente di una naturale conseguenza del tentativo di non pensare a nulla. La natura aborrisce il vuoto, e se fate (o provate a fare) vuoto nella vostra mente, le immagini mentali di altri, che riempiono l’atmosfera intorno a voi, accorreranno per riempirla, lasciandovi distanti come sempre dalla consapevolezza della presenza divina. Potete evitare tutto questo iniziando il silenzio con la preghiera.

E’ sempre più facile per la mente dire con consapevolezza “Si compie ora la Tua volontà in me”, dopo aver pregato: “Sia fatta la Tua volontà in me”. E’ sempre più facile dire con convinzione “Dio fluisce in me come vita, pace e potere”, dopo aver pregato: “Fai che la Tua vita fluisca nuova in me, mentre attendo”.

Naturalmente, la preghiera non muta l’atteggiamento di Dio nei nostri confronti, ma risulta più semplice alla mente umana compiere i vari passi che si susseguono con fermezza e sicurezza, piuttosto che fare un grande e ardito balzo fino ad un livello di eminenza e mantenervisi salda sopra.

APRIRE LA MENTE SOLTANTO A DIO

Mentre state concentrando in questo modo i vostri pensieri su Dio, in una chiara conversazione con l’autore del vostro essere, nessuna immagine mentale esterna può riuscire ad entrare per tormentarvi o distrarvi. La vostra mente, invece di essere aperta verso l’esterno, è chiusa ad esso, ed aperta soltanto a Dio, la fonte di tutto il bene che desiderate.

Ripetete le parole molte volte, senza ansia e senza sforzo, non cercando di raggiungere un Dio esterno, là fuori e in alto; ma lasciate che la vostra richiesta sia un quieto, sincero elevarsi del cuore verso qualcosa di più elevato proprio dentro di voi, verso il “Padre in me” (Giovanni 14,11). Lasciate che ciò sia fatto con la placidità e la fiducia di un bambino che parla al suo amorevole padre.

Mentre aspettiamo Dio, dovremmo il più possibile rilassarci sia mentalmente sia fisicamente. Per usare un esempio molto semplice ma concreto, assumete l’atteggiamento del vostro intero essere, come fanno gli uccelli quando si godono un bagno di sole nella sabbia. Anche in questo caso, è necessario mantenere, durante questa esperienza, qualcosa in più di una vaga passività. Dev’esserci una sorta di consapevole, attiva assimilazione di ciò che Dio generosamente ci dà.

Vediamo se riesco a spiegarlo chiaramente. Innanzitutto, ci ritraiamo fisicamente e mentalmente dal mondo esterno. Entriamo “nella tua camera e, chiusa la porta…” (Matteo 6,6) (la stanza più intima del nostro essere, la parte più recondita di noi stessi), volgendo i nostri pensieri all’interno.

Basta dire: “Tu dimori in me; Tu sei qui, ora, vivo; Tu hai tutto il potere; Tu sei ora la risposta a tutto ciò che desidero; Tu ora Ti irradi dal centro del mio essere fino ai sui confini, e fuori nel mondo visibile, come pienezza del mio desiderio”.

Poi rimanete quieti, assolutamente quieti. Rilassate ogni parte del vostro essere, e fidatevi che ciò sta accadendo. La sostanza divina fluisce al centro e fuori nel mondo visibile ogni volta che voi aspettate; poiché è una legge immutabile che “chiunque chiede riceve” (Matteo 7,8). E la sostanza emergerà sotto forma di appagamento del vostro desiderio, se aspettate che accada. “Sia fatto a voi secondo la vostra fede” (Matteo 9,29).

IL POTERE DELLA GRATITUDINE

Se vi accorgete che la vostra mente sta vagando, riportatela indietro dicendo di nuovo: “Si sta compiendo; Tu stai operando in me; sto ricevendo ciò che desidero”, e così di seguito. Non state lì a cercare segni e prodigi, ma rimanete semplicemente quieti e sappiate che proprio la cosa che volete sta affluendo in voi e emergerà sotto forma di manifestazione subito o con un po’ di tempo.

Andate anche al di là di questo e pronunciate parole di gratitudine per questa intima Presenza, perché vi ha ascoltato e risposto, ed ora emergerà nel mondo visibile.

C’è qualcosa nell’atto mentale di ringraziare che sembra portare la mente umana ben oltre la terra del dubbio, in una limpida atmosfera di fede e fiducia, dove “tutto è possibile” (Matteo 19,26). Anche se all’inizio non siete consapevoli di aver ricevuto qualcosa da Dio, non preoccupatevi né smettete di ringraziare. Non tornate a chiedere di nuovo, ma continuate a rendere grazie perché, mentre aspettavate, avete ricevuto, e quel che avete ricevuto diverrà ora manifesto.

E credetemi, presto vi rallegrerete e ringrazierete; non in modo rigido, per senso di dovere, ma per il sicuro ed evidente appagamento del vostro desiderio.

articolo tratto da Lista Sadhana – Guido da Todi – www.guruji.it

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nonna

Avete abbastanza amore nella vostra vita? Se non lo avete, dove state andando per trovarlo?

Amate la vostra vita, il vostro lavoro, la vostra famiglia, i vostri amici?
Amate voi stessi?

Così tanti vostri sforzi sono concentrati sull’ottenere l’amore, basati  sulla credenza che esso sia un elemento limitato, disponibile solo per pochi fortunati che sono capaci in qualche modo di portarlo
a loro stessi.

Ma l’Amore è Energia universale, liberamente disponibile per chiunque, sempre.
Se credete di non avere abbastanza amore nella vita, forse state guardando nel posto sbagliato.

L’amore non viene infatti a voi da fonti esterne e non è solo basato su relazioni romantiche.

Eppure considerate quanto sforzo la gente faccia per trovarlo.

I siti di Internet hanno come protagonisti migliaia di persone che stanno “ricercando l’amore”, che vogliono trovare quella persona speciale che li  amerà e li farà sentire completi.

Ma il vero amore incondizionato non è un’emozione, è uno stato d’essere. E  non proviene da una relazione con altri, proviene dall’interno di voi stessi.

Se non amate ogni parte della vostra vita, per come essa è al presente, non sarete capaci di trovare l’amore che state ricercando. Anche se seguite le  Leggi Universali non potete infatti manifestare quanto non credete già di  possedere.
Quando siete “in amore” voi sentite gioia e la vita è meravigliosa. Ma  questo è uno stato emotivo e può essere temporaneo, cosicché quando se ne va, se ne  va pure la gioia.

Se la vostra percezione di amore è invece uno stato di essere, voi potete attrarre amore a voi in modo illimitato e in tutte le aree della vostra  vita.
Se, per esempio, non amate il vostro lavoro, non avete gioia quando  lavorate.
Forse avete un lavoro che non va bene per voi, oppure lavorate per  un’impresa che non è adatta per voi o fate una carriera che non è valida per voi. Credete di meritare di avere un posto di lavoro che vi apporta gioia e che potete avere?

Lo stesso è valido per ogni parte della vostra vita – amore è parte del  flusso universale e, se dovete lavorare duro per ottenere amore e gioia, voi state guardando nei posti sbagliati e state rivolgendovi al posto di lavoro da una prospettiva sbagliata.

Quando siete nello stato di amore, potete rilasciare quello che non vi  serve, portare a voi gioia, e sapere che l’Universo vi fornirà qualcosa che è più appropriato per il vostro Bene più elevato. Potreste amare la vostra  famiglia, ma avere una relazione difficile con loro.

L’amore incondizionato vi consente di amarli, senza giudizio, e di condurre nella vostra vita delle persone che vi rispetteranno, onoreranno e ameranno, fornendovi del supporto emotivo che non ricevete dai membri della vostra famiglia.

Potreste trovarvi in una relazione romantica che non vi rende felici. Quando potete cessare di ricercare amore da chi non può darvi, o non vi dà, amore, voi siete in grado di creare una nuova relazione con qualcuno che corrisponde ai vostri bisogni di amore.

Creare amore in tutte le aree della vostra vita inizia con il credere che l’amore è tutto attorno a voi, è liberamente disponibile per voi ed è già vostro. Non potete trovare l’amore che cercate in qualcun altro o in  un’altra situazione se sono limitate le vostre convinzioni in merito alla  disponibilità
dell’amore. Oppure se ritenete che l’amore è uno stato emotivo.
L’amore incondizionato è l’Energia che tiene assieme l’Universo ed è sempre disponibile per voi. Se non ritenete di avere abbastanza amore nella vostra vita, riflettete su quanto credete in merito  all’amore e a quanto di esso pensate di meritare. Poi iniziate ad amare voi stessi, la vostra vita e
ognuno e ogni cosa in essa.

E’ solo quando siete in grado di amare una situazione che voi potete  cambiarla, è solo quando siete capaci di accettare ogni cosa, senza giudizio, che  potete stare nel potere dell’amore e attrarre a voi amore in tutte le aree della  vita.

Il Cambiamento vi sta chiamando a prestare attenzione alle aree della vostra vita dove c’è mancanza e a cambiare le vostre credenze in modo che possiate creare qualcosa di nuovo.

Durante questa settimana esprimete il vostro amore per ogni cosa della  vostra vita, perfino e specialmente per quelle cose che stanno causandovi pena o difficoltà.

E osservate poi i miracoli che vi porterà il sapere che l’amore  incondizionato è tutto attorno a voi.

<Solo quando sarete in grado di amare una situazione, la potrete cambiare>

(di Uriel)

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Amare è essere  Amore, integralmente.

Amare è completa percezione dell’unità della mente: piena consapevolezza che ogni percezione è la mente che percepisce se stessa.

Amare è consapevolezza che il mondo percepito è interiore, perché accade nella mente. La fantasia che il mondo “esteriore” è veramente tale è una patologia del non Essere Amore.

Amare è piena consapevolezza dell’unità della Totalità. L’Amore è veritiero e non può esserci al cospetto di falsa percezione, esperienza di divisione. L’unità è sempre, percepire la (presunta) separazione significa celarsi l’Amore. Quando c’è Amore non c’è chi Ama qualcosa o qualcuno, c’è solamente Amore, piena consapevolezza dell’Uno Totale.

Amare è piena consapevolezza che il prossimo è parte di se stessi. Ciò che percepiamo e definiamo il prossimo appare in noi stessi (individuo). Il prossimo (altro processo individuale) fa parte di Se stessi Totalità e scaturisce da Se Stessi Realtà.

Amare non è solo piena consapevolezza che il conosciuto è uno con il conoscitore. Essere Amore è eguaglianza del conosciuto e del conoscitore.

Amare è compiuta conoscenza di se stessi: integrale conoscenza del sé di sé.

Amare è pura Conoscenza di essere esente da pensieri[1].

Amare è Equilibrio, non equilibrismo.

Amare è Pace della pura percezione di essere. I conflitti sono segnali di mancanza di Amore.

Amare è totale difetto di emozioni diverse dall’Amore.

Amare è assenza di sforzo.

Amare è la forza dei Forti, la forza è l’arma dei deboli.

Amare è la Forza della Pace: dove c’è Amore non c’è bisogno di forze di pace.

Amare è consapevolezza che in Realtà nessuno nasce e nessuno muore. È consapevolezza dell’illusorietà della vita temporale e della Realtà di Quella Eterna. Chi Ama costantemente ha sconfitto la morte, consapevole che la Reale Identità Sussiste Immortale.

L’Amore È la risposta prima al puro percepirsi: Essere Amore è percepirsi integralmente senza immaginarsi.

L’Amore è vero, non pio.

Amare è Verità. Nell’essere Amore la mente scopre la Verità oltre ogni parola.

L’Amore è la base di tutte le emozioni e nemmeno le più nocive possono alcunché all’Amore. Impediscono all’Amore di illuminare la vita, ma non possono esserci senza le Sue fondamenta.

L’Amare implica il Discernere il Reale (Reale Identità) dall’irReale (Manifestazione). Percepire l’universo come (se fosse) Reale impedisce di Amare.

L’Amare è contraddistinto dalla consapevolezza di essere (lui stesso) un’illusione e che soltanto la sua Origine (Reale Identità) è Reale.

L’Amore è uno: c’è soltanto una forma di Amore.

L’Amore è la forma in cui appare ogni altra forma.

L’Amare esclude l’identificazione con il finito e l’ignoranza riguardo all’Infinito.

Amare significa percepire il mondo nella sua sostanza, profondamente: come parte di sé individuo e di Sé Totalità e come emanazione di Sé Realtà.

Amare è affrancamento da proiezioni e pregiudizi: le constatazioni dell’Essere Amore sono le più obbiettive.

Amare è libertà dall’inquinamento emotivo – concettuale collettivo. Essere Amore è la condizione base per essere un vero libero pensatore, libero di pensare affrancato da tutto.

Amare è totale assenza di paure. I timori non trovano spazio nel regno dell’Amore. La paura è l’opposto dell’Amare. Le paure indicano che c’è identificazione con il corpo fisico, massima forma di finito. L’Amore è invece piena consapevolezza riguardo all’Infinito.

L’Amare non conosce attaccamento: consapevole della Realtà non può essere in alcun modo scosso dall’irReale.

Amare significa essere guaritore dell’umanità intera senza immaginarsi salvatore: medicare il prossimo con l’Amore è una spontanea espressione dell’Amare.

L’Amare stimola automaticamente (anche senza proferir parola) il prossimo a volgersi verso l’Origine per permearsi interamente di Amore e scoprire che in Realtà La è (non come individuo, come Realtà).

L’Amare reindirizza il cercare da dove non c’è nulla da trovare (presunto mondo “esteriore”) a dove si è Amore (inizio della percezione di sé). Quando si ricerca adeguatamente, si trova l’Amore anche nel mondo (ma non nel modo) in cui prima si cercava senza trovarlo, perché immaginando che si trattasse di un mondo veramente esteriore, si impediva all’Amore di convertirlo integralmente.

L’Amore non può illuminare subito la stanza le cui finestre sono chiuse, ma (dalla porta dell’attimo presente) entra in ogni stanza e prima o poi vi sboccia Luce.

Il linguaggio dell’Amore è uno e in potenza compiutamente comprensibile a tutti. Non tutti vogliono però udirlo, trincerati nel loro ricercare Amore in modo errato, nella sofferenza, nell’autocommiserazione, nell’autopunizione, nel conflitto…, magari dedicandosi pene d’inferno perché immaginano di non meritare il Paradiso o perché fantasticano che si tratta della via verso il Paradiso.

Essere Amore è Essere il Paradiso. Non esserLo è saliscendere continuamente tra inferno e purgatorio.

Il messaggio dell’Amore è comprensibile da tutti i cuori aperti a farlo proprio. L’intelletto rigido e il cuore duro sono zone d’ombra destinate a rimanere analfabete del linguaggio dell’Amore.

Il linguaggio dell’Amare è universale, non solo mondiale, ma rarissimi Lo esprimono, essendoLo. L’analfabetismo verbale è praticamente nullo rispetto all’ignorare il linguaggio dell’Amore. Rarissime le zone franche, le menti che sono integralmente Amore.

Vedere il mondo nella Luce dell’Amore è Naturale. L’Amore è la sostanza dell’universo, ma raramente il mondo è percepito come Amore. Percepirlo così può sembrare addirittura un evento eccezionale. Lo è perché raro, non perché innaturale o sovrannaturale.

L’Amore è la risorsa mondiale numero uno. Senza Questo Capitale non ci sarebbe il mondo. L’Amore è una ricchezza inestinguibile, ma rari trivellano abbastanza a fondo il sé per farLo emergere e irrorare il sé. Ignari del Capitale in loro, per accumulare averi stimolano conflitti, malvagità, odio, rancore, invidia, miseria… Miserabili, potrebbero scoprire di essere (in Verità) la Totalità e invece si dannano per avere qualcosa, che anche se può sembrare tantissimo è irrisoria cosa rispetto al Tutto.

La ragione primaria della povertà del e nel mondo è l’indigenza di Amore. Il mondo potrebbe essere compiutamente Amore, “basterebbe” che l’umanità cercasse la sua Ricchezza nel modo giusto. La Ricchezza dell’Amore stimola ulteriore Ricchezza. La ricchezza che crea miseria è invece miserabile come quelli che la creano e possiedono.

Trasformarsi nel Regno dei Cieli in terra è il modo migliore per contribuire alla realizzazione di un mondo dove Regna l’Amore.

Cambiate mente, poiché è vicino il regno dei cieli.[2]

Giovanni il Battista

Cambiate mente, il Regno è più che vicino. È proprio qui, ora. Togliete i veli dell’immaginazione e Lo scoprirete, Lo sarete.

Parole di un figlio che si è Riconosciuto Padre

[tratto da http://www.andreapangos.it/amare_amore_essere_amore.html%5D

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IL NATALE nella tradizione iniziatica

nativita

Dal pensiero del 25/10/2008.

“Nascere significa entrare sotto la legge della benedizione. La nascita è la possibilità data all’essere umano di riparare i propri errori del passato e di sviluppare le forze luminose latenti in lui. Un bambino viene al mondo solamente perché un uomo e una donna si sono uniti per amarsi; è quell’amore a dargli la vita. Nascendo, ogni essere umano riceve la visita di Dio. So bene che molti bambini non sono realmente figli dell’amore, ma io parlo in generale, mi attengo a dei principi. Quando un uomo e una donna s’incontrano e pensano di diventare padre e madre, non iniziano immaginando che il loro bambino sarà frutto del caso o sarà il risultato di una violenza, e neppure pensano che ricorreranno a mezzi artificiali di procreazione. Nel profondo del cuore e dell’anima, ciascuno comprende la nascita come il frutto naturale dell’amore.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov – Edizioni Prosveta

Quando ci liberiamo dall’aspetto formale del Natale – così come lo conosciamo – e lo purifichiamo dall’ossessiva commercializzazione di cui è diventato protagonista, possiamo recuperare il valore psichico, mistico e cosmico di cui è portatore.

Nel suo libro Natale e Pasqua nella tradizione iniziatica – Edizioni Prosveta, il Maestro Aïvanhov afferma:

“Se esistono quattro feste cardinali: Natale, Pasqua, le feste di S. Giovanni e di S. Michele, ciò non è dovuto al caso, o perché è piaciuto a qualche religioso istituirle, ma perché le quattro date cadono in corrispondenza di fenomeni cosmici. Nel corso dell’anno, il sole passa per i quattro punti cardinali (equinozio di primavera, solstizio d’estate, equinozio d’autunno e solstizio d’inverno), e durante questi quattro periodi avvengono nella natura dei forti impulsi e delle grandi circolazioni di energie che influenzano la terra e tutti gli esseri che la popolano: le piante, gli animali, gli uomini… Gli iniziati, che hanno studiato tali fenomeni, hanno constatato che se l’uomo presta attenzione, se si prepara e si mette in uno stato di armonia per ricevere quegli influssi, possono prodursi in lui grandi trasformazioni.

La tradizione cristiana ci dice che Gesù è nato alla mezzanotte del 25 dicembre. Il 25 dicembre il sole è appena entrato nella costellazione del capricorno. Simbolicamente il capricorno è legato alle montagne, alle grotte, ed è appunto nell’oscurità di una grotta che il Bambino Gesù può nascere. Per tutto il resto dell’anno, la natura e l’uomo hanno svolto una grande attività, ma all’approssimarsi dell’inverno, molte attività si arrestano, i giorni si accorciano, le notti si allungano: è il momento della meditazione, del raccoglimento, cose queste che permettono all’uomo di penetrare nelle profondità del suo essere e di trovare le condizioni per la nascita del Bambino… Ma lasciamo da parte il particolare di sapere se Gesù è veramente nato il 25 dicembre a mezzanotte. A noi interessa il fatto che, attorno a quella data, ha luogo nella natura la nascita del principio cristico, di quella luce e di quel calore che trasformano tutto.”

I tanti elementi menzionati dalla tradizione – personaggi, animali e cose – hanno un grande simbolismo sia sul piano individuale che collettivo (e nel testo citato possiamo approfondire tale studio), ma sono soprattutto rivelatori di aspetti che dobbiamo imparare a conoscere e ad utilizzare per il nostro lavoro interiore, il cui scopo è la nascita della consapevolezza; ma prima di arrivare a questo punto, bisogna tornare un po’ indietro:

“La vita di un bambino non inizia con la sua venuta al mondo. Prima di nascere, esisteva già in un luogo dove sua madre lavorava alla sua formazione. Una nascita è dunque paragonabile alla presentazione di un’opera di uno scultore o di un pittore: si solleva il velo che la nascondeva e ora tutti possono vederla, perché è giunta a compimento. Certo, è così, ma l’essenziale è che questo lavoro era stato iniziato molto tempo prima, cioè nell’istante in cui il bimbo era ancora solo un seme… Ecco il motivo per il quale, per capire il fenomeno della nascita, dobbiamo prima studiare il seme.

Immaginate un liquido nel quale si siano fatti sciogliere dei sali di cristallo: è trasparente e in questo liquido non vedete nulla. Ma se lo trattate in determinate maniere, se ad esempio lo scaldate, si andranno formando dei cristalli seguendo certe linee di forza e vedrete apparire delle figure geometriche. Ogni atomo di un elemento chimico possiede la proprietà di cristallizzarsi in un modo o nell’altro, ed è così che si formano i cristalli, trovando ogni atomo il suo posto in funzione di determinate linee di forza. Lo stesso fenomeno avviene con il seme: il seme è come una soluzione chimica, che possiede delle proprietà specifiche, che attendono il momento favorevole per manifestarsi.

Andrò ancora oltre dicendo che il seme è un talismano preparato dal Creator per attirare forze ed elementi dallo spazio. Quando mettete questo seme in certe condizioni, vale a dire quando lo piantate nella terra dandogli l’umidità e il calore indispensabili, esso attira tutti gli elementi che gli corrispondono e comincia a crescere. Il seme in sé non possiede questi elementi, che si trovano invece distribuiti nello spazio, per cui tocca al seme attirarli a sé. Il seme in sé stesso – ed è questa la ragione per cui è così minuscolo – possiede solo il progetto di quello che più tardi sarà l’albero, con le sue radici, il suo tronco, i suoi rami, le sue foglie, i suoi frutti.”

Allo stesso modo del bambino nel grembo materno e del seme piantato nel terreno, la realizzazione di un individuo consapevole è il punto di arrivo di una gestazione interiore che parte dalla cura del seme:

“La vita psichica di ogni uomo contribuisce alla trasformazione degli elementi contenuti nelle sue cellule e nel suo sangue… Così come lo è per la madre, anche il discepolo ha il compito di costruire in sé un altro corpo, ma un corpo spirituale che gli permetterà di nascere una seconda volta. Egli nutre l’idea, il progetto : il Regno di Dio e la sua giustizia, la perfezione, l’armonia, e ora deve realizzarlo giorno per giorno apportandovi i materiali necessari. Anzi, sarebbe più esatto dire che sono i materiali stessi a presentarsi spontaneamente. Quando avete preparato un piano e lo mettete in evidenza, esso attira dal cosmo tutti gli elementi che gli corrispondono, i quali andranno a distribuirsi secondo le linee di forza di tale piano.

La seconda nascita è un lavoro cosciente, che parte da uno schema che abbiamo in noi, nella nostra mente… Quando parlo del lavoro che compie la madre sul bambino che porta in seno, parlo naturalmente di un lavoro subcosciente… Alla stessa stregua, quando un discepolo assume il ruolo di madre, per mettere al mondo un bambino divino, non è necessario che conosca i dettagli della sua formazione…

Che si tratti della vita interiore o della vita fisica, affinché il bambino nasca in buone condizioni, la cosa più importante è il modo di vivere della madre…”

Realizzarsi come individui consapevoli è il più grande lavoro che possa essere intrapreso, perché libera dall’oscurità della paura e dal peso delle sofferenze; è allora che il Bambino Gesù e il bambino in noi si sentono lo stesso bambino, e il Natale diventa il possibile risultato di una completa realizzazione.

Elisabetta Mastrocola

Ufficio Stampa Prosveta

elisabetta.mastrocola@alice.it

www.prosveta.it

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