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Posts Tagged ‘come trovare la felicità’

001-89

Obiettivo felicità
Nell’era della globalizzazione il modo migliore per farsi i propri interessi è interessarsi agli altri. Perché l’altruismo ci farà bene.
Intervista di Piero Verni
*********

Guerre religiose, terrorismo internazionale, scontro tra civiltà, globalizzazione, espansione della superpotenza cinese. Il Dalai Lama, leader in esilio del popolo tibetano, per la sua particolare posizione di capo politico e spirituale si trova in questo periodo al centro di molte delle grandi questioni internazionali. In questa intervista spiega la sua posizione, la sua ricetta e le sue speranze per il 2004.

Afghanistan, Iraq, terrorismo; legittimità della guerra preventiva ed esportazione della democrazia con le armi. Qual è l’opinione del Dalai Lama su questi temi così caldi?
“Il terrorismo è un problema gravissimo, il principale problema di questi giorni. E certo dobbiamo trovare dei metodi per contrastarlo. Ma reagire alla violenza con altra violenza non mi pare una buona soluzione. È difficile che da una simile scelta possano derivare degli effetti positivi.
Quando parliamo di terrorismo dobbiamo anche comprendere cosa c’è alla base di scelte così estreme. A me pare che per lo più vi siano degli atteggiamenti di paura, di ostilità preconcetta, di disadattamento, le cui cause possono essere molteplici. Ma quali che siano, reagire a tutto ciò con un’altra violenza non credo possa portare a una soluzione effettiva del problema. Anzi, il più delle volte innesca una spirale del terrore che non è di alcun beneficio. Ovviamente mi rendo conto che solo l’amore e la compassione non sono sufficienti, ma bisogna impostare un lavoro serio per far fronte al terrorismo. Ma dovremmo cominciare a cambiare prospettiva e mettere al centro delle nostre azioni l’idea del dialogo, della non violenza, della riconciliazione. Non bastano nemmeno le dimostrazioni, le proteste, ma si deve fare qualche cosa di concreto ed effettivo che dia corpo a queste idee”.

Vale a dire?
“Impegnarsi per mettere in pratica queste idee nei nostri comportamenti quotidiani, far diventare noi stessi, le nostre azioni, un’alternativa credibile. Essere un esempio concreto del fatto che esiste una via d’uscita che non sia la guerra o gli attentati. Non si può continuare in questa spirale di violenze contrapposte: è indispensabile creare un clima di fiducia reciproca e fare ogni sforzo per riuscire a risolvere i grandi problemi politici ed economici che sono sull’agenda della politica internazionale in una dimensione pacifica, di reciproco rispetto e tolleranza. Così, forse, riusciremo a superare i sentimenti di collera e di odio che purtroppo oggi si manifestano con questa allarmante frequenza”.

È quella “Politica della Gentilezza” di cui lei parla da molti anni?
“Che ci piaccia o meno abitiamo tutti sullo stesso pianeta e facciamo tutti parte della medesima famiglia umana. Europei o asiatici, americani o africani, ricchi o poveri, uomini o donne, credenti o non credenti. In ultima analisi ognuno di noi è un essere umano come tutti gli altri. E tutti noi, tutti gli esseri umani, desideriamo essere felici e non provare dolore. E tutti possediamo l’identico diritto a questa felicità, a questa assenza di dolore. Fino a pochi decenni or sono, esistevano delle nazioni che potevano vivere in parziale o totale isolamento. Oggi non esistono più. Sotto ogni aspetto, politico, economico, culturale, ecologico. Quello che avviene in una determinata parte del mondo, magari remota e poco accessibile, si ripercuote subito in tutto il pianeta. Le informazioni viaggiano alla velocità della luce, radio, televisioni, mass-media, Internet le trasmettono in un baleno ovunque… È il villaggio globale o, se preferisce, la teoria dell’interdipendenza buddista: tutto quello che noi facciamo interagisce con gli altri e tutto quello che fanno gli altri interagisce con noi. Quindi in questa situazione di interdipendenza il modo più conveniente di fare i nostri interessi è di avere presenti anche quegli degli altri. In questo contesto ritengo che si debba fare ricorso alla compassione, all’altruismo, all’amore che sono i migliori strumenti per operare nel mondo e per il mondo la “Politica della Gentilezza”.

Lei parla di egoismo ed altruismo come chiavi per capire e affrontare il presente, compresa la grande politica internazionale. Non è un po’ semplicistico?
“L’egoismo è una delle malattie peggiori dei nostri tempi. Ci rende il cuore piccolo e crea le condizioni per una vita peggiore per noi e per gli altri. Questo non lo dovremmo dimenticare mai. La compassione, l’altruismo, il buon cuore non sono unicamente nobili sentimenti di cui trae vantaggio il nostro prossimo. Sono stati mentali, condizioni mentali di cui beneficiamo anche noi stessi. Una persona altruista e compassionevole è in genere una donna o un uomo più felice, più sereno. Del resto è la stessa scienza a sostenerlo, non solo i lama del Tibet. In questi ultimi anni ho avuto modo di parlare con molti scienziati e tutti mi hanno detto che coloro che vivono un’esistenza basata su tali sentimenti sono di solito anche individui più sani da un punto di vista fisico perché le tensioni prodotte da un eccesso di competitività, che a sua volta si basa su di una prospettiva egotica, sono dannose sia per il corpo sia per la mente”.

Torniamo al terrorismo: spesso è di matrice religiosa…
“Il buddismo, il cristianesimo, l’Islam, tutte le vie spirituali hanno il medesimo fine: essere uno strumento a disposizione degli esseri umani per raggiungere la felicità, la pace interiore e l’armonia. Quando invece, in nome di un’ideale religioso, si persegue l’odio, l’intolleranza, si perseguita il diverso, colui che non la pensa come te, credo che non ci sia più alcuna traccia di spiritualità in queste idee e di religioso sia rimasto solo il nome. Quando agiscono in questo modo, un modo che non ha alcun punto di contatto con l’autentica spiritualità, allora le religioni sono veramente, come diceva Karl Marx, una sorta di oppio dei popoli…”.

Fa un po’ specie sentire il Dalai Lama che cita Marx…
“Un conto è il marxismo e un conto sono le differenti forme di comunismo che si sono realizzate concretamente. Certo, alcune teorizzazioni del marxismo come la concezione del partito unico e della dittatura del proletariato mi trovano contrario in quanto sono un convinto assertore della democrazia e dei diritti civili. Così come sono in completo disaccordo con l’uso della violenza intesa come strumento per portare avanti la lotta di classe. Però vi è un aspetto del marxismo a cui, come dire, mi sento piuttosto vicino: l’aspirazione a una certa uguaglianza degli esseri umani, l’idea che tutti dovrebbero avere almeno una condizione economica dignitosa, che esista un livello di povertà e indigenza sotto il quale non si dovrebbe mai scendere. E l’idea che, per realizzare tutto questo, chi ha molto dovrebbe sacrificare parte delle sue ricchezze per dare a chi non ha nulla. Trovo che vi sia qualcosa di etico in questa attitudine. Qualcosa di etico che ha delle consonanze profonde con il buddismo Mahayana e con il mio personale modo di sentire. Ovviamente questa eticità viene calpestata se, in suo nome, si compiono violenze e privazioni delle libertà e dei diritti umani dei popoli e delle persone, se in suo nome si uccide, si tortura, si opprime, come purtroppo è avvenuto in molte occasioni in cui i partiti comunisti sono andati al potere”.

Che cosa pensa della politica dell’amministrazione Bush che ritiene, in accordo con l’ideologia neo-conservatrice, che la superpotenza Usa debba svolgere un ruolo guida nel mondo?
“Parlando in generale dobbiamo ammettere che oggi gli Stati Uniti sono l’unica superpotenza rimasta e quindi hanno delle maggiori responsabilità. Certamente l’America non è uno Stato dittatoriale. Ha un governo eletto democraticamente e da sempre la democrazia fa parte dello stile di vita degli americani, quindi credo che l’America abbia una grande responsabilità da questo punto di vista. Certo non sempre i governi americani compiono le scelte migliori ma questo fa parte della dimensione democratica. C’è anche la libertà di sbagliare (ride)”.

Qual è la sua opinione sul fenomeno della globalizzazione, che tante critiche sta suscitando nel mondo, specialmente nel Terzo mondo?
“Se con il termine globalizzazione intendiamo che questo pianeta è divenuto più piccolo e, ad esempio, ci vestiamo tutti nello stesso modo e tante cose sono divenute universali, beh, non mi sembra che in questo ci sia niente di tragico o particolarmente sbagliato. Ma quando globalizzazione significa che dei poteri economici forti si espandono a danno delle economie dei paesi più piccoli e meno potenti, allora la trovo assolutamente sbagliata e pericolosa. Il dominio di pochi gruppi economici è un vero errore. Credo che ogni nazione, ogni individuo dovrebbe avere la possibilità di sviluppare liberamente la propria economia. Quindi, questo secondo tipo di globalizzazione, dovrebbe essere contrastata perché, anziché diminuirlo, accresce sempre più il divario tra ricchi e poveri. È una situazione malsana. Perfino all’interno di una stessa nazione a volte accade una cosa del genere. I grandi gruppi strangolano quelli piccoli. Quando le differenze economiche crescono oltre misura, siamo davanti non solo a un qualcosa di sbagliato dal punto di vista morale, ma anche a una situazione che a livello sociale sarà prima o poi fonte di ogni sorta di problemi. Anche nella vita economica, come in quella interiore, dovrebbero esserci equilibrio ed armonia”.

In Europa sembra montare un senso di allarme, perfino di paura, nei confronti del crescente potere – soprattutto economico – della Cina. Lei ritiene giustificati questi timori?
“La Cina è la nazione più popolosa del mondo. Mi sembra che, insieme ai notevoli cambiamenti economici che sono avvenuti nell’ultimo decennio all’interno della Repubblica Popolare Cinese, oggi nella società civile di quel paese cresca una domanda di maggiori libertà. E credo che anche la stessa leadership cinese, molto consapevolmente, voglia andare verso quella direzione… E questo mi sembra uno sviluppo positivo. Ritengo che anche loro sappiano bene che per un regime autoritario non c’è futuro, però hanno paura che dei cambiamenti troppo repentini possano determinare una situazione di caos, di disordine come nella ex Unione Sovietica. O, peggio ancora, che si possa giungere a un vero e proprio bagno di sangue. Quindi penso che un approccio cauto al cambiamento sia giusto, comprensibile”.

A proposito di incontro tra Asia ed Europa, un altro fenomeno evidente è la diffusione in Occidente del buddismo. Quali differenze e quali analogie vede tra buddismo e cristianesimo?
“La maggior differenza tra buddismo e cristianesimo risiede nella concezione di un Dio creatore, assolutamente fondamentale nel cristianesimo. Tutto l’orizzonte di questa religione si fonda sul concetto di un Dio che ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza. Il concetto di Dio, e dell’obbedienza dell’uomo a Dio, permea l’intera struttura spirituale del cristianesimo. Invece il buddismo pone l’accento sulla sofferenza insita nella condizione umana e sui mezzi per poterla prima alleviare e infine superare definitivamente tramite l’Illuminazione interiore. Potremmo dire che il concetto di Illuminazione sta alla base della concezione buddista così come quello di Dio sta alla base del cristianesimo. Sembrerebbe quindi che non si potrebbero immaginare due vie spirituali più distanti. Eppure, se andiamo oltre questa constatazione di massima, vediamo che invece vi sono anche moltissime analogie, profonde similitudini…”.

Per esempio?
“L’idea cristiana dell’amore universale è per molti versi assolutamente simile alla compassione buddhista. In un certo senso la figura di Gesù che scende sulla Terra assumendo un corpo di uomo e si sacrifica per l’umanità affrontando, proprio in quanto essere umano, tutti i dolori e le sofferenze peculiari di questa condizione non può non considerarsi come una rappresentazione dell’ideale del bodhisattva che rinuncia all’Illuminazione per vivere nel mondo per il beneficio dell’umanità. I bodhisattva infatti si reincarnano come uomini e in quanto tali sono sottoposti a tutte le limitazioni della condizione umana”.

Quali sono le speranze del Dalai Lama per il 2004?
“Riguardano principalmente tre ambiti. Il primo è quello di promuovere i valori umani, il secondo l’ armonia religiosa e in questi due ambiti sono molto ottimista. Il terzo è la questione tibetana e anche per questa, nel lungo periodo, sono ottimista. Nell’immediato però, le cose non vanno per niente bene, si potrebbe perfino perdere ogni speranza. Ma se guardiamo le cose da una prospettiva più ampia, proprio per quello che le ho appena detto della Cina, mi sembra di poter vedere che le cose potranno cambiare e imboccare finalmente la giusta direzione”.

Fonte  http://www.followingdalailama.it

Bibliografia
Dalai Lama, Howard C. Cutler – (2009) – L’arte della felicità
Dalai Lama – (2007) – La via dell’Amore
Dalai Lama – (2003) –  La vita, l’Amore e la Felicità

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Felicità nascostaNon siete giustificati d’essere tristi quando la vostra tristezza
è dovuta a motivi egoistici. Mi direte di avere valide ragioni
per essere infelici, perché incontrate solo fallimenti e non
vedete un vero avvenire davanti a voi.
Ebbene, vedete male: i giorni si susseguono e non si rassomigliano,
e anche se oggi il sole è nascosto dalle nubi, domani lo vedrete sorgere
e tutto vi sorriderà.
«Sì – diranno alcuni – ma io sono già vecchio. Cosa posso sperare?»
Non sapete che un giorno tornerete di nuovo sulla terra come un bambino
a cui tutte le speranze sono permesse e che ricomincerete una nuova vita,
arricchita delle esperienze del passato?

Un altro si lamenta: «Ero ricco e ho perduto tutto!» Ma potrete riguadagnare quelle ricchezze,
chi ve lo impedisce? «Ho perduto degli esseri che amavo.»

Se li avete amati veramente, li ritroverete.

Esistono risposte a tutti gli argomenti che la tristezza vi presenta.
Non bisogna sempre insistere sulla debolezza, sul dispiacere, sulla fatica,
sui fallimenti, sulle perdite.
Tutto si risolve quando si chiamano in aiuto l’amore,
la saggezza e la verità.

<table width=”500″ style=”margin-top:20px”>
<tr><td width=”124″ align=”center” valign=”top”><a href=”http://www.macrolibrarsi.it/libri/__cercate_il_regno_di_dio_e_la_sua_giustizia.php?pn=180&#8243; title=”Cercate il Regno di Dio e la Sua Giustizia” ><img style=”border:0″ src=”http://www.macrolibrarsi.org/proxy/cop/cercate-regno-dio.gif&#8221; /></a></td>
<td width=”390″>
<div><a class=”autore” title=”Omraam Mikhael Aivanhov” href=”http://www.macrolibrarsi.it/autori/_omraam_mikhael_aivanhov.php?pn=180″>Omraam Mikhael Aivanhov</a></div>
<div><a href=”http://www.macrolibrarsi.it/libri/__cercate_il_regno_di_dio_e_la_sua_giustizia.php?pn=180&#8243; title=”Cercate il Regno di Dio e la Sua Giustizia” >Cercate il Regno di Dio e la Sua Giustizia</a></div>
<div>Vangelo secondo Matteo 6, 33</div>

<div align=”justify”><br>
In tutte le nostre attivit&agrave;, la cosa pi&ugrave; importante &egrave;
il motivo che ci spinge ad agire, lo scopo che vogliamo raggiungere. Di
per s&eacute;, l’attivit&agrave; non conta molto, e non ci si deve
curare del fatto che ci attiri la considerazione degli altri, o che ci
procuri del denaro. Chi non lo ha compreso si attacca a dei valori che
sono fatalmente destinati a scomparire. Per compiere un’opera duratura,
bisogna mettere radici in ci&ograve; che &egrave; immortale, infinito,
eterno…Ecco perch&eacute;, se volete trovare un’attivit&agrave;
che dia veramente un senso alla vostra vita, dovete mettere al centro
delle vostre preoccupazioni queste parole di Ges&ugrave;: &laquo;Cercate
il Regno di Dio e la sua Giustizia, e tutto il resto vi sar&agrave; dato
in sovrappi&ugrave;&raquo;. </div>
<div></div>
</td>
</tr>
</table>

<table width=”500″ style=”margin-top:20px”>
<tr>

<td width=”124″ align=”center” valign=”top”><a href=”http://www.macrolibrarsi.it/libri/__che_cose_un_figlio_di_dio.php?pn=180&#8243; title=”Che cos’e un figlio di Dio” ><img style=”border:0″ src=”http://www.macrolibrarsi.org/proxy/cop/checosefigliodidio.gif&#8221; /></a></td>
<td width=”339″>
<div><a class=”autore” title=”Omraam Mikhael Aivanhov” href=”http://www.macrolibrarsi.it/autori/_omraam_mikhael_aivanhov.php?pn=180″>Omraam Mikhael Aivanhov</a></div>
<div><a href=”http://www.macrolibrarsi.it/libri/__che_cose_un_figlio_di_dio.php?pn=180&#8243; title=”Che cos’e un figlio di Dio” >Che cos’e un figlio di Dio</a></div>

<div align=”justify”><br>
Gran parte del cristianesimo &egrave; stato edificato sulle vestigia di
un paganesimo che lo stesso cristianesimo ha cercato di distruggere. Qui
troverete il vero significato della venuta del Cristo, del Natale, della
Resurrezione, del battesimo. e tutte le invenzioni elaborate sulla persona
di Ges&ugrave;. </div>
<div></div>
</td>
</tr>
</table>

<table width=”500″ style=”margin-top:20px”>
<tr>

<td width=”124″ align=”center” valign=”top”><a href=”http://www.macrolibrarsi.it/libri/__pensieri-quotidiani.php?pn=180&#8243; title=”Pensieri Quotidiani 2009″ ><img style=”border:0″ src=”http://www.macrolibrarsi.org/proxy/cop/pensieri-quotidiani-2009.jpg&#8221; /></a></td>
<td>
<div><a class=”autore” title=”Omraam Mikhael Aivanhov” href=”http://www.macrolibrarsi.it/autori/_omraam_mikhael_aivanhov.php?pn=180″>Omraam Mikhael Aivanhov</a></div>
<div><a href=”http://www.macrolibrarsi.it/libri/__pensieri-quotidiani.php?pn=180&#8243; title=”Pensieri Quotidiani 2009″ >Pensieri Quotidiani 2009</a></div>

<div align=”justify”><br>
Un pensiero illuminato al giorno illumina la vita dentro e tutt’intorno…
365 giorni caratterizzati dalle perle di saggezza di questo Maestro che
ha dedicato la sua vita al perfezionamento dell’uomo. L’invito ad essere
vigili nel primo giorno dell’anno con l’augurio di esserlo tutto l’anno.
</div>
<p align=”justify”>&quot;Se &egrave; necessario fare tante leggi per regolare
i rapporti fra esseri umani, &egrave; perch&eacute; questi non sono ancora
abitati dall’amore. Quando sapranno che cos’&egrave; il vero amore, quando
vivranno in quell’amore, non avranno pi&ugrave; bisogno che le leggi vengano
a ricordare loro ci&ograve; che possono o non possono fare; lo faranno,
perch&eacute; troveranno spontaneamente il modo di mettersi in armonia
gli uni con gli altri.</p>
<p align=”justify”>L’amore &egrave; l’unica forza che organizza le cose,
che le fa crescere e fiorire. Non appena l’amore entra in una famiglia,
in una comunit&agrave;, in una societ&agrave;, non c’&egrave; pi&ugrave;
bisogno di dire: &laquo;Fate questo, e se non lo fate guai a voi!&raquo;
Tutti eseguono il proprio compito con piacere. Dove &egrave; entrato l’amore,
non c’&egrave; pi&ugrave; posto per la legge.&quot;</p>
<div></div>
</td>
</tr>
</table>

<table width=”500″ style=”margin-top:20px”>
<tr>

<td width=”124″ align=”center” valign=”top”><a href=”http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il_sorriso_del_saggio.php?pn=180&#8243; title=”Il Sorriso del Saggio” ><img style=”border:0″ src=”http://www.macrolibrarsi.org/proxy/cop/sorriso-saggio.gif&#8221; /></a></td>
<td>
<div><a class=”autore” title=”Omraam Mikhael Aivanhov” href=”http://www.macrolibrarsi.it/autori/_omraam_mikhael_aivanhov.php?pn=180″>Omraam Mikhael Aivanhov</a></div>
<div><a href=”http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il_sorriso_del_saggio.php?pn=180&#8243; title=”Il Sorriso del Saggio” >Il Sorriso del Saggio</a></div>

<div align=”justify”>&laquo;Il riso del saggio &egrave; il riso della libert&agrave;.
Ci&ograve; che il saggio ha compreso, lo ha liberato degli inutili fardelli
dell’esistenza, per proiettarlo fino alle regioni in cui brilla
un sole eterno. La luce da lui conquistata al prezzo di tanti sforzi,
il saggio non desidera che di trasmetterla a coloro che gli vivono accanto
o che vengono a fargli visita. Ma quanto tempo occorre perch&eacute; essi
possano assimilare quella luce! La sola cosa che il saggio pu&ograve;
dunque comunicare immediatamente &egrave; la gioia che egli attinge in
quella saggezza, quella gioia che colma il suo cuore, che trabocca dal
suo cuore, e il suo riso &egrave; l’espressione di quella gioia
che si pu&ograve; anche chiamare amore&raquo;. <br>
</div>
<div></div>
</td>
</tr>
</table>

<table width=”500″ style=”margin-top:20px”>
<tr>

<td width=”124″ align=”center” valign=”top”><a href=”http://www.macrolibrarsi.it/libri/__voi_siete_dei.php?pn=180&#8243; title=”Voi siete Dei” ><img style=”border:0″ src=”http://www.macrolibrarsi.org/proxy/cop/voi-siete-dei.gif&#8221; /></a></td>
<td>
<div><a class=”autore” title=”Omraam Mikhael Aivanhov” href=”http://www.macrolibrarsi.it/autori/_omraam_mikhael_aivanhov.php?pn=180″>Omraam Mikhael Aivanhov</a></div>
<div><a href=”http://www.macrolibrarsi.it/libri/__voi_siete_dei.php?pn=180&#8243; title=”Voi siete Dei” >Voi siete Dei</a></div>
<div>Vangelo di Giovanni 10, 34 – L’essenza divina che e in noi</div>

<div align=”justify”><br>
Ges&ugrave; &egrave; stato il pi&ugrave; grande rivoluzionario tra gli
inviati di Dio, &egrave; stato il primo a trasgredire tutte le antiche
usanze ed ha espiato sulla croce l’audacia che aveva avuto di affermare
che era figlio di Dio e che tutti gli esseri umani sono figli e figlie
di Dio. L’insistenza con la quale Ges&ugrave; sottolineava la filiazione
divina dell’uomo scandalizzava e irritava gli scribi e i farisei
al punto che un giorno tentarono di lapidarlo. Ma Ges&ugrave; rispose
loro: “Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre mio;
per quale di esse mi volete lapidare?” Gli risposero i Giudei: “Non
ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia e perch&eacute;
tu, che sei uomo, ti fai Dio”. Allora Ges&ugrave; ricord&ograve;
loro un versetto dei Salmi: “Non &egrave; forse scritto nella vostra
Legge: Io ho detto: voi siete d&egrave;i?” </div>
<div></div>
</td>
</tr>
</table>

Vangelo secondo Matteo 6, 33

In tutte le nostre attività, la cosa più importante è
il motivo che ci spinge ad agire, lo scopo che vogliamo raggiungere. Di per sé, l’attività non conta molto, e non ci si deve curare del fatto che ci attiri la considerazione degli altri, o che ci procuri del denaro. Chi non lo ha compreso si attacca a dei valori che sono fatalmente destinati a scomparire. Per compiere un’opera duratura, bisogna mettere radici in ciò che è immortale, infinito, eterno…Ecco perché, se volete trovare un’attività che dia veramente un senso alla vostra vita, dovete mettere al centro delle vostre preoccupazioni queste parole di Gesù: «Cercate il Regno di Dio e la sua Giustizia, e tutto il resto vi sarà dato in sovrappiù».

Gran parte del cristianesimo è stato edificato sulle vestigia di
un paganesimo che lo stesso cristianesimo ha cercato di distruggere. Qui troverete il vero significato della venuta del Cristo, del Natale, della Resurrezione, del battesimo. e tutte le invenzioni elaborate sulla persona di Gesù.

Un pensiero illuminato al giorno illumina la vita dentro e tutt’intorno…
365 giorni caratterizzati dalle perle di saggezza di questo Maestro che ha dedicato la sua vita al perfezionamento dell’uomo. L’invito ad essere vigili nel primo giorno dell’anno con l’augurio di esserlo tutto l’anno.

“Se è necessario fare tante leggi per regolare i rapporti fra esseri umani, è perché questi non sono ancora abitati dall’amore. Quando sapranno che cos’è il vero amore, quando
vivranno in quell’amore, non avranno più bisogno che le leggi vengano a ricordare loro ciò che possono o non possono fare; lo faranno, perché troveranno spontaneamente il modo di mettersi in armonia gli uni con gli altri.

L’amore è l’unica forza che organizza le cose, che le fa crescere e fiorire. Non appena l’amore entra in una famiglia, in una comunità, in una società, non c’è più bisogno di dire: «Fate questo, e se non lo fate guai a voi!» Tutti eseguono il proprio compito con piacere. Dove è entrato l’amore, non c’è più posto per la legge.”

«Il riso del saggio è il riso della libertà.
Ciò che il saggio ha compreso, lo ha liberato degli inutili fardelli dell’esistenza, per proiettarlo fino alle regioni in cui brilla un sole eterno. La luce da lui conquistata al prezzo di tanti sforzi, il saggio non desidera che di trasmetterla a coloro che gli vivono accanto o che vengono a fargli visita. Ma quanto tempo occorre perché essi possano assimilare quella luce! La sola cosa che il saggio può dunque comunicare immediatamente è la gioia che egli attinge in
quella saggezza, quella gioia che colma il suo cuore, che trabocca dal suo cuore, e il suo riso è l’espressione di quella gioia che si può anche chiamare amore».
Vangelo di Giovanni 10, 34 – L’essenza divina che e in noi

Gesù è stato il più grande rivoluzionario tra gli
inviati di Dio, è stato il primo a trasgredire tutte le antiche
usanze ed ha espiato sulla croce l’audacia che aveva avuto di affermare che era figlio di Dio e che tutti gli esseri umani sono figli e figlie di Dio. L’insistenza con la quale Gesù sottolineava la filiazione divina dell’uomo scandalizzava e irritava gli scribi e i farisei al punto che un giorno tentarono di lapidarlo. Ma Gesù rispose loro: “Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre mio; per quale di esse mi volete lapidare?” Gli risposero i Giudei: “Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio”. Allora Gesù ricordò loro un versetto dei Salmi: “Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dèi?”

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