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Archive for the ‘Determinazione’ Category

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<Attenzione silenziosa: la mente come uno specchio> del venerabile Ajahn Vimalo
© Ass. Santacittarama, 2007. Tutti i diritti sono riservati.
SOLTANTO PER DISTRIBUZIONE GRATUITA.

Da un discorso offerto da Ajahn Vimalo al monastero di Amaravati
nell’agosto 2002.

HO FIDUCIA IN UN MODO DI ESSERE SILENZIOSO, nell’intuire la presenza della mente, in uno spazio in cui i pensieri avvengono, ma non sono presi troppo sul serio. Ho fede nella consapevolezza. Credo che se la mente è sempre mantenuta in un’attenzione silenziosa, diventa come uno specchio. Comincia a riflettere le cose così come sono.

Avere fede nella consapevolezza è imparare a rimanere nella presenza della mente e a darle valore. E’ questa la mia pratica. Quando le cose sono difficili, mi siedo con gli occhi aperti e porto la mente ad essere presente il più possibile e poi cerco – anche se non ci è possibile guardare noi stessi in retrospettiva – di sentire cosa è la presenza mentale. Può essere molto bello. Anche se la coscienza non è che una cosa momentanea, che sorge a causa dell’occhio e di un oggetto visibile, possiamo riconoscerla nella nostra esperienza.

Ciò può portare gioia e pace nella vita. Capita che la gente si concentri su ciò che è negativo e se lo facciamo in rapporto a noi stessi, ci sentiamo depressi. Esaminare questa presenza della mente è un’altra cosa. La presenza mentale è la “porta verso la non-morte”. E’ una pienezza mentale, una vacuità della mente, uno stato privo di qualità specifiche. Come uno specchio, lascia che tutto vi si rifletta. Se riusciamo a rimanere e a funzionare in questa dimensione, è il Sentiero. Nel Dhammapada c’è l’espressione “l’attenzione è il sentiero verso la non-morte”. Questa è attenzione. Quando siamo consapevoli e presenti, non ignoriamo. Nell’insegnamento del Paticca-samuppada (origine dipendente) le cose sorgono a causa dell’ignoranza. In questa presenza mentale non ignoriamo; c’è un guardare direttamente all’esperienza.

La gente dirà: “Devo coltivare i fattori di illuminazione” e anche “Non posso progredire nella pratica fino a che non coltivo la pazienza e tutto il resto”. Ma quando rimaniamo con questa presenza mentale e ci rilassiamo in essa, la gioia comincia a sorgere, piti (rapimento) comincia a sorgere, cominciamo a diventare pazienti. Perciò non c’è da preoccuparsi del Nibbana, e neanche di sviluppare altre cose. Mi siedo e la gioia sorge. E questo avviene non perchè sono profondamente concentrato e perchè cerco di sviluppare la gioia, ma perchè mi sto rilassando nella presenza mentale. E man mano che questa presenza mentale diventa più nitida, sorge la gioia.

A un certo punto, invece di cercare di rilassarsi nella presenza, ci accorgiamo di diventare consapevoli che ‘c’è la presenza’. E insieme a ciò, tutto comincia a sorgere. E’ un’altra dimensione e avviene naturalmente. E allora, qualsiasi cosa stiamo facendo, sia che ci muoviamo velocemente o lentamente, che stiamo in piedi o camminiamo, le cose ci appaiono un po’ diverse, il mondo è un po’ diverso. Non dico che ho raggiunto qualcosa. Sto solo condividendo la mia comprensione della consapevolezza.

Quando la mente ha presenza, diventa molto chiara su ciò che è giusto per noi e su ciò che è sbagliato per noi. Cominciano ad apparire chiare le cose che il Buddha ha insegnato, non dobbiamo stare a pensarci troppo; all’improvviso le realizziamo. Più ci rilassiamo nella semplice presenza, più le cose si risolvono da sole, fino a quando tutto l’interesse egoistico sparisce. Perciò il mio consiglio è di aver fede nello stare semplicemente presenti.

Spostando continuamente la percezione iniziamo a vedere le cose così come sono. Il Buddha disse che aveva insegnato la Norma. Quando continuamo a spostare la percezione nella consapevolezza, ci muoviamo verso la Norma. La maggior parte del tempo siamo fuori della Norma, perchè ignoriamo. Ma quando entriamo nella consapevolezza, in questa pienezza della mente, allora ci muoviamo verso la Norma e permettiamo che le cose si riflettano dentro di noi. Siamo come uno specchio. Quando la consapevolezza è chiara diventa come uno specchio. Quando la presenza è molto chiara è come uno specchio, ma senza la cornice che lo rinchiude.

Quando entriamo in una stanza e ci sentiamo in pace, allora, nel fatto stesso di essere consci di questa pace, anche la mente diventa pacifica. Tendiamo a identificarci con la mente che divaga, ma se stiamo attenti alla pace, diventiamo la pace. Con la pace in questa stanza, spesso mi siedo qui e la sperimento in me. E’ una pace senza confini. Chiudo gli occhi e c’è pace dentro di me; non ci sono confini perchè i confini non sono che costruzioni. La pace di questa stanza ha una qualità d’infinito. La si può percepire. Questo è un modo per uscire dal mondo lineare. Spesso, quando c’è dukkha, non ci allontaniamo da esso, ma lo facciamo quando ci muoviamo verso la consapevolezza. Muovendoci verso la consapevolezza, ci muoviamo verso la “non-morte”. E’ uno spostamento di percezione.

Le piramidi d’Egitto una volta erano ricoperte di calce di Turah. Viste oggi contro il cielo blu, sono semplicemente dei grandi blocchi triangolari, a cui sembrano interessanti solo a Vittoria, io e pochi altri. Ma originalmente erano ricoperte di calce di Turah e quando i raggi del sole le colpivano risplendevano di luce. Quando la gente le guardava, invece di vedere blocchi triangolari contro il cielo blu, facevano l’effetto opposto. C’era il cielo blu e le piramidi sembravano come finestre nel cielo aperte verso qualcosa di scintillante al di là da esse. Era uno spostamento di percezione. Anche questo spostamento in un modo non lineare è dello stesso genere. Non vuol dire che siate illuminati; ma che siete in grado di comprendere più pienamente, di vedere in modo più preciso e di aprirvi alle cose così come sono. Ho fiducia in ciò. Questo vi offro.

° ° ° ° ° °

Ajahn Vimalo è nato nel 1946 in Inghilterra. Nei primi anni ’70 ha cominciato a praticare la meditazione e nel 1976 ha incontrato Ajahn Sumedho durante un suo viaggio in Inghilterra con Ajahn Chah. Dopo anni di pratica come laico, nel 1991 è stato ordinato bhikkhu in Thailandia dove ha trascorso 3 anni nei monasteri della foresta; in seguito si è trasferito per 2 anni in Australia e per 5 anni nello Sri Lanka. Ajahn Vimalo è tornato in Inghilterra nel 2001, dove risiede attualmente ad Amaravati.

Storia di un’illuminazione

Nonostante sia diventato un’icona di pace imperturbabile, Buddha ebbe, almeno nella prima parte, una vita tormentata e degna di un film epico.

Deepak Chopra ne traccia un profilo in forma romanzesca, mostrando il percorso dell'”illuminato” alla ricerca della perfetta serenità sotto forma di un’intensa vicenda umana intrisa di passioni, emozioni, colpi di scena, e venata dal fascino dell’esotismo.

Siddharta il principe, o la felicità artificiale di un mondo dorato; Gautama il monaco, o l’esperienza estrema del dolore; e infine il Buddha, ovvero la conquista definitiva della meta: le molteplici facce di questo maestro di pace rivivono tra le avvincenti pagine di questo libro. Completato da una preziosa “piccola guida al buddhismo”, il racconto di un viaggio sacro che può illuminare la nostra esistenza.

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<Come proteggersi, al mattino, dai pensieri di depressione notturna…>
di Dr. Mario Rizzi

Una persona ignara che vive una vita materialistica, pensa, agisce e vive in conformità al suo ambiente. Dorme a lungo e, durante il giorno, si lascia trascinare sulle onde dell’oceano di questo mondo, anche in virtù della sua programmazione materialista del mattino. Solo quando e toccata dalle disgrazie comincia eventualmente a riflettere; oppure, se la prende con Dio e ricorre ad una scatola di pastiglie.

La migliore medicina è, invece, utilizzare le ore del mattino nel senso voluto da Dio e dare cosi un orientamento positivo a tutta la giornata. Le forze cosmiche sono un’alta fonte di energia e si possono assimilare particolarmente bene nelle ore del mattino, quando il corpo si trova ancora in armonia. Esse fluiscono dalla farmacia di Dio e sono per ogni cellula del corpo l’acqua della vita. A te, o uomo, e dato di riceverle!

Il corretto uso di questa preziosa medicina sta nel retto atteggiamento interiore verso la vita spirituale divina. Il tuo primo pensiero del mattino aprirà o chiuderà la tua anima e il tuo corpo a questa energia vitale. Perciò, è di essenziale importanza il tuo primo pensiero e il tuo rivolgerti alle forze vitali esistenti che aspettano solo di essere richiamate.

Molte persone si svegliano di malumore, o perché hanno dormito male o perché sono oppresse da brutti sogni che rispecchiano il loro stile di vita. A volte, si svegliano con disturbi in questa o in quella parte del corpo, per cui per loro la giornata e già cominciata male.

Pensieri sgraditi, sia di giorno che di notte, non sono altro che la conseguenza di una programmazione quotidiana negativa. La persona che si occupa solo di cose materiali non riesce più a liberarsi dalla selva dei suoi pensieri. Quello che la occupa o le fa’ male al mattino se lo porta appresso durante la giornata e durante la notte nel sonno. A causa di questa errata impostazione della vita, è circondata continuamente da vibrazioni negative che si crea da sé. Queste vibrazioni che sono sorte in lei creano anche una risonanza nella sua sfera vitale esteriore, nel mondo.

Una persona così negativa non solo dà libero sfogo alle vibrazioni create, ma ne risveglia altrettante nel suo prossimo che si trova sulla stessa lunghezza d’onda, oppure le proietta nell’ambiente atmosferico. Da quel punto le vibrazioni torneranno certamente su di lei. Se non controlla il suo modo di vivere, l’uomo rimane in un campo energetico carico di forze negative che danneggiano sempre più i suoi nervi e le cellule del suo corpo.

Queste continue risonanze negative indeboliscono il corpo e generano le malattie. Prima o poi, eventualmente nella prossima vita, questo modo sbagliato di pensare e di agire fa’ sentire i suoi effetti. Queste negatività sfociano anche in aggressività ed eccessi che danneggiano l’anima.

Queste continue azioni contrarie alla Legge di Dio creano gli involucri dell’anima. Poi affinché questi involucri si sciolgano, ed il corpo possa ristabilire gli effetti della colpa dell’anima, possono essere necessarie diverse incarnazioni.

Da queste spiegazioni, si capisce come siano decisivi i primi pensieri al risveglio. Perciò, esamina te stesso ed esercita un buon autocontrollo giornaliero. Esercitati a pensare e ad agire in modo giusto; così facendo non arrecherai danno né alla tua anima e neppure al tuo corpo.

I pensieri nobili e positivi sono forze stimolanti che ti mantengono sano e forte per tutta la vita terrena. Le forze eteree sono la migliore medicina. Le tue cellule, i nervi, il cuore e la circolazione sanguigna, tutti i tuoi organi sono assetati di queste vibrazioni divine ad alta frequenza.

Il tuo corpo non ha bisogno solo di una giusta alimentazione, come molti credono, ma anche di pensieri eterei positivi, stimolanti. Ogni cellula del tuo corpo e una figlia che vuole essere trattata con amore, per poter reagire e vivere in modo giusto. Per questo, manda alle tue cellule, le figlie del tuo corpo, pensieri positivi. Esse ti ripagheranno vibrando al ritmo delle alte forze eteree, sia di notte che di giorno. Con una programmazione positiva al mattino, si sviluppano le forze eteree in te.

Non appena l’uomo si e abituato ad un ritmo di vita divino, cioè in armonia con la Legge divina, anche le sue abitudini alimentari cambiano. Il corpo reagisce di più all’armonia delle forze eteree che alle forze del mondo, che esigono cose contrarie alla Legge di Dio, rendono insoddisfatti e tirano l’uomo verso il basso.
Programmati al mattino con una preghiera che va fatta con convinzione e va rivolta ad una potenza superiore che vive ed agisce in te, nella tua anima. Questa potenza interiore è il divino etere, la scintilla dell’anima che contiene tutte le forze cosmiche necessarie a sviluppare una vita armoniosa.

Quando preghi, pensa a Colui che vuoi che esaudisca la preghiera. Sappi che ogni pensiero ti può portare dolore o gioia. Perciò, prega dal profondo del tuo cuore Dio, il tuo Signore, affinché Lui diventi tua guida nella vita quotidiana. Dio e tuo Padre. Lui, il Signore, vorrebbe per Suo figlio solo il bene.

Tuo Padre è al di sopra delle cose di questo mondo. Lui sa e vede tutto e conosce le caratteristiche della tua anima e anche i pericoli che stanno in agguato. Tuo Padre vede la tua vita eterna. Solo Lui ti può guidare, proteggere e mantenere in salute. Lui, tuo Padre, e la maggior potenza in tutto l’universo. Di che cosa hai paura, se Dio, lo Spirito, tuo Padre vive in te?

Di te devi avere paura, o uomo, dei tuoi bassi pensieri e delle tue azioni! I pensieri che tu produci ti portano il bene o il male. Se tu dunque sei la causa delle tue sofferenze, vedi in te il nemico. Il tuo modo di pensare, di vivere e di agire attuale determina il tuo futuro. Esso può essere per te una maledizione o una benedizione.

Nessuna persona può farti del male, se tu ti trovi in armonia con la somma forza, con il tuo Padre celeste. Sono i tuoi pensieri che escludono Dio, che liberano energie negative ed attirano forze opposte che ti fanno più male che bene. Pertanto sappi, uomo, che al tuo risveglio una preghiera di cuore riattiva le sacre energie assopite in te, che eserciteranno per tutta la giornata un influsso positivo su di te, perché tu le integri continuamente nella tua vita quotidiana.
Lo Spirito del tuo eterno Padre si trova in ogni cellula del tuo corpo ed anche in ogni cellula del tuo prossimo. Se l’uomo e in grado di mettere in azione queste sacre forze, crea un fluido invincibile che lo protegge da tutti gli influssi negativi, dalle malattie e dalle negatività di questo mondo, se questo e bene per la sua anima.

Dopo che hai pregato e che ti sei messo in contatto con Dio, tuo Padre, il cui Spirito abita nella tua anima, programma le cellule del tuo cervello. Parla con l’esercito delle tue cellule, sintonizzandolo sulle alte frequenze positive dello Spirito.

Parla loro in questo senso: “Ora parlo con le cellule del mio corpo”. Comincia con le cellule del cervello e parla loro con convinzione. Un tiepido tentativo, dietro al quale non ci sia convinzione e buona volontà, non attiva le cellule. Pensa, uomo, che in ogni cellula c’è la forza dell’Assoluto, la forza della Legge di Dio.

Oggi pensa solo in modo conforme a questa Legge, poiché il Signore ha detto: “Diventa perfetto come il Padre tuo che sta nei Cieli”. Questa frase deve diventare la tua pietra di paragone. Nelle cellule del tuo cervello non dovrebbero più trovar posto pensieri negativi. Contrapponi a qualsiasi moto di aggressività il pensiero: “IO SONO LA QUIETE ED IL SILENZIO”, programmando in questo senso il tuo esercito di cellule. Guardati dall’agitazione e dal nervosismo, da qualunque parte essi provengano, sia dagli uomini che dalla tecnica.

Pensa sempre: “Non c’e niente che mi faccia paura, perché lo Spirito di Dio vive in ogni cellula del mio corpo. Mi rimetto alla Sua guida onnipotente”.

Al tuo cuore, al sangue e a tutte le altre cellule ed organi parla così: “Ogni cellula si metta in armonia con l’Infinito e cosi rimanga. Nessun virus può attaccarmi, perché in ogni cellula del mio corpo vive lo Spirito di Dio.

Al mio stomaco do ordine di richiedere solo cibi sani e di sintonizzarsi con
essi. Al palato do l’ordine di farsi sentire solo quando il corpo ha
veramente bisogno di cibo e anche in quel caso di desiderare solo cibo
conforme alla Legge.

Ai miei ormoni ed alle mie ghiandole ordino di funzionare secondo il ritmo
divino e di non lasciarsi influenzare dall’esterno.

Durante tutta la giornata, resterò in armonia e non lascierò che le
negatività entrino in me.

Il Signore mi sia di guida.

L’Assoluto mi accompagni nella vita e mi aiuti a riconoscere tutti gli
errori che ancora sono in me, fino a quando il mio cuore riposerà completamente in Dio, mio Padre”.

Chi si circonda ogni mattina di questi alti pensieri, come di una forza, e durante la giornata rimane in sintonia con essi e con l’Infinito, per mezzo di brevi ma sentite preghiere di ringraziamento, diventerà una persona spiritualmente sapiente, che sa sfruttare le ore del mattino tra le quattro e le sette e metterle al servizio della sua giornata. Le forze interne ed esterne sono al servizio di una tale persona.

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Riferimenti bibliografici:

Una guida preziosa per tutti coloro che soffrono di un male incredibilmente diffuso eppure spesso trascurato .. La depressione è una malattia assai più comune di quanto generalmente si creda. L’autore ne illustra brevemente le cause alla luce delle teorie più accreditate, fornendo nel contempo al lettore tutti gli strumenti per affrontarla.Propone, dunque, una guida pratica e accessibile che individua ed analizza accuratamente i comportamenti autolesionistici dei soggetti depressi, suggerendo modelli alternativi per evitarli.

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Sentieri di luce nel buio dell’anima
Gli stati depressivi non sono un’invenzione dell’età moderna. Esistono da sempre. Come dimostrano numerose testimonianze, la depressione e la sua variante più attenuata, la malinconia, sono state descritte da artisti e letterati dei secoli passati. Fino ad oggi, tuttavia, si è indagato pochissimo sui fattori scatenanti, i motivi e le cure della depressione.Senza dubbio ciò è in parte da ricollegare alla dinamica stessa di questo stato d’animo, perché diversamente dal soggetto aggressivo, che scarica la frustrazione all’esterno, il depresso la tiene tutta per sé. Si ritrae al proprio interno, si nasconde, non vuole avere nulla a che fare con il resto del mondo e, di conseguenza, riceve anche molta meno attenzione.

In questo libro il famoso medico e terapeuta Ruediger Dahlke analizza la psicodinamica della depressione, che in ultima analisi risulta seguire uno schema semplice: quello di una discrepanza tra le aspettative individuali e la realtà percepita soggettivamente dall’interessato. Quello che il depresso considera il significato, lo scopo della sua vita va perduto, o comunque non si realizza.

Dahlke si propone di illustrare i fattori individuali e collettivi che portano a ritirarsi nello stato depressivo, a renderli evidenti ai diretti interessati. Solo liberando dall’ombra desideri e progetti andati frustrati, solo riprendendone coscienza potremo infatti indirizzare la nostra vita in una direzione più corretta.

Dahlke ci spiega come possiamo liberare dall’ombra le immagini del nostro inconscio e abbandonare vecchi schemi. Una serie di esercizi pratici ci aiuterà a liberare le energie vitali bloccate, a riconquistare sicurezza e a tornare a svolgere un ruolo attivo nell’organizzazione della nostra vita.

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La depressione nell’ultimo cinquantennio è stata terra di conquista da parte delle case farmaceutiche che ricorrendo al poco conosciuto disease mongering, hanno creato, a tavolino, nuove patologie e soprattutto nuovi bisogni per plasmare una categoria sempre più ampia di clienti, non certamente di pazienti. È sconcertante come numerosi psichiatri e ricercatori abbiano colluso, spesso in maniera consapevole, con questa dinamica di mercato che nulla ha a che fare con la scienza.

L’autore ha sentito la necessità, ripercorrendo un lungo viaggio nella storia, nell’antropologia culturale, nelle neuroscienze, nella clinica, nella letteratura e nell’arte, di riportare alla luce le vere caratteristiche della depressione e le sue possibili cause. Convinto che solo una comprensione approfondita, priva di ideologie e di pregiudizi, possa fornire una valida risposta a quella che è stata definita come la malattia del nostro tempo.

Quindi, senza farsi incantare dalle sirene del marketing, dalle riviste patinate di psichiatria o dai megacongressi, il lettore potrà esplorare «le terre della depressione», consapevole che Scilla e Cariddi lo attendono al varco.

Il biologismo riduttivo da una parte, lo psicologismo eclettico e accattivante dall’altra. Pertanto l’esposizione sarà saldamente ancorata alla linea mediana della clinica e terrà costantemente presente l’importanza dei fattori culturali e la loro evoluzione nel corso del tempo: dati fondamentali per differenziare nettamente il «mal di vivere» – tipica e strutturale modalità dell’uomo – dalla depressione come evento clinico.
In questa ottica, il volume si propone come un saggio di «psicodinamica culturale» sulla depressione.

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Manuale di prevenzione dedicato alle donne
Oggi in Italia sono almeno 1,5 milioni gli adulti che soffrono di depressione. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene che la depressione sia la quarta causa di disabilità e che la sua incidenza stia crescendo rapidamente. Se poi si guarda ai gruppi specifici, essa è la causa principale di infermità per le donne comprese tra i 15 e i 44 anni.

Dunque la depressione è oggi in aumento, e specie tra le donne. Perché? Come è possibile prevenirla?

Per intervenire efficacemente è necessario guardare, innanzitutto, a quei fattori di rischio (stress da doppio carico di lavoro, burn-out e maltrattamento) nascosti nelle relazioni sociali, in famiglia e nell’ambiente lavorativo, insomma nella vita quotidiana. Non solo: è necessario superare i pregiudizi che spesso accompagnano le ipotesi sulle cause delle patologie e favorire uno spostamento di prospettiva, per disegnare una prevenzione a misura di donna.

Ma i ritardi del mondo medico in questo ambito impongono alle donne di farsi carico della propria salute, tutelandola anche con un cambiamento personale di mentalità: le tappe biologiche come il menarca, la gravidanza, il post-partum e la menopausa sono eventi fisiologici, che non possono essere considerati cause di malattia o, ancor più, come causa prevalente di depressione.

Ecco dunque un percorso diretto alle donne per aggirare i pregiudizi della società e della medicina nel rapporto con il corpo e la mente femminili, uno strumento di prevenzione – arricchito da schede di approfondimento, questionari di autovalutazione, casi tratti dall’esperienza clinica e testimonianze dirette – che vuole fornire un aiuto concreto per fronteggiare i rischi della depressione.

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Il male oscuro come opportunità di crescita spirituale
Ma è proprio vero che la depressione, che colpisce milioni di persone in tutto il mondo, sia un buco nero dal quale non possa nascere nulla di positivo?

La nota insegnante zen americana Cheri Huber cerca di smentire questo diffuso preconcetto e di trasmettere un messaggio diverso: la depressione, se giustamente affrontata, può portare in sé anche dei valori positivi.

Anzi, se la consideriamo come qualsiasi altro aspetto della vita, è addirittura possibile trasformare questo stato di intensa sofferenza in un prezioso dono per la crescita spirituale. Per poter accendere nuovamente la scintilla della speranza in chi soffre di depressione, è di fondamentale importanza smettere di colpevolizzarsi e imparare a provare compassione per se stessi.

Questo libro non pretende di sostituirsi alle terapie o ai consigli degli specialisti, ma offre un punto di vista nuovo e del tutto alternativo su come affrontare la depressione grazie alle tecniche provenienti dall’antico patrimonio di saggezza del buddhismo zen.

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Dieta Gift: per una sana alimentazione e un nuovo stile di vita
In Prevenire e Curare la Depressione con il Cibo gli autori spiegano in modo semplice alcune realtà scientifiche come, per esempio, quali alimenti possono determinare modifiche della biochimica cerebrale e influire sull’umore; perché l’insulina è uno degli ormoni peggio trattati dall’alimentazione contemporanea (l’aumento del diabete lo testimonia) e perché tenendola in equilibrio con l’alimentazione quotidiana si possono controllare sintomi ansiosi e depressivi.Inoltre guidano il lettore alla ripresa del movimento fisico, portandolo a capirne gli effetti anche solo iniziando a camminare, La gioia di vivere che deriva da una combinazione naturale di movimento, alimentazione e conoscenza trova nel libro la sua espressione pratica in una parte ricca di preziosi suggerimenti che possono fornire strumenti pratici per interferire personalmente con il proprio disagio psichico.

Cambiare l’orario dei pasti può cambiare il nostro stato d’animo, il nostro umore e dare nuovo sprint alla nostra esistenza?

La tesi degli autori trae lo spunto dalla loro diretta esperienza clinica, dalla casistica nata con il successo del libro DietaGIFT, la dieta che non conta le calorie, e dagli studi più recenti in tema di alimentazione mondo scientifico sta verificando che la maggior parte dei processi mentali – pensieri, emozioni, depressione, rabbia – ha alla base una particolare caratteristica biochimica e che su ognuna di queste caratteristiche può interferire ciò che mangiamo ogni giorno.

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Dopo “Depressione. A ciascuno la sua cura” – dove sono state esplorate tutte le possibili strade terapeutiche, convenzionali e non, per curare la malattia – in questo saggio gli Autori si propongono di far conoscere la depressione nei suoi aspetti più peculiari per poterla individuare prima che essa compaia.Chi sta sviluppando la depressione dà inevitabilmente qualche segnale della malattia, perché ha già in sé tracce visibili di quella sofferenza che muove l’anima nella direzione della rinuncia e dell’oscurità. Qualche lieve disturbo del sonno, inappetenza, o, viceversa, eccessivo appetito, la voglia di appartarsi, di restare soli, lunghi silenzi, apatia, malinconia, irritabilità, sono questi alcuni dei segni anticipatori più comuni che genitori, insegnanti e familiari dovrebbero saper cogliere e valutare in termini di durata e d’intensità.In Italia parlare di prevenzione per la depressione è poco diffuso e gli Autori si interrogano in modo inquietante perché i tanti “addetti ai lavori” non si adoperino in questo senso. Questo libro, unico nel suo genere, offre al lettore semplici e chiare indicazioni per potersi muovere verso le migliori azioni di prevenzione da adottare.

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Giovanni D’Agostini
Malinconia e mania. Capirle e correggerle naturalmente
La tristezza e l’incapacità di andare avanti possono attenderci dietro ogni angolo. Conoscere cosa ci succede nelle varie età della vita (infanzia, adolescenza, maturità, terza età) e come possiamo meglio risolvere le difficoltà può aiutarci a superare i nostri momenti di depressione o a trovare la chiave per comprendere quelli degli altri. Un libro per imparare a conoscere i disturbi dell’umore “entrandoci dentro”, per comprendere i sintomi e i meccanismi che li determinano.

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Quaderni di Flensburg
“In che cosa consiste una depressione? Come nasce? Quali sono le diverse forme? Cosa possiamo fare per guarire? Cosa collega la depressione alle nostre esperienze quotidiane? Interviste a medici, psicologi, psicoterapeuti e psichiatri.”

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Autori Vari
Vi sono varie situazioni che provocano dolore o preoccupazione, e a volte si trasformano in vere e proprie patologie. Questo manuale vi darà indicazioni utili per riconoscerle, sapere quali sono le terapie possibili e a chi rivolgersi.

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La perseveranza

(di Sonia Angioi)

“I vincenti non cedono mai, e chi cede non vince mai”

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La Perseveranza è forza di volontà, intesa come capacità di attuare costantemente libere scelte di miglioramento. Forza di volontà e desiderio, se ben combinati, costituiscono una coppia irresistibile. La Perseveranza ha sempre rappresentato la differenza tra successo e fallimento.

Questa è la qualità che più di ogni altra limita la maggioranza delle persone nelle grandi realizzazioni; esse vorrebbero intraprendere qualche impresa ma, non appena il cammino si fa arduo, si arrendono.

L’esperienza fatta su migliaia di individui ha dimostrato che la mancanza di perseveranza è una debolezza comune alla grande maggioranza degli uomini; è però una debolezza che si può superare con la volontà.

Se volete realizzare il vostro desiderio, dovete abituarvi alla perseveranza.

Quando le cose si faranno oscure e vi sembrerà che non ci sia alcuna ragione di continuare, quando tutto in voi vi dirà di rinunciare, di non continuare a tentare, sarà proprio allora che si distingueranno gli uomini dai bambini; sarà proprio a quel punto che, se avrete la forza di percorrere ancora qualche altro metro ed andrete avanti, l’orizzonte si schiarirà e comincerete a vedere i primi segni di quell’abbondanza che dovrà essere vostra, poiché avete avuto il coraggio di perseverare.

Con la perseveranza, verrà il successo.

La base della perseveranza è la forza di volontà.

La forza della volontà e il desiderio, quando opportunamente abbinati, formano una coppia irresistibile.

Gli uomini che hanno molto successo sono in genere conosciuti come persone dal sangue freddo, e qualche volta spietati, ma spesso si tratta di un malinteso: quello che hanno è la forza di volontà che abbinano alla perseveranza nel cercare di concretizzare i loro desideri per il raggiungimento dei loro obiettivi

La maggior parte delle persone sono pronte a gettar via i loro obiettivi e i loro scopi, ad arrendersi alla prima difficoltà o sfortuna.

Non ci sarebbe niente di eroico nella parola “perseveranza”, ma la qualità sta al carattere dell’uomo come il carbone sta all’acciaio

Spesso sembra che ci sia una “Guida” nascosta, il cui compito sia quello di mettere alla prova gli uomini, proponendo tutti i tipi di esperienze scoraggianti.

Quelli che riescono a riprendersi dopo una sconfitta, e continuano a provare, finiscono per arrivare, ed il mondo allora grida “bravo! lo sapevo che ci saresti riuscito”.

Occorre perciò passare attraverso l’esame della perseveranza, quelli che non riescono a superare questo esame semplicemente non raggiungono la meta, quelli che ci riescono saranno premiati con il raggiungimento dell’obiettivo desiderato.

E questo non è tutto, poiché riceveranno qualcosa di molto più importante: riceveranno l’insegnamento che “ogni sconfitta porta con sé il seme di un equivalente successo”.

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samurai

Vivete in un mondo in continua competizione. Se siete decisi, la competizione non vi spaventerà, ma vi renderà più forti. Dovete fare del vostro meglio ogni giorno, in ogni circostanza, allora potrete avere successo. Ma molti esseri umani non si impegnano. Oppure pensano che a loro vada sempre tutto storto e si ritengono sfortunati. Perché le cose non dovrebbero andare male? Non si adoprano per far crescere i semi del successo racchiusi nelle loro menti; sono troppo impegnati con le cose inutili.

Molti pensano di non avere dentro di loro i semi del successo, ma voi li avete. Potete riuscire. Potete avere successo. Ma se pensate: “Sono finito”, siete finiti in quello stesso momento; avete già emesso la sentenza del vostro fallimento. Se invece siete positivi e pensate: “Va tutto bene, avrò successo”, e continuate a tentare, riuscirete nel vostro intento.

Non continuate a pensare agli insuccessi passati. Chi ha questa abitudine è persuaso che tutti i suoi progetti finiranno in un fallimento. Perché? Perché la sua mente è convinta che non avrebbero avuto successo. Più di una volta io mi sono trovato senza un centesimo mentre cercavo di provvedere a questa opera, ma ho sempre raggranellato i fondi necessari. Ci vuole coraggio, perché la mente dirà: “Dopo tutti questi anni, sei esattamente al punto di partenza”.

Ma io dico alla mente: “Taci. Ti farò lavorare. Vedremo chi comanda”. Dovete fare di tutto per conseguire il vostro scopo. Ogni insuccesso vi dà il privilegio d’imparare qualcosa di nuovo e soprattutto vi aiuta a non ripetere gli stessi errori. Quando la mente si indebolisce, anche il vostro corpo diventa debole e vi rifiutate di lavorare. Allora siete finiti, siete morti. Perciò non arrendetevi mai.

La vita è una grande partita. Fate di tutto per vincerla. Migliaia di persone al mondo soffrono, alcuni non hanno le mani o non hanno i piedi per camminare: come potete voi, con tutte le vostre facoltà perfettamente integre, ammettere il fallimento? Non dovete farlo! Quando vi tirate indietro, il vostro modo di vedere è così confuso da farvi pensare che il mondo intero stia retrocedendo. Ma continuerete a progredire se state realizzando qualcosa. Sviluppate il vostro potere mentale. Fate in modo che il mondo intero sia ai vostri ordini!

– Cercate la guida divina –

Organizzate la vostra vita. Non perdete tempo. Se conducete una vita sociale troppo intensa, non concluderete nulla. State da soli. Appartatevi e immergetevi profondamente in voi stessi. Domandatevi: “Come posso avere successo?”. Qualsiasi cosa vogliate fare, pensateci finché non sarete completamente immersi in quell’idea. Pensate, pensate, pensate e fate progetti. Poi concedetevi una pausa, non passate subito all’azione. Fate un primo passo, quindi pensateci ancora.

Qualcosa dentro di voi vi dirà che cosa dovete fare. Fatelo e riflettete ancora. Sarete ulteriormente guidati. Se imparerete a interiorizzarvi, unirete la vostra coscienza con la supercoscienza dell’anima; così, con forza di volontà, pazienza e intuizione infinite potrete far crescere quelle idee-seme del successo.

Mentre cercate di concretizzare ciò che avete in mente, chiedete sempre al Padre di guidarvi. Se il vostro ego è cieco e ha una voce forte, può soffocare l’intuizione e indurvi in errore. Ma se cercate soltanto di compiacere Dio nel vostro tentativo di fare qualcosa di utile, egli guiderà i vostri passi verso il bene. Il modo giusto di lavorare per ottenere il successo è quello di cercare di piacere a Dio, di fare del vostro meglio e poi di non preoccuparvi.

È così che dovete interpretare la vostra parte nel dramma di Dio; ma se vi immedesimate troppo nello spettacolo, vi renderete la vita impossibile. Saprete troppo tardi di aver sprecato del tempo. Perché non fate girare voi la ruota della vita anziché esserne travolti?

– Siete voi che create la vostra debolezza o la vostra forza –

Dovete essere capaci di realizzare qualsiasi cosa decidiate di fare. Quanti esseri umani si lasciano paralizzare dalle proprie cattive abitudini! Evitate le persone che vi inducono a fare del male. L’inerzia che sentite è causata solo da voi. La vostra mente debole è trattenuta proprio dai legami che vi siete creati con le cattive abitudini. Molti si lasciano ipnotizzare dall’ambiente, dalle brutte abitudini, dalle tendenze e dagli stati d’animo che derivano dalle vite passate. Permettere a queste limitazioni di ipnotizzarvi è un insulto alla vostra mente e all’immagine di Dio racchiusa
in voi. Dovete eliminare le cattive abitudini e sviluppare il potere della mente grazie al quale assumerete il controllo sulla vostra vita.

Cominciate a vivere correttamente. Fate esercizio fisico, nutritevi saggiamente e così via. Non pensate di uscirne impunemente se mangiate e vivete in modo sbagliato, anche se per ora non ne soffrite. I devastanti effetti del vostro comportamento si faranno sentire anche troppo presto.

Ricordo una studentessa che pesava più di novanta chili e aveva un aspetto poco giovanile e poco attraente. Mi domandò se poteva fare qualcosa per la sua salute.

“Certo che puoi”, le dissi, “a condizione che eserciti la volontà. Per troppo tempo hai pensato di non poter fare nulla per te stessa; hai ipnotizzato la tua volontà costringendola ad accettare questo pensiero”. Le dissi di fare lunghe passeggiate, di mangiare in abbondanza frutta, verdura e noci e di eliminare tutti i cibi ricchi di amido e i dolci. Le ricordai che all’inizio la mente l’avrebbe spinta a mangiare qualcosa di dolce e che sarebbe stata tentata di cedere. “Ma devi decidere di dimagrire e poi agire di conseguenza con molta volontà”, dissi. Parecchi mesi più tardi la rividi
e le domandai: “Ma sei proprio tu?”. “Sì”, rispose; “È meraviglioso”. Era veramente dimagrita e appariva molto più giovane e felice.

Avete controllato sul vostro conto corrente mentale se le entrate delle esperienze positive sono superiori alle uscite delle azioni negative? No. Vedreste che, in massima parte, le dispendiose abitudini cattive hanno divorato i profitti della felicità. Avevo l’abitudine di autoesaminarmi in questo modo per cercare di trasformare la mia vita come volevo che fosse.

Analizzate la vostra vita.

La mattina vi alzate, dite in fretta una breve preghiera poi fate colazione e andate a lavorare. Più tardi pranzate, poi lavorate ancora; quindi arriva l’ora di cena, seguita da qualche passatempo inutile e, poco dopo, siete già
a letto. La stessa, solita cosa ogni giorno! E ogni giorno la vostra volontà è indebolita dalle imposizioni delle abitudini e dell’ambiente.

Perché permettete questo?

Vi giustificate dicendo: “Un giorno o l’altro cercherò di fare le cose che so di dover fare”, ma quel giorno potrebbe non arrivare mai. Perché limitate le vostre capacità adattandovi al proverbio: “Non fare il passo più lungo
della gamba”? Io penso che dobbiate fare il passo più lungo della gamba e poi mantenerlo. Non siate inutili. Rendete la vostra vita degna di essere vissuta.

(di Paramahansa Yogananda) – da Lista Sadhana yahoo

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